Archivio per Ottobre, 2009

BOCCE – Taggese in fuga.

Si è svolta ieri a Genova la 2° giornata del Campionato Nazionale di Serie “A” di Petanque maschile con i seguenti risultati:

Petanque Pontedassio-Bocciofila Caragliese 12-6 ; Bocciofila Taggese-Bocciofila Valle Maira 14-4; Club Petanque Sampierdarena -Petanque Bovesana 8-10 ; ANPI Molassana-Bocciofila Auxilium 10-8.

CLASSIFICA: Taggese 4 punti, Auxilium-Valle Maira-C.P. Sampierdarena-Anpi Molassana-Bovesana e Pontedassio 2 punti; Caragliese punti 0.

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VOLLEY – Simone Parodi in un test match ad Imperia il 4 Novembre

GRANDE VOLLEY AL PALASPORT DI IMPERIA

MERCOLEDI’ 4 IN PROGRAMMA CUNEO-CANNES

Il test-match Trofeo Gino Auto Due Toyota è inserito nell’ambito del 2° International Volley Festival

In campo anche l’armese Simone Parodi, 23enne schiacciatore della nazionale italiana

Dopo le regine d’Europa, che a fine maggio hanno svolto un’amichevole a ranghi misti, il nuovo palazzetto dello sport di Imperia si appresta ad ospitare, nell’ambito del 2° International Volley Festival, una prestigiosa sfida internazionale maschile di serie A1. Mercoledì 4 novembre, con inizio alle ore 18.15 (ingresso libero), l’impianto di zona San Lazzaro, sarà teatro del test-match “Trofeo Gino Auto Due Toyota”, tra Bre Banca Lannutti Cuneo e As Cannes Volley Ball. Per entrambe le squadre, protagoniste da anni della massima categoria, l’appuntamentio cadrà dopo pochi turni di campionato (sei per la Pro-A francese, otto per la A1 italiana) e alla vigilia di nuovi importanti incontri: il Cuneo a Loreto e il Cannes in casa con il Tourcoing.

Nelle fila dei piemontesi giocano in questa stagione fior di campioni del calibro del serbo Nikola Grbic, del belga Wout Wijsmans, del bulgaro Vladimir Nikolov e poi ancora gli azzurri Luigi Mastrangelo, Francesco Fortunato e Simone Parodi. Grande è l’attesa per vedere all’opera quest’ultimo, schiacciatore classe 1986 di 195 cm, di Arma di Taggia, cugino del campione di beacher Matteo Varnier. Nuovo acquisto è anche il libero, il francese Hubert Henno, medaglia d’argento ai recenti Europei, che ha preso il posto di Daniele Vergnaghi, passato dal campo alla scrivania con il ruolo di team manager. Sulla panchina siede un giovane ed emergente tecnico, Alberto Giuliani. Dopo sei giornate di campionato, la Bre Banca (che mercoledì sera ha sconfitto 3-2 Perugia davanti alle telecamere di Rai Sport Più) occupa la quinta posizione, alle spalle di Trento, Modena, Treviso e Piacenza. Vestono invece quest’anno la maglia biancorossa del Cannes due soli stranieri, il belga Yves Kruyner ed il camerunense David Feughouo. Tutto il resto della formazione è francese: dal nazionale Samuele Tuia all’ex Sisley Treviso Pierre Pujol, ai fortissimi schiacciatori Ludovic Castard, Marien Moreau e Gérald Hardy-Dessources, tutti nel giro dei Blues. Il club della Costa Azzurra attualmente (tre incontri giocati) è terzo, dietro Tours e Tolosa. Il coach, ormai da diversi anni, è il 47enne Laurent Tillie, ex-nazionale con trascorsi anche in Italia, a Falconara, otto scudetti di Francia al suo attivo da giocatore.

Nel palmares del Cuneo, che in questa stagione disputa la Coppa Cev, mancano ancora lo scudetto e la Champions League, ma figurano, dal 1996 ad oggi, due Coppe delle Coppe, due Coppe Cev, quattro Coppa Italia, tre Supercoppe Italiana e due Supercoppe Europee. I transalpini vantano invece nella loro bacheca una Coppa delle Coppe (1999), una Coppa Cev, dieci scudetti (il primo addirittura nel 1940, l’ultimo nel 2005, protagonista anche l’imperiese Giacomo Giretto) e sette Coppe di Francia.

La sfida si inserisce nell’ambito del 2° International Volley Festival, kermesse che ha vissuto un interessante prologo a Diano Marina il 7 ottobre (di fatto il primo atto del confronto Italia-Francia, consumatosi al Palacanepa e chiusosi in parità: 3-0 del Nizza all’Igo Carige Genova e 3-1 del Riso Scotti Pavia al Le Cannet) e che proseguirà sabato 21 e domenica 22 novembre con la Latte Alberti Cup, serie di quattro tornei a livello giovanile (Under 14 femminile, Under 16 maschile) e seniores (Senior femminile 1/2/3^ Divisione e Amatori misto 4+2), le cui informazioni dettagliate sono disponibili sul sito www.forevervolley.org. Cuneo-Cannes, una sorta di bella italo-francese, dunque, diventa ancor più avvincente

Domenica 22 si svolgerà anche il 2° Torneo di San Leonardo, manifestazione di minivolley (2° Livello e Under 12) organizzata da Compagnia di San Leonardo, Fipav e Csi Imperia, nell’ambito dei festeggiamenti per il Santo Patrono.

L’iniziativa, accolta con entusiasmo dall’Amministrazione Comunale di Imperia, è riconosciuta ed autorizzata dalla Fipav ed è stata inserita nel calendario nazionale Csen (www.csen.it) con il rango di evento internazionale. L’organizzazione è curata da Asd Forever Volley in stretta collaborazione con le società del Pool New Volley e con il patrocinio e sostegno degli Assessorati allo Sport di Regione Liguria, Comune di Imperia, Comune di Diano Marina, Comune di San Bartolomeo al mare e Provincia di Imperia, con il patrocinio di Coni Imperia e Csen.

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PALLAMANO – Gli impegni dell’ABC Bordighera

PALLAMANO: LE PARTITE DEL WEEK-END DELL’ABC BORDIGHERA.IN CAMPO CON 4 FORMAZIONI

Week-end impegnativo per l’ABC Bordighera con 4 formazioni impegnate tutte fuori casa dove spicca domenica l’esordio in Coppa Liguria a La Spezia nella fase di andata della squadra seniores maschile allenata da Jean-Claude ASNONG, trofeo che dovrà contenderselo  con le altre 4 formazioni ligure.

Sempre domenica riflettori puntati a Cologne (Brescia) dove la squadra under 18 maschile allenata da Maria Grazia GERMANO, che partecipa al campionato nazionale di categoria, vuole riscattarsi con i lombardi per dimenticare la sconfitta di stretta misura subita domenica scorsa nella prima giornata.

Sabato invece due partite dei rispettivi campionati dipartimentali francesi:

  • alle ore 18,30 la squadra under 16 maschile di Luciano MARTIN largamente rimaneggiata da assenze importanti sarà a Villafranca a difendere il primato della propria poule – 1^ fase
  • alle 19,30 a Cagnes sur Mer la seniores femminile sotto la guida di ASNONG Jean-Claude dovrò vedersela contro i locali in un incontro che si preannuncia difficilissimo.

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MOTOGP – Rossi Campione del Mondo

from www.gazzetta.it

Valentino, mondiale n° 9!

Con il 3° posto nel GP di Malesia (vittoria di Stoner), Rossi conquista il nono titolo iridato, con una gara di anticipo

SEPANG (Malesia), 25 ottobre 2009 – Valentino Rossi è campione del mondo per la nona volta in carriera (sesta in MotoGP). In Malesia al pilota Yamaha basta il 3° posto in una gara più complicata del previsto, perchè corsa su pista bagnata (via ritardato di 35′ per l’allagamento del circuito). A Sepang trionfa Stoner con la Ducati, Valentino gareggia con prudenza e si scatena alla distanza, superando anche il grande rivale Jorge Lorenzo, a suggello di un titolo meritatissimo.

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LETS – Diploma Day

Si è concluso a luglio, con gli esami di maturità,  il primo ciclo di studi del LETS. L’avventura del Liceo dello Sport, all’interno dell’ITC  Colombo di Arma di Taggia, è iniziata infatti nel settembre del 2004. Il Dirigente Scolastico, ingegner Erminio Zanchetta, e l’Assessore Provinciale all’Istruzione, dottor Giacomo Raineri, si sono complimentati con le ragazze che hanno conseguito votazioni eccellenti e con gli insegnanti che hanno garantito loro una preparazione tale da permettere il raggiungimento dell’ambizioso obiettivo. Il Sindaco, dottor Vincenzo Genduso, ha espresso il compiacimento dell’amministrazione comunale nei confronti della scuola che negli anni ha ottenuto sempre piu larghi consensi e il Consigliere Comunale Delegato allo Sport, Andrea Lanteri, ha ringraziato gli studenti e le insegnanti Tiziana Belli e Claudia Landoni per la collaborazione che il LETS ha sempre dato alle manifestazioni sportive organizzate sul territorio. Doni simbolici sono stati consegnati a Elisa Giuliani, che si è diplomata con 100/100 e lode e a Prisca Belcamino per il suo 100/100, prima dell’arrivederci sancito da un brindisi nel corso di un rinfresco, organizzato nei locali della scuola, cui hanno partecipato numerosi ospiti, tra i quali la DSGA Francesca Riotto, la signora Fulvia Siccardi, in rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale, la presidente uscente del Consiglio d’Istituto, signora Rosella Miraglia e la presidente neo nominata, signora Gianna Aschero.

Elisa Giuliani viene premiata dall'Assessore Dr. Giacomo Raineri per il suo 100/100 e LODE

Elisa Giuliani viene premiata dall'Assessore Provinciale all'Istruzione, Dr. Giacomo Raineri, per il suo 100/100 e lode

 

Il Sindaco Dr, Vincenzo Genduso si congratula con rPrisca Belcamino per il suo 100/100

Il Sindaco Dr. Vincenzo Genduso si congratula con Prisca Belcamino per il suo 100/100

Premiatori e premiate insieme, per la foto ricordo di questa festa

Autorità presenti e studentesse premiate, insieme per la foto ricordo di questa festa

 

 

 

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OLIMPIADI – Il CONI detta le regole per la candidatura del 2020

from www.gazzetta.it

Il Coni detta le regole
10 punti verso il 2020

Stilato un decalogo per chi volesse ambire alla candidatura ai Giochi. Il presidente Petrucci: “Per ora so di Venezia e Roma, delle altre prendo atto dai giornali”

Vietato usare i cinque cerchi senza autorizzazione. Afp
Vietato usare i cinque cerchi senza autorizzazione. Afp

ROMA, 21 ottobre 2009 – Prima Venezia, poi Roma. Poi Bari, Palermo e forse anche Milano. La corsa alla candidatura per i Giochi estivi del 2020 sta diventando una piccola farsa all’italiana, ma il Coni non ci sta e butta sul tavolo un decalogo severo a cui tutti devono attenersi. Dieci punti per fare ordine e chiarezza sulla metodologia da rispettare onde evitare che, come aveva detto il presidente Gianni Petrucci, “si sfornino candidature come pizze”. “Il decalogo detta le condizioni in base alle quali una città può definirsi candidata” ha spiegato Petrucci, sottolineando che la delibera della Giunta è stata unanime nel voler mettere nero su bianco i criteri. Proprio per fare ulteriore chiarezza Petrucci ha aggiunto: “Le due candidature ufficiali, quelle fatte per bene con i sindaci Alemanno e Cacciari, sono Venezia e Roma. Delle altre due (Bari e Palermo ndr) ne prendiamo atto dai giornali”.

Questo il decalogo varato:

1 – È fatto assoluto divieto di utilizzare i cerchi olimpici e ogni simbologia legata ai Giochi olimpici se non è stata ottenuta la preventiva autorizzazione del Cio, attraverso il Comitato olimpico nazionale.
2 - È fatto assoluto divieto di definirsi Città richiedente (“applicant City”) finquando il Comitato olimpico nazionale non ha approvato tale richiesta.
3 – Il Coni non potrà prendere in esame richieste di candidature da parte di Autorità di enti territoriali o di altri soggetti che non abbiano la legale rappresentanza della Città (art. 34, Carta olimpica).
4 - Nel caso in cui ci siano più potenziali Città richiedenti nello stesso Paese agli stessi Giochi olimpici, solo una Città potrà essere proposta, così come deciso dal rispettivo Comitato olimpico nazionale competente.
5 – Ogni Comitato olimpico nazionale è responsabile dell’osservanza e del rispetto della Carta olimpica nel proprio Paese.
6 – La Giunta Nazionale per dare attuazione a quanto previsto dalla Carta olimpica, in caso di pluralità di presentazione di richieste, seguirà un’analoga procedura con quanto avviene in ambito Cio, ovvero farà precedere la fase di scelta definitiva del Consiglio nazionale da una fase di minuziosa pre-selezione da parte della Giunta nazionale.
7 – A tal uopo la Giunta ha nominato un Comitato ristretto, composto delle più elevate rappresentanze istituzionali del Coni (Presidente, vicepresidenti e segretario generale), dai membri italiani del Cio e da un rappresentante degli atleti per l’istruzione tecnica delle proposte pervenute.
8 – In detta fase di pre-selezione delle candidature, la Giunta nazionale si conformerà ai criteri tecnici generali e ai termini temporali prioritariamente individuati dal Consiglio nazionale, in ossequio alle norme ed alla prassi adottate al riguardo dal Cio.
9 - Solo dopo questa fase e sulla base del rapporto di valutazione del comitato ristretto, la Giunta proporrà alla sessione del Consiglio nazionale del Coni I il nominativo o i nominativi delle Città che avranno superato la pre-selezione.
10 – Le città presentate dai singoli Comitati nazionali olimpici al Cio (“applicant City”) diventeranno “Città candidate” solo in base a una decisione del Comitato esecutivo del Cio che, a quel punto, le proporrà per la votazione della sessione del Cio.

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LETS – Anche quest’anno siamo rimasti “Stregati”

Serena Carbonetto

Serena Carbonetto

 

Davide Dreossi e Alberto Battaglia

Davide Dreossi e Alberto Battaglia

Tommaso Tironi

Tommaso Tironi

Omar Melissa e Lorenzo Sozzi

Omar Melissa e Lorenzo Sozzi

Veronica Maraboli e Sara Catania

Veronica Maraboli e Sara Catania

Giorgia Ozenda, Clarissa Cabella e Francesca Nuvolone

Giorgia Ozenda, Clarissa Cabella e Francesca Nuvolone

Domenica 18 ottobre, noi ragazzi dell’ “I.T.C.G.  C.Colombo” sezione sportiva, accompagnati dalla Professoressa Mariella Tecco, abbiamo partecipato, per il secondo anno consecutivo al “ Motogiro della Strega”, organizato dal Moto Club Valle Argentina. Tutti gli anni motociclisti appassionati  si riunisco per percorrere le valli del nostro entroterra e assaggiare le specialità della gastronomia locale.
Prima che iniziassimo il nostro lavoro, le persone dello staff, guidate da Alessandro Pastore, ci hanno gentilmente offerto la colazione, poi ci siamo divisi in gruppi per svolgere diverse attività.
I ragazzi indicavano ai motociclisti dove parcheggiare, per migliorare la viabilità, mentre noi ragazze abbiamo svolto compiti meno “ardui” e siamo state in segreteria, abbiamo distribuito il programma della giornata e i gadget offerti dall’organizzazione, abbiamo dato informazioni e abbiamo contribuito alle operazioni nacessarie per facilitare la partenza. Grazie anche alle bellissime condizioni del tempo, i partecipanti sono arrivati quasi a 1800. Partenza da Taggia, tra rombi di motori e sgommate, alle 10.30, prima sosta a Badalucco dove è stato offerto uno spuntino, proseguimento attraverso strade montane fino a Bordighera, aperitivo, ed infine , dopo un tragitto fatto di curve e alcune scivolate, per fortuna senza gravi conseguenze, arrivo a Seborga, dove la giornata di festa si è conclusa con un abbondante pranzo e ristoro per tutti con le specialità locali.
Anche quest’anno il moto club, oltre che a fornire agli appassionati dei motori una bellissima giornata di svago, ha offerto un eccezionale “giro” tra i sapori e le prelibatezze per il palato, apprezzati anche all’estero, come testimonia la sempre più alta affluenza di partecipanti stranieri.
Per quanto riguarda noi ragazzi del LETS possiamo ritenerci soddisfatti, anche quest’anno, della nostra esperienza. Aiutando l’organizzazione impariamo a gestire situazioni impreviste e ogni volta rimaniamo “stregati” dalle meravigliose moto e dagli scooter. Naturalmente ringraziamo il “Moto Club Valle Argentina” per averci dato questa pportunità, e speriamo di essere stati d’aiuto.

 

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LETS – una delegazione di studenti alle Paraolimpiadi di Genova

Giovedì 15 ottobre si sono svolte a Genova le Paraolimpiadi.
Il signor Di Malta, organizzatore dell’evento era venuto a scuola nei giorni precedenti per invitarci alla manifestazione e noi abbiamo accettato con entusiasmo.
Ci siamo ritrovati col prof. Fruet e con la prof. Picone, all’ ex stazione di Arma di Taggia, dove per le ore sette era fissata la partenza in pullman. Ad Imperia sono saliti gli atleti diversamente abili, coi quali, giunti a Genova, abbiamo assistito ad una breve, ma intensa presentazione, nella quale due ragazzi di cui uno non vedente, si sono esibiti nel Tango. Questa è stato il primo momento emozionante della giornata, seguito, da altre dimostrazioni, come la partita di calcio tra non vedenti.
Durante il viaggio di ritorno, abbiamo conosciuto un ragazzo di nome Stefano, affetto dalla sindrome di Down, che ha subito familiarizzato con noi. Gli abbiamo regalato un paio di occhiali e ci siamo fatti delle foto insieme. La giornata è stata piacevole, soprattutto del punto di vista umano e possiamo davvero dire che questa esperienza ci ha arricchito e ci ha fatto crescere.

La delegazione del LETS

La delegazione del LETS

Il padiglione delle Paraolimpiadi

Il padiglione delle Paraolimpiadi

Chiara Alemanno e Tommaso Tironi della 3^BS

Chiara Alemanno e Tommaso Tironi della 3^BS

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Motociclismo – 20° successo per il 20° Motogiro della Strega

www.mcva.it

Il sole ha baciato il ventennale del  “Motogiro della Strega”, regalando al Moto Club Valle Argentina una nuova entusiasmante giornata da consegnare al proprio “Libro d’oro” e agli annali del mototurismo nazionale.

Via Mazzini alle 9,45

Via Mazzini alle 9,45

Ben 1758 sono stati i motociclisti e loro passeggeri che si sono iscritti a Taggia alla classica d’autunno, per passare una giornata in moto o scooter, esplorando le valli dell’entroterra e fermandosi ad assaggiare le specialità locali prima di arrivare nel Principato di Seborga per il pranzo. Il record di presenze dello scorso anno non è stato superato per il brusco calo delle temperature che si è registrato da martedì in poi.

Gli organizzatori del  Moto Club Valle Argentina, con l’apporto della Pro Loco di Verdeggia, dei Comuni di Taggia, Badalucco, Bordighera e Seborga e le rispettive Pro Loco e Protezioni Civili , degli amici del Comune di Ospedaletti e dei ragazzi del Liceo Sportivo “Colombo” di Arma di Taggia hanno preparato una manifestazione con i fiocchi, in grado di soddisfare tutti i partecipanti e di superare per affluenza quasi tutti i più prestigiosi motoraduni che si svolgono in Italia.

Il percorso turistico è partito dal centro di Taggia (dopo la colazione con bevande calde e briosches fragranti di forno) verso Imperia, lasciando l’Aurelia in zona Prino, per arrampicarsi attraverso Dolcedo e Pantasina fino al Colle d’Oggia. Di qui è ritornato in Valle Argentina passando per Carpasio e Montalto.

A Badalucco la  sosta per uno spuntino a base di prodotti tipici, poi via per Vignai e Baiardo. A seguire Apricale, Isolabona, Dolceacqua, Camporosso e Bordighera, dove era pronto un aperitivo sull’accogliente Spianata del Capo. E l’ultimo tratto fino a Seborga per il pranzo, tutti seduti ai tavoli preparati nella suggestiva piazza del paese dell’Antico Principato.

Pure a fronte di una partecipazione enorme, lo staff del Moto Club Valle Argentina non ha vacillato: ha rispettato i tempi, riuscendo a limitare le code al minimo ai punti di ristoro, ed ha offerto una giornata indimenticabile ai propri tantissimi amici, arrivati da tutta la Liguria, il Piemonte, la Costa Azzurra e la Lombardia. I più lontani hanno dovuto sfidare i rigori del primo freddo, sopportando anche temperature vicinissime allo zero (grazie di cuore per la fiducia dimostrata!).

Anche la presenza di ospiti stranieri si va facendo sempre più numerosa.

Unica nota stonata alcune scivolate verificatesi lungo il percorso, malgrado le accorate raccomandazioni verbali e scritte (con abbondanza di cartelli) del Moto Club organizzatore. In due casi non si sono avuti danni rilevanti, nel terzo incidente il motociclista ha riportato una frattura ad una spalla ed a due dita, e un trauma all’altra spalla. In nessun caso sono stati coinvolti altri veicoli. Gli organizzatori augurano al ferito di poter tornare al più presto al manubrio della propria moto, completamente ristabilito.

Il colpo d’occhio sulle piazze di Taggia, Badalucco, Bordighera e Seborga invase dai motociclisti e dai loro mezzi multicolori è stato memorabile, ed i partecipanti hanno dato dimostrazione di come passare una bella giornata senza eccessi di alcun tipo.

La presenza dello stand e dei rappresentanti di Telethon ha poi dato un’importante valenza sociale all’evento, avendo potuto raccogliere una cospicua somma da destinare alla ricerca scientifica.

Un grazie enorme a tutti i soci del Moto Club, che hanno faticato davvero tanto, agli sponsors, e alle 130 persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo successo, a tutti gli AMICI (maiuscolo, non è un errore) di Verdeggia, Badalucco, Bordighera, Ospedaletti e Seborga per la fedeltà e lo spirito di collaborazione dimostrati, per aver passato col Moto Club Valle Argentina tante ore, giornate e settimane per mettere a punto l’organizzazione di questa giornata fantastica.

E naturalmente grazie infinite a tutti motociclisti intervenuti alla festa, tanti dei quali hanno voluto testimoniare a voce la loro soddisfazione ed i loro complimenti per l’organizzazione di quello che è uno dei 5 motoraduni più frequentati del Nord-Italia.

E per chiudere l’anno in bellezza, il Motoclub Valle Argentina vi dà appuntamento a metà Dicembre per la gara del Campionato Mare Cross Liguria che si svolgerà sulla spiaggia di Arma di Taggia.

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NBA – Cambio di regolamento

from www.playitusa.it

Dopo averlo tollerato fino a questo momento, pur essendo una chiara infrazione di passi, la Nba ha deciso di legalizzare il terzo passo, vedi ad esempio ricezione in movimento e penetrazione stile Kobe o Lebren.
La Nba sul suo sito ufficiale, ha creato un pagina dedicata a questo cambiamento del regolamento (nella sezione videorulebook) dove si possono vedere alcuni esempi con spiegazione di casi dubbi e da chiarire. Su una sua comunicazione spiega meglio la regola: Un giocatore che riceve la palla durante la corsa o che sta per terminare l’azione di palleggio può effettuare 2 passi prima di tirare, passare o fermarsi.
Questo cambiamento si può spiegare con l’intenzione da parte della Nba di aumentare la fluidità e spettacolarità delle partite, anche se può avere delle controindicazioni quando la Nazionale Usa dovrà partecipare a Olimpiadi e Mondiali, in quanto in queste competizioni internazionali, viene utilizzato il regolamento FIBA dove non è concesso correre senza inziare il palleggio.

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FORMULA 1 – Brasile, a Weber il GP, Button vince il Mondiale

from www.lastampa.it

Barrichello delude, l’inglese è iridato
E Brawn si prende il titolo costruttori

Da Lewis Hamilton a Jenson Button, la Formula 1 parla sempre inglese. Con una gara di anticipo rispetto al calendario, il pilota britannico della Brawn Gp è riuscito a laurearsi campione del mondo in una stagione sempre al comando fin dal primo Gran Premio in Australia. Non succedeva dal 2004, dai tempi di un certo Michael Schumacher: nel Gp del Brasile all’idolo delle ragazzine è bastato un quinto posto e i problemi incontrati dai suoi due diretti avversari per lasciare l’iride Oltre Manica. Il compagno di squadra brasiliano nella scuderia dell’ex di Maranello Ross Brawn, Rubens Barrichello, partito in pole non è andato oltre una insignificante ottava posizione, scavalcato in classifica anche dal tedeschino della Red Bull, Sebastian Vettel, giunto quarto al termine di una bella rimonta cominciata dalla 16/a piazza in griglia.

A vincere la corsa, per la cronaca, ci ha pensato l’australiano Mark Webber su Red Bull davanti alla Bmw di Robert Kubica e alla McLaren dell’ormai ex iridato Hamilton. Male le Ferrari rallentate dalle defaillance in avvio della McLaren di Heikki Kovalainen, sotto indagine da parte dei commissari Fia per l’uscita dai box con il bocchettone attaccato che ha ostacolato la Rossa di Kimi Raikkonen in fiamme per alcuni istanti. Solo sesto alla fine il finlandese, mentre l’altro ferrarista Giancarlo Fisichella non è riuscito a far meglio di un undicesimo posto.

Pronti via ed è subito safety-car: dopo il semaforo verde succede di tutto sul circuito di Interlagos. Barrichello scatta in testa davanti a Webber e Raikkonen, autore di una grande partenza. Iceman scavalca Trulli e Sutil che poi si toccano, vanno fuori pista e danno vita ad una lite plateale con l’abruzzese visibilmente arrabbiato. Poi arrivano i problemi per le due Ferrari: Fisichella va fuori pista per evitare una collisione con la McLaren di Kovalainen e dopo un breve tragitto sull’erba rientra in pista. Raikkonen subito dopo il buon avvio si ritrova con il musetto danneggiato ed è costretto a rientrare ai box dove nel rientrare nella pit-line viene ostacolato da Kovaleinen che riparte con il tubo attaccato.

Il finlandese rischia grosso, la sua F60 fa una spettacolare fiammata e dopo l’uscita della safety-car si ritrova solo 14/o. Sia questo episodio che quello che ha visto coinvolto Fisichella (16/o dopo il via) sarà posto sotto indagine da parte della Fia con imputato l’altro finlandese delle frecce d’argento. Fuori gara in avvio anche la Renault di Fernando Alonso coinvolta nell’incidente tra Sutil e Trulli.

La safety-car esce e la classifica vede in testa Barrichello seguito dalla Red Bull di Mark Webber e dalla Bmw di Robert Kubica. Il leader del Mondiale Button si ritrova in zona punti, mentre le Ferrari frenate dalle manovre di Kovalainen devono accontentarsi delle retrovie. Dopo sedici giri si ferma la Williams di un ottimo Nico Rosberg per problemi al cambio, lo segue dopo qualche giro la Bmw di Nick Heidfeld.

Dopo il primo pit-stop Barrichello da leader della corsa si ritrova terzo dietro a Webber e Kubica e con alle spalle il compagno di scuderia Button e Vettel. Qui cominciano a svanire i sogni di gloria del campione di casa: la sua Brawn perde via via competitività fino agli ultimo giri quando un problema ad un pneumatico lo relega all’ottavo posto. Risultato: Button alla bandiera a scacchi, sventolata da un sorridente Felipe Massa, è campione del mondo con 89 punti contro i 74 di Vettel, giunto quarto, e i 72 di Barrichello. La Brawn Gp fa festa anche per il titolo costruttori, mentre la Ferrari scavalcata al terzo posto della Mclaren attende il verdetto della Fia sulle manovre azzardate di Kovalainen

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MOTOGIRO DELLA STREGA – Ecco il primo video dell’edizione 2009

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MOTOGP – Vince Stoner, secondo Rossi, cade Lorenzo

from www.gazzetta.it

Vale: “Bellissimo pure così”
Stoner: “Quei gabbiani…”

Rossi felice (quasi) come se avesse vinto: “Casey è stato più veloce. Questi 20 punti sono fondamentali”. Casey: “Gli uccelli mi hanno un po’ disturbato. non mi sono mai sentito così bene”. Lorenzo: “Brutto errore, colpa mia”. Simoncelli continua nel rito scaramantico: “Non mi faccio illusioni, Aoyama ha 12 punti”

PHILLIP ISLAND (Australia), 18 ottobre 2009 – Come sempre quando non vince non è mai del tutto soddisfatto, è proprio un problema genetico. Però c’è secondo posto e secondo posto. Quello di oggi a Phillip Island per Valentino Rossi è qualcosa di liberatorio, qualcosa che dà tanta felicità minuto dopo minuto la vista della bandiera a scacchi. Jorge Lorenzo è caduto, ricacciato indietro di altri 20 punti (oltre ai 18 che già pativa) a due sole gare dalla fine. Dopo la caduta di Indianapolis e la sberla di Estoril, qualche fantasmino sulla strada del nono titolo si era fatto vivo: Casey Stoner che torna a ruggire, lo spagnolo carico, il rischio (teorico, ma sempre concreto nelle moto) che qualcosa vada storto. Invece un venerdì e un sabato perfetti, una prima curva in cui l’avversario diretto finisce per terra, una gara corsa bene in cui solo Stoner ha avuto qualcosa di più.

Rossi e Stoner sul podio di Phillip Island. Ap
Rossi e Stoner sul podio di Phillip Island. Ap

MACUMBE — Non è un secondo posto come gli altri, questo, e alla fine lo stesso Valentino lo ammette: “È stato il più divertente della mia carriera – dice ai microfoni a caldo – però ci ho provato fino alla fine. Ho tentato di prendere Casey, verso metà gara aveva un po’ rallentato. Poi però ha ricominciato a spingere forte. Avrei fatto fatica a superarlo. Ma va bene così, questi 20 punti per me sono fondamentali”. A Sepang potrà permettersi di arrivare quarto. E per quanto visto anche oggi, col quinto classificato, Edwards, a 35″, come valori in pista è proprio difficile immaginare che la festa non si tenga in Malesia, anche e soprattutto per presentarsi poi a Valencia solo per i saluti e le ulteriori celebrazioni. Meglio chiudere il discorso in Asia ed evitare di attirarsi addosso le macumbe degli spagnoli, che in casa vorrebbero vedere avverarsi un miracolo.

IN FORMA PERFETTA — Oggi comunque è anche bello e giusto celebrare la strepitosa vittoria di Casey Stoner. L’australiano, al terzo successo di fila sulla pista di casa, ammette che le cattive condizioni di salute sono ormai un ricordo, confermando che probabilmente il malessere è stato solo qualcosa di nervoso. Non si batte Valentino Rossi in questa maniera se non si è al top. Alla fine l’ex iridato 2007 conferma: “È stata la migliore condizione in gara da due anni a questa parte – ha detto il vincitore – sono tornato in forma e per questo voglio ringraziare il mio team per il supporto che mi ha dato e i miei sponsor per avermi permesso di scendere in pista con una livrea dedicata. In gara abbiamo sempre mantenuto un passo ragionevole. A un certo punto qualche gabbiano mi ha dato fastidio e mi ha rallentato, poi ho ripreso il mio ritmo”.

Jorge Lorenzo torna mestamente ai box così. Ap
Jorge Lorenzo torna mestamente ai box così. Ap

BRUTTO ERRORE — Jorge Lorenzo è invece il volto deluso di questo GP. Quello che non riesce a mandar giù, più del titolo probabilmente andato in fumo (ma che comunque restava difficile) , è l’errore alla prima curva: “È stato completamente un mio errore – ha detto Jorge – non me lo apsettavo da me un simile sbaglio. Ho totalmente calcolato male la distanza dalla linea, Hayden ha frenato in anticipo rispetto a quando mi immaginavo e l’ho toccato. Ho danneggiato il freno anteriore, pensavo di poter recuperare la linea e invece ho perso l’anteriore. Ho una piccola ferita al naso e al mignolo di una mano ma poteva anche andare peggio. Queste sono le corse, il titolo era comunque molto difficile. Ora vediamo che succede nelle prossime due gare”.

Marco Simoncelli festeggia con De Rosa (3°) sul podio. Ansa
Marco Simoncelli festeggia con De Rosa (3°) sul podio. Ansa

SIMONCELLI PRUDENTE — Grande protagonista di questo fine settimana australiano è anche Marco Simoncelli. Il romagnolo adesso è staccato di soli 12 punti da Aoyama. Il giapponese, solo settimo, sembra cominciare a sentire la pressione. Marco, però, fedele alla linea scaramantica decisa a Estoril, preferisce mantenere il profilo basso malgrado la comprensibile felicità: “È stata una gara difficilissima perché lo scorso anno la moto in questo circuito andava veramente bene, ma in questo weekend abbiamo fatto fatica a trovare un setting accettabile – ha detto – per fortuna non è stato solo un nostro problema. A inizio gara la gomma dietro scivolava molto, ma ho visto che riuscivo a essere veloce e ho continuato a tirare e a spingere il più possibile. Sono anche riuscito a staccare i miei inseguitori a un certo punto. Ma sono contentissimo per me e per Raffaele De Rosa che ha conquistato il suo primo podio e se lo meritava. Ora il mondiale si è riaperto ma non mi faccio illusioni, Aoyama è ancora avanti di 12 punti. Mi fa piacere comunque essere stato molto costante nella seconda parte della stagione, questo mi fa ben sperare per le ultime due gare”

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Tennis – Elezioni nuovo direttivo U.S.Taggese Tennis

Nella sede della U.S.Taggese Tennis nella serata di ieri si sono tenute le elezioni del nuovo direttivo, confermata la carica di Presidente allo “storico” e “stoico” Roberto Bracco, nuova entrata in carica di vice Presidente per Alessandro Matricardi, tesoriere Daniele Cesari ed una folta schiera di nuovi soci ai quali la Taggese Tennis da il benvenuto.

Impegno del direttivo è una riunione mensile che si terrà puntualmente al Circolo l’ultimo venerdi di ogni mese (saltando quello di ottobre) alle ore 21, chiunque voglia intervenire è ben accetto.

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CICLISMO – Presentato il Tour de France 2010

from www.gazzetta.it

Ecco il Tour del 2010
Contador: “Gara per scalatori”

Presentata a Parigi la Grande Boucle: 3596 km da Rotterdam (partenza il 3 luglio) a Parigi, attraverso Alpi, Pirenei, Tourmalet (nel Centenario delle prime scalate) e il pavè della Roubaix. Armstrong: “Edizione molto più aperta delle precedenti”

PARIGI, 14 ottobre 2009 – PARIGI, 14 ottobre 2009 – Il via da Rotterdam (nell’Olanda che ospiterà anche la partenza del Giro d’Italia ), il 3 luglio, con un cronoprologo di 8 chilometri. L’arrivo tradizionale sui Campi Elisi di Parigi, il 25. In mezzo: il pavè della Roubaix, 4 settori e 13 degli ultimi 30 chilometri della terza tappa, che finisce vicino alla mitica Foresta di Arenberg; il primo arrivo (di tre) in salita a Morzine; la centralità dei Pirenei a 100 anni dalla loro prima apparizione al Tour, con il Tourmalet proposto due volte in due tappe (una con arrivo in cima); una cronometro di 51 km da Bordeaux a Pauillac, alla vigilia della conclusione. Il Tour de France 2010, presentato questa mattina al Palazzo dei Congressi di Parigi, a grandi linee è questo.

Armstrong e Contador si ignorano sul podio dell'ultimo Tour. Afp
Armstrong e Contador si ignorano sul podio dell’ultimo Tour. Afp

CONTADOR E ARMOSTRONG SI IGNORANO— – Ma naturalmente è anche tanto altro. In prima fila tutto il podio dell’edizione 2009: Contador, Andy Schleck, Armstrong: più Thor Hushovd, maglia verde, Mark Cavendish, re dello sprint con 6 centri nell’ultima edizione. Mentre non c’era Franco Pellizotti, la maglia a pois, che partiva oggi per le vacanze a New York. Per l’Italia ecco Filippo Pozzato, due tappe vinte nella Boucle (2004 e 2007), seduto a fianco di Cavendish. Contador e Armstrong, come previsto, si sono ignorati. E sulla recente inchiesta aperta dalla Procura di Parigi sul ritrovamento di siringhe sospette nella spazzatura delle squadre al Tour (e si era fatto il nome proprio dell’Astana) si sono entrambi detti estremamente tranquilli.

Lance Armstrong, 38 anni. Afp
Lance Armstrong, 38 anni. Afp

PIRENEI DECISIVI — La presentazione è stata aperta da Jean Etienne Amaury, presidente dell’Aso, società organizzatrice: ha fatto un forte appello alle garanzie di credibilità che il Tour deve assicurare, biasimando le divisione tra l’agenzia francese e l’Uci nella lotta al doping. Poi il direttore Christian Prudhomme: “Il Tour è ben più di un evento sportivo”, il saluto del sindaco di Rotterdam Ahmed Aboutaled e finalmente, alle 12.17, via il velo sul percorso. Il motto della 97ª edizione sarà: “L’eterna ricerca delle cime”, per un Tour che promette di decidersi sui Pirenei.

3.600 KM — Qualche numero: circa 3.600 chilometri, di cui appena 59 a cronometro (non ci sarà la cronosquadre). Nessun abbuono, a confermare la tendenza degli ultimi anni. I settori di pavè della Roubaix saranno 4 per complessivi 13 degli ultimi 30 chilometri della terza tappa. I colli da scalare sono 23, 3 in più che nel 2009: le città sede di tappa inedite sono 11. Il Tourmalet, indubbiamente il simbolo della prossima edizione, sarà scalato due volte: la prima nel tappone pirenaico del 20 luglio, che comprende anche Peyresourde, Aspin e Aubisque, la seconda il giorno dopo come arrivo di tappa (era successo solo un’altra volta, nel 1974, che il traguardo fosse posto in cima).

“TOUR PER SCALATORI” — “Mi piace perché è un Tour per scalatori”, ha detto Contador, che chiamato a scegliere un rivale tra Andy Schleck e Armstrong ha risposto: “Andy Schleck”. Armstrong, che poi ha pranzato con il presidente della Repubblica francese Sarkozy (“adora il ciclismo”), ha detto: “Sarà un’edizione molto più aperta della precedente anche perché non c’è la cronosquadre che quest’anno aveva tolto di mezzo molti. Il pavè è eccitante e anche scalare due volte la stessa montagna è qualcosa di unico. Solo 59 chilometri a cronometro? Beh, visto come sono andato quest’anno nelle crono, meglio così…”.

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CICLISMO – Addio a Vandenbroucke

from www. gazzetta.it

Addio Vandenbroucke
L’ultima notte con una ragazza

Un amico corridore che era con lui in Senegal ha dichiarato che il ciclista ha passato le ultime ore con una ragazza del posto. “E’ arrivato all’una ed era ubriaco”, ha detto un inserviente dell’albergo. L’autopsia domani o giovedì a Dakar

MILANO, 13 ottobre 2009 – Frank Vandenbroucke è giunto domenica pomeriggio in Senegal. Poche ore prima di morire. Lo ha raccontato alla tv belga Rtbf un ciclista suo amico, Fabio Polazzi. Con il campione c’era la giovane donna che – secondo l’amico – avrebbe spiegato alla Polizia che l’ex vincitore della Liegi-Bastogne-Liegi era svenuto in seguito ad un malore. Polazzi ha spiegato che Vandenbroucke è stato trovato morto lunedì verso le 15.30 nell’albergo “Maison Bleue”. A detta dell’amico, che sostiene di avere visto Vandenbroucke per l’ultima volta attorno alla mezzanotte di domenica, il ciclista belga, al momento del ritrovamento del cadavere, era già morto da diverse ore. Polazzi è stato avvertito della morte del belga nel tardo pomeriggio di ieri dalle forze dell’ ordine.

UBRIACO — Emergono nuovi particolari dal personale della “Maison Blue”, l’albergo in cui è stato trovato morto il ciclista. “Quando è arrivato, alle due del mattino, era ubriaco – ha detto un inserviente che ha preferito mantenere l’anonimato -. Era insieme a una senegalese. Lui si era rifiutato di fornire le sue generalità e i documenti, la donna che lo accompagnava si è registrata al suo posto. Gli abbiamo servito una birra. Intorno alle 4 la sua compagna è venuta a chiederci uno strofinaccio, perchè lui aveva vomitato. Dalle 13 non è più uscito dalla camera. Poi alle 20 il titolare mi ha chiamato e mi ha detto che il cliente era morto”. Secondo l’emittente belga Radio 1 accanto al corpo senza vita di Frank Vandenbroucke sono stati trovati tranquillanti ed insulina. Lo riferisce l’edizione online del quotidiano Le Soir. I medicinali, si legge, erano sul comodino. La gendarmeria senegalese ha reso noto che l’autopsia della salma sarà eseguita domani o giovedì a Dakar.

COMMENTI — La morte del ciclista belga Frank Vandenbroucke ha sconvolto il mondo del ciclismo. “Ci ha lasciato un atleta che ha avuto una carriera brillante ma troppo breve”, ha detto Laurent De Backer, presidente della Federciclismo belga. “Quando ho saputo del suo tentato suicidio di due anni fa – ha detto Alain Deloeil, il suo ex direttore sportivo – mi sono detto ‘finirà come Marco Pantani’. Ma non pensavo che potesse succedere una cosa del genere. Negli ultimi tempi l’avevo trovato bene: aveva corso alcuni criterium in Belgio e si era comportato bene. L’ho visto sereno, so che il suo manager gli stava cercando una squadra per l’anno prossimo. Era una persona adorabile, un grande atleta. Ma una delle caratteristiche più importanti per un campione è la solidità mentale, e in questo lui ha sempre avuto problemi”.

L'ingresso dell'abergo dov'è stato ritrovato VDB. Afp
L’ingresso dell’abergo dov’è stato ritrovato VDB. Afp

JAMES DEAN DEL CICLISMO — La stampa belga ha parlato di lui come di una “stella maledetta”, del “James Dean del ciclismo”. “Poteva diventare più grande di Eddy Merckx – scrive la Dernière Heure – ma è finito in uno scenario alla Pantani”. “Sono amareggiato e sorpreso – ha detto Patrick Lefevere, general manager della Quick Step – Vidi Franck martedì scorso in occasione della presentazione di un libro. Mi disse che era molto deluso perchè non riusciva a trovare una squadra per la prossima stagione”. “L’annuncio della morte di Frank è davvero terribile – ha aggiunto – ma non voglio dire di più perchè non conosco le circostanze della sua morte”. “Una morte annunciata” secondo Ivano Fanini. Il patron dell’ Amore e Vita inoltre afferma ” avevo pensato di chiamarlo nella mia squadra, se alla fine fosse rimasto a piedi. Era un campione nato”.

Vandenbroucke nel 2003. Afp
Vandenbroucke nel 2003. Afp

I FAMILIARI — La madre, Chantal Vanruymbeke, aveva parlato con lui dopo il suo arrivo in Africa: “Era contento, alloggiava in un albergo molto bello in Senegal. Ero al settimo cielo perchè pensavo di avere recuperato nostro figlio dopo dieci anni durissimi e ora succede questo. Sono sconvolta”, ha detto la mamma di Vandenbroucke al quotidiano Het Nieuwsblad. “L’unica cosa di cui si può accusare il mondo del ciclismo è di averlo fatto passare professionista a 19 anni, prima di chiunque altro”, ha detto invece il padre, Jean-Jacques Vandenbroucke, in una dichiarazione riportata dal quotidiano francese L’Equipe. “Forse era ancora troppo fragile, ma nessuno di noi può mettere in discussione il suo talento. Lo abbiamo lasciato nelle mani dei direttori sportivi e dei manager, nei meccanismi del sistema-squadra. È stata la fine. Forse sarebbe stato meglio farlo diventare professionista a 22-23 anni come succede a molti, con un po’ di maturità in più. Ma non era nello sport che aveva problemi, ma nella sua vita privata in cui si è fatto molto male”. Per lo zio Jean-Luc Vandenbroucke, primo direttore sportivo di suo nipote ai tempi della Lotto, la sua tragica fine “non è che una mezza sorpresa. Sapevamo che Frank non stava bene, che aveva continui sbalzi d’umore. Temevo che potesse finire male, alla Pantani, perchè Frank ha avuto un percorso difficile”. Nei prossimi giorni dovrebbe essere effettuata l’autopsia sul corpo di Vandenbroucke per fare chiarezza sulle cause della sua morte.

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PALLAMANO – Buon esordio dell’ABC Bordighera in Francia

Buone le prestazioni delle formazioni dell’ABC Bordighera impegnate sabato scorso nella prima giornata dei vari campionati di categoria dipartimentali francesi con ben 3 vittorie su 4 ,seppure una a “tavolino” a causa del forfait dell’ultimo momento del Vence HC.

Il Presidente del sodalizio bordigotto, Donatella ALBANO che ha assistito alle partite casalinghe, ha espresso piena soddisfazione per l’impegno di tutti i ragazzi scesi in campo e la grinta che hanno dimostrato sul campo.

La squadra under 16 maschile allenata da Luciano MARTIN è andata a vincere sul terreno sempre ostico del Mentone HB con il risultato di 29 a 26 dopo aver chiuso il primo tempo con  ben 10 reti di vantaggio.

Alla palestra Conrieri di Bordighera nel pomeriggio doppio scontro delle formazioni under 14 contro il Contes con una vittoria per parte:

la squadra maschile di Andrea DALL’ACQUA solo nel finale ha dovuto cedere contro i coetanei  francesi per 16 a 19, mentre la squadra femminile di Patrizia ROMEO ha vinto convincendo per 29 a 10.

Infine vittoria a “tavolino” per 20 a 0 , salvo diversa decisione del giudice sportivo francese, per la formazione seniores femminile di Jean-Claude ASNONG contro il VENCE HB.

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VOLLEY – Il Tessitore torna in Francia

Racing Club Cannes concede il bis

In archivio un Tessitore memorabile

Sette anni dopo l’unico successo che era riuscito a conquistare nelle undici precedenti partecipazioni, il Racing Club Cannes, squadra campione di Francia da 12 anni di fila, è tornato sul gradino più alto del podio della Sanremo International Cup, la cui 25esima edizione, valida quale 17° Memorial Dado Tessitore, ha tenuto banco da venerdì a domenica a Villa Ormond.

Miglior modo per onorare il 25° compleanno non poteva esserci: squadre di altissimo livello, folto pubblico in tutte e tre le giornate di gara, partite emozionanti e spettacolari.

In una finalissima durata quasi due ore e trenta, le transalpine di Yan Fang (che non poteva contare sulle infortunate Salinas e Buckova, comunque al seguito della squadra), prossime protagoniste in Champions League, sono riuscite a superare 3-2 in rimonta le biancorosse della Yamamay Busto Arsizio, allenate da Carlo Parisi e Mariela Codaro. Il team italiano, che in questa stagione sarà per la prima volta nella sua storia al via di una competizione continentale, la Coppa Cev, non sono riuscite a capitalizzare il vantaggio di due set a zero e 11-6 nel tie break. Questo il tabellino completo della finale arbitrata dagli internazionali Paolo Barbero di Lavagna e Luca Sobrero di Carcare.

Yamamay- Cannes 2-3 (25-22, 25-20, 15-25, 20-25, 14-16)

Yamamay Busto Arsizio: Fernandinha 5, Valeriano, Kim, Turlea 22, Kovacova n.e., Campanari 15, Okaka, Crisanti 12, De Luca 11, Borri (L), Havelkova 15. All. Carlo Parisi. Battute vincenti: 6, errate 8. Muri: 9.

Racing Club Cannes: Marchenko 19, Yaneva 16, Fiorin 2, Antonijevic 6, Fomina (L), Polechtchouk 7, Ravva 14, Centoni 20, Delic 1, Ong. All. Yan Fang. Battute vincenti: 9, errate 8. Muri: 14.

Al terzo posto si è piazzata la formazione del Riso Scotti Pavia, vittoriosa 3-1 nella finalina sull’Mc Carnaghi Villa Cortese (priva delle azzurre Aguero, Cardullo e Secolo). Al 5° le piacentine del Rebecchilupa Piacenza, 3-1 al Leningradka San Pietroburgo.

I premi speciali sono stati così assegnati: mvp Victoria Ravva (Cannes), alzatrice Fernandinha (Yamamay), muro Dora Beata Horvath (Riso Scotti), servizio Maryna Marchenko (Cannes), schiacciatrice Helena Havelkova (Yamamay), difesa Luna Veronica Carocci (Riso Scotti). Rispetto al solito sono stati inseriti i premi di top scorer della finale, andato a Carmen Turlea (Yamamay) autrice di 22 punti, ed alla più avvenente, Tereza Matuszkova (Riso Scotti). Un ricordo dell’evento è stato consegnato dal presidente della Nuova Lega Pallavolo, Enrico Chiavari, a Barbara De Luca, ex giocatrice del Sanremo, tornata dopo alcuni anni a disputare il torneo matuziano.

Applausi anche per un campionissimo del volley presente a Villa Ormond: Juan Carlos Cuminetti, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Seul ‘88 con la maglia dell’Argentina e poi vincitore con club italiani (ha giocato in A1 per 14 stagioni) di due scudetti, tre Coppe dei Campioni, quattro Coppa Italia e si è laureato nel 2007 campione europeo Over 40 con la maglia azzurra.

A consegnare i numerosi riconoscimenti sono stati Lupetta e Giuseppe Tessitore, l’ideatore della manifestazione e organizzatore delle prime tre edizioni Paolo Alberti, l’assessore allo sport del Comune di Sanremo Alessandro Il Grande, il consigliere provinciale Andrea Artioli, il consigliere comunale Massimo Rossano, il presidente provinciale Coni Ivo Bensa, il consigliere federale Fipav Aldo Rossi, il presidente regionale Fipav Anna Del Vigo, il presidente provinciale Fipav Tullio Arduino, la responsabile del Liceo dello Sport Tiziana Belli, il titolare di Vespa Store Sanremo Marco Petrucci.

Nella giornata inaugurale della Sanremo Cup erano stati consegnati due riconoscimenti alle neocampionesse d’Europa presenti a Sanremo, vale a dire Lucia Crisanti della Yamamay Busto Arsizio e Giulia Rondon del Rebecchilupa Piacenza.

Da segnalare una curiosità: ieri sera, pochi chilometri dopo aver imboccato la A10, uno dei due pulmini della Yamamay è rimasto in panne, ma l’organizzazione della Sanremo Cup è riuscita nel giro di pochi minuti a rintracciare un mezzo alternativo che ha consentito al team di rientrare regolarmente in sede.

I sei sono rimasti entusiasti del clima della Riviera dei Fiori e dell’accoglienza ricevuta e si sono detti tutti desiderosi di ritornare l’anno prossimo. Mai come quest’anno erano al seguito della squadra così tanti dirigenti (compresi i vertici dei vari club), addetti ai lavori (dieci i fotografi accreditati tra italiani e stranieri), familiari e supporter. E’ stato calcolato che, oltre alle squadre, abbiano soggiornato nella Città dei Fiori non meno di 150 persone.

Nonostante i noti limiti, la struttura di Villa Ormond, allestita nel migliore dei modi dall’organizzazione, si è rivelata più indicata rispetto al Mercato dei Fiori di Valle Armea, almeno per quanto riguarda l’illuminazione, gli spogliatoi ed il fondo. Un po’ sacrificato il pubblico, particolarmente numeroso per questa prestigiosa edizione.

Alcuni incontri della Sanremo Cup 2009 sono andati in onda in diretta, via web cam, sul sito www.volleybusto.com.

Principali partner dell’iniziativa sono stati Roburex, Laboratorio Farmaceutico Ct, Fratelli Carli, DonnaOro, Vespa Store Sanremo, Latte Alberti, Generali Assicurazioni, Riviera Recuperi. Media partner: La Stampa e Sanremonews.

Molto ben riuscite anche le iniziative collaterali. Ben sessanta sono stati gli allenatori partecipanti al corso di aggiornamento per allenatori, tenuto sabato mattina da Carlo Parisi, head coach Yamamay. Per quanto riguarda il torneo esagonale Under 14 femminile, 3° Memorial Franca Mazzucchelli, successo del Centro Volley Sanremo, 2-0 in finale sull’Alassio, terzo Sampor Savona.

L’organizzazione è stata curata dalla Asd Nuova Lega Pallavolo Sanremo, sotto l’egida della Fipav, con il sostegno di Comune di Sanremo Assessorato Manifestazioni e Promozione Turistica, Regione Liguria Assessorato allo Sport, Provincia di Imperia Assessorato Turismo e Sport, con il patrocinio della Lega Pallavolo Serie A femminile e del Coni di Imperia e la collaborazione di Liceo dello Sport Istituto Colombo Arma di Taggia.

Risultati Sanremo Cup 2009

Venerdì 9 ottobre. Pool A: Riso Scotti Pavia-Leningradka San Pietroburgo 2-1, Mc Carnaghi Villa Cortese-Riso Scotti Pavia 2-1, Villa Cortese-Leningradka San Pietroburgo 2-1. Classifica: Villa Cortese 4; Pavia 3; Leningrado 2. Pool B: Yamamay Busto Arsizio-Rebecchilupa Piacenza 3-0, Racing Club Cannes-Rebecchilupa Piacenza 2-1, Racing Club Cannes-Busto Arsizio 2-1. Classifica: Cannes 4; Busto Arsizio 4; Piacenza 1.

Sabato 10 ottobre. Mc Carnaghi Villa Cortese-Yamamay Busto Arsizio 1-3 (20-25, 25-23, 16-25, 21-25), Riso Scotti Pavia-Racing Club Cannes (25-22, 18-25, 27-25, 21-25, 12-15), finale 5° posto Rebecchilupa Piacenza-Leningradka San Pietroburgo 3-1 (25-14, 25-16, 19-25, 25-18)

Domenica 11 ottobre. finale 3° posto Villa Cortese-Pavia 1-3 (25-22, 21-25, 15-25, 20-25), finale 1° posto Yamamay Busto Arsizio-Racing Club Cannes 2-3 (25-22, 25-20, 15-25, 20-25, 14-16).

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NUOTO – Castagnetti da una vecchia intervista di nuoto.it

from www.nuoto.it

Ingrandisci l'immagineRiproponiamo in ricordo di Alberto Castagnetti l’intervista realizzata nel novembre 2007.

E’ mattina presto e l’aria è serena, come l’atmosfera che si respira al Centro Federale di Verona: la sagoma di Alberto Castagnetti è stagliata sul piano vasca, intenta a cronometrare i suoi campioni. Alberto è un uomo riservato e schivo, ma estremamente semplice e disponibile nei miei confronti; mentre lui continua il suo lavoro, iniziamo la nostra chiacchierata.

V.: “Chi è un allenatore?”

A.: “Sicuramente deve essere una persona esperta della materia, un ex atleta di medio livello, che lavora quotidianamente per cercare di perfezionarsi, poichè non è mai soddisfatto di ciò che sta facendo, che scambia pareri e opinioni con altri tecnici per crescere e valere sempre di più. Occorre essere pervasi anche dall’entusiasmo, in quanto è un lavoro abbastanza monotono, e se questo scompare gli atleti lo avvertono e si adagiano…
Inoltre bisogna possedere la capacità di comunicare oltre il piano vasca, perché è molto più importante allenare la mente che i muscoli…”

V.: “E tu come ci riesci?”

A.: “Cerco di spronarli e di dire loro le parole giuste al momento opportuno: sono i piccoli dettagli che rendono significativa un’azione. L’atleta si aspetta chiaramente una parola nei momenti difficili, ma anche quando sta bene è indispensabile stimolarli: l’atleta è allenatore-dipendente al 90%, solo alcuni vanno con le proprie gambe e in tal caso si è di fronte ad un agonista vero e ad un risultato sicuro”.

V.: “Qual è il segreto della longevità della tua carriera da c.t.?”

A.: “La buona sorte! Mi piace il mestiere che faccio, non sono mai appagato né di me stesso, né dei miei ragazzi. In più ho avuto la fortuna di allenare dei buoni atleti e porto con me un’enorme passione e voglia di migliorare”.

V.: “Che cosa ti ha affascinato a tal punto del nuoto da renderlo il tuo mestiere?”

A.: “Quando avevo 20 anni sono stato in America e ho potuto vedere le scuole nuoto che qui in Italia non esistevano ancora…Sono tornato a Verona e ho frequentato i primi due anni di ingegneria, ma poi nuotare e studiare il nuoto mi piaceva e mi coinvolgeva più di ogni altra cosa, così sono andato a Padova da Dennerlein e con il suo aiuto ho costruito la prima piscina a Verona; come tutti ho iniziato ad insegnare ai bambini e da lì è cominciata la mia crescita tecnica ed umana, continuando ogni tanto a ritornare in America per aggiornarmi…il resto poi è storia”.

V.: “Sei definito da molti un uomo carismatico: che cosa rappresenta per te il carisma?”

A.: “Non mi ritengo una persona particolarmente carismatica.
Carismatico è un direttore d’orchestra o un artista…Essere carismatico significa sapere comunicare positivamente con la gente”.

V.: “Quale è stata la tua maggiore soddisfazione come atleta e come c.t.?”

A.: “Dopo le Olimpiadi di Monaco del 1972 in cui non ci qualificammo pel la finale con la staffetta, direi i Mondiali di Belgrado dell’anno successivo, in cui arrivammo settimi e la Calligaris vinse gli 800 sl. Come c.t. spero che la soddisfazione maggiore debba ancora arrivare…!”

V.: “Come definiresti i tuoi atleti del passato e del presente? Da Gleria e Lamberti a Fioravanti e Brembilla, da Rosolino a Marin e alla Pellegrini?”

A.: “Sono atleti molto diversi fra loro, gli ultimi hanno una maturità agonistica più spiccata, in ragione del fatto che sono maturato anch’io e trasmetto maggiore tranquillità e fiducia. Ai tempi di Lamberti era lui che ne dava a me, invece ora sono io che rassicuro gli atleti e trasmetto forza e serenità per affrontare al meglio la gara.
Più un allenatore gestisce bene la preparazione, più l’atleta cresce meglio”.

V.: “ Quale è stata la molla che ha fatto esplodere l’Italia quale potenza mondiale nel nuoto dopo Sidney?”

A.: “A Sidney siamo andati con un vero e proprio squadrone compatto trascinato da un leader come Brembilla: quando siamo stati in Australia eravamo tutti al 100% e la medaglia di Fioravanti il secondo giorno di gare è stata un’iniezione tale di fiducia ed energia da scatenare le altre medaglie e grandi prestazioni.
Quando l’ambiente capisce che è protagonista e che nessuno è inarrivabile, allora cambia la mentalità e da allora il nuoto italiano è rimasto ad un livello elevato, senza dimenticare il grande lavoro fatto dai tecnici delle varie società a livello locale”.

V.: “Dopo Atene il Centro Federale di Verona doveva chiudere, invece ora gli atleti fanno a gara per venire ad allenarsi qui con te, come lo spieghi?”

A.: “Diciamo che la chiusura del Centro era stata proposta più per un discorso economico di affitti da rinnovare che altro… Abbiamo poi deciso di ripartire con un gruppo di giovani che ha dato poi vita a quello eccezionale di oggi, in cui si respirano entusiasmo, gioia e passione per ciò che si sta facendo e per questo motivo si lavora bene e molti atleti desiderano venire qui.
Se poi aggiungiamo uno staff di medici e fisioterapisti che controllano gli atleti a tutto tondo, dal punto di vista alimentare, fisico, psicologico (e scolastico fino allo scorso anno), si crea una struttura affiatata e determinata.
Non ci sono segreti, ma tanto metodo. Forse la mia più grande qualità è quella di riuscire a trasmettere la partecipazione agli atleti. Il risultato dipende dalla stima che nasce dalla condivisione di fatiche e difficoltà.
Tutti qui vogliono vincere, quindi ci si adegua a tale mentalità dando il massimo in ogni seduta di allenamento”.

V.: “Conta di più il talento o il sacrificio unito alla volontà per vincere?”

A.: “Il sacrificio!
Il talento non si può allenare e da solo non porta a grandi risultati, invece la capacità di lavorare si può migliorare…Se la persona è dotata di entrambe le qualità allora si è di fronte ad un campione”.

V.: “Come vedi Pechino per gli azzurri?”

A.: “La squadra italiana è unita, ci sono cinque o sei atleti capaci di gareggiare al alto livello e di lottare per una medaglia, non solo uno… Andiamo a Pechino con ottime possibilità, ma non è ancora chiara la situazione dei nuotatori cinesi, che per me esploderanno.
Abbiamo molteplici chances, ci potranno essere delle belle sorprese come Colbertaldo, poi servirà che tutti i ragazzi stiano bene insieme ad un pizzico di fortuna!”

V.: “Esiste un campione perfetto?”

A.: “Nessuno è perfetto, ognuno ha il suo punto debole, chi era perfetto è stato messo in croce, quindi è meglio non esserlo”.

V.: “Esistono dei limiti cronometrici nella prestazione sportiva? Quali saranno i prossimi da abbattere nel nuoto?”

A.: “Si pensa di sì, ma improvvisamente nasce un fenomeno acquatico che te li distrugge, come Thorpe o Phelps, che con classe, attitudine e volontà hanno segnato dei tempi strepitosi. Credo che il primo muro che cadrà sarà la barriera dei quattro minuti nei 400 sl donne…”

V.: “Che cosa serve per rialzarsi da una sconfitta?”

A.: “L’ambiente, i compagni e l’allenatore devono sapere dare una ragione alla sconfitta e non colpevolizzare l’atleta, che dopo essersi tranquillizzato con fiducia può ripartire come un veliero con alberi gonfi di aria ed energia verso nuovi ed ambiziosi traguardi”.

V.: “Perché molti atleti si allenano in Italia ultimamente? Dove può migliorare la nostra metodologia di allenamento?”

A.: “Credo che il motivo sia soprattutto economico…
Noi dobbiamo migliorare la tecnica della nuotata, in particolare partenza e virata, che determinano la differenza cronometrica nelle competizioni di alto livello.
Occorre anche porre maggiore attenzione alla preparazione delle gambe che sono importantissime per sostenere l’azione delle braccia; è chiaro che se uso le gambe vado più forte, ma consumo di più, se invece fossero allenate bene questo non succederebbe”.

V.: “Allenare significa essere anche un po’ padre dei propri atleti?”

A.: “Non dovrebbe mai succedere.
L’allenatore è una figura cardine per l’atleta, ma quella del padre è distinta e più carismatica, ci deve essere una certa distanza fra le due personalità.
Non va bene entrare troppo in amicizia con gli atleti, perché altrimenti i comportamenti cambiano; l’allenatore deve essere in grado di dare un input preciso, mantenere la disciplina ed essere esperto per ottenere il meglio. Occorrono solamente fiducia e rispetto reciproci affinché il binomio sia vincente”.

Forse è azzardato, ma penso che Alberto possa essere metaforicamente paragonato all’acqua, con cui ogni giorno è a stretto contatto: l’acqua è chiara ed essenziale, proprio come il nostro c.t., semplice nei suoi insegnamenti, ma estremamente attento ad ogni dettaglio, perché è proprio nelle piccole cose che si scoprono i tesori che mai avremmo pensato di possedere.

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SCI – Addio alle gare, Herminator saluta

from www.repubblica.it

Maier appende gli sci
Herminator si ritira

Il 36enne austriaco, due volte campione olimpico e tre ori mondiali, annuncia l’addio alle gare: ”Ci ho riflettuto molto ma alla fine la decisione è stata naturale”

Maier appende gli sci Herminator si ritira

VIENNA - Hermann Maier si ritira. Il 36enne campione austriaco ha annunciato la sua decisione in una conferenza stampa a Vienna. “E’ il momento ideale per chiudere”, ha spiegato Maier, due ori olimpici, quattro coppe del mondo e tre ori ai Mondiali vinti in carriera.

SCELTA NATURALE - “Ci ho riflettuto molto ma alla fine la decisione è stata naturale”, ha spiegato Maier, vincitore di 54 gare di coppa del mondo. “Mi sono deciso a tirare una linea e a chiudere ora la mia carriera”, ha aggiunto. Nel 2001 ‘Herminator’ era stato vittima di un grave incidente in moto e aveva rischiato di perdere la gamba destra. Nel gennaio 2003 l’austriaco è poi tornato alle gare e nel corso degli anni successivi è riuscito a conquistare altri importanti successi, fra i quali l’argento in superG ai Mondiali di Saint Moritz nel 2003, la sua quarta coppa del mondo nel 2003/2004, la medaglia d’oro ai Mondiali di Bormio 2005 nello slalom gigante e l’argento alle Olimpiadi di Torino 2006 nel super-g.

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