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NBA – Cambio di regolamento

from www.playitusa.it

Dopo averlo tollerato fino a questo momento, pur essendo una chiara infrazione di passi, la Nba ha deciso di legalizzare il terzo passo, vedi ad esempio ricezione in movimento e penetrazione stile Kobe o Lebren.
La Nba sul suo sito ufficiale, ha creato un pagina dedicata a questo cambiamento del regolamento (nella sezione videorulebook) dove si possono vedere alcuni esempi con spiegazione di casi dubbi e da chiarire. Su una sua comunicazione spiega meglio la regola: Un giocatore che riceve la palla durante la corsa o che sta per terminare l’azione di palleggio può effettuare 2 passi prima di tirare, passare o fermarsi.
Questo cambiamento si può spiegare con l’intenzione da parte della Nba di aumentare la fluidità e spettacolarità delle partite, anche se può avere delle controindicazioni quando la Nazionale Usa dovrà partecipare a Olimpiadi e Mondiali, in quanto in queste competizioni internazionali, viene utilizzato il regolamento FIBA dove non è concesso correre senza inziare il palleggio.

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BASKET – Partita di campionato di serie C per la Pallacanestro Imperia

Secondo appuntamento del campionato di serie C Regionale per i ragazzi della LINFA TV Pallacanestro Imperia del Presidente Bisbano che saranno impegnati sul campo casalingo Sabato 10 Ottobre ore 21:00 contro l’Aurora Basket Chiavari. Vi aspettiamo numerosi……

Fulvio Damonte
www.pallacanestroimperia.it

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BASKET NBA – Parte la stagione dei Toronto “International” Raptors

from www.gazzetta.it

Raptors, è l’anno della verità. “Faremo grandi cose”

Toronto si è ufficialmente radunata prima di trasferirsi ad Ottawa per i primi giorni del training camp: dodici i volti nuovi. Grande attesa per il duo italiano Bargnani-Belinelli.

Andrea: “Voglio essere un giocatore migliore”

TORONTO, 29 settembre 2009 – Media Day anche a Toronto dove la squadra si è ufficialmente radunata ieri pomeriggio prima di trasferirsi ad Ottawa per i primi giorni del training camp. Solo tre i giocatori reduci dal roster dell’ultima stagione, il nucleo portante Calderon-Bosh-Bargnani, ma moltissimi i volti nuovi (dodici per la precisione) tra cui quelli familiari di Belinelli, Turkoglu e Nesterovic, quelli di giocatori di supporto piuttosto affermati come Evans, Wright e Jack, per finire al rookie DeRozan e ai meno riconoscibili Amir Johnson e Sonny Weems. Il clima è un po’ da primo giorno di scuola, ognuno con la maglia di gara di un bianco candido perfetto per le foto ufficiali. Quella di Marco Belinelli con un bello zero stampato sul petto: “Oggi la indosso per la prima volta”, dice il Beli tutto fiero come un bravo scolaretto. La sua maglia non è ancora in vendita nel negozio dell’arena mentre si trova già la numero 26 di Hedo Turkoglu (a decidere è la Nba, non dipende dai Raptors ci spiega il pr della squadra), ma Marco si augura di vederla presto esposta. E si capisce che il neo-Raptor non sta più nella pelle per iniziare la stagione e provare a chi l’ha fortemente voluto, il presidente Bryan Colangelo, di essere all’altezza. Colangelo non ha dubbi in proposito e l’ha ribadito anche ieri: “Belinelli farà grandi cose. L’anno scorso è stato a tratti spettacolare con Golden State, e quest’anno avrà maggiori opportunità. Ci garantirà comunque punti. Credo che Belinelli sia un candidato per vincere il premio di Most Improved Player o di Sixth Man se dovesse partire dalla panchina”.

Belinelli e Bargnani: Toronto si aspetta grandi cose dai due italiani. Reuters
Belinelli e Bargnani: Toronto si aspetta grandi cose dai due italiani. Reuters

BIG MAN — Oltre a Belinelli, il nuovo giocatore più elogiato dal presidente è il big man tutto muscoli Reggie Evans, sul quale Colangelo svela un aneddoto dei giorni scorsi: “Durante un allenamento Evans ha reso la vita difficile a Bargnani con la sua fisicità, fino a creare una certa frustrazione in Andrea, che però il giorno seguente si è presentato con una marcia in più. Pronto mentalmente, e fisicamente a rispondere alla sfida. Credo che la presenza di Evans, con la sua aggressività, potrà solo rendere competitivi e intensi gli allenamenti, e avrà un grande impatto sulla squadra”. E Bargnani stesso lo ha già riconosciuto: “Evans è un ottimo acquisto che porterà alla squadra una certa durezza che ci mancava”.

MAGO — Il primo giocatore ad apparire per le interviste nella nuova area super tecnologica dell’Air Canada Centre, dove ha sede lo studio di Raptors Tv, è stato proprio Andrea Bargnani. Il Mago, in sintonia con il suo carattere, non ha voluto pronosticare la posizione finale di Toronto nella Eastern Conference (dove dopo le tre favorite Boston, Cleveland e Orlando è lotta aperta per il quarto posto), e si è limitato a dire che la squadra attuale è quella sulla carta più forte da quando gioca con i Raptors. Si è invece sbilanciato Colangelo con chiarezza: “L’obiettivo è ovviamente di ottenere più delle 33 vittorie dell’anno scorso, e anche se i playoff sono la prima tappa obbligata, l’ideale sarebbe arrivarci in condizione di giocarcela anche nel secondo turno, vale a dire finire la regular season in quarta posizione”. A parte le tre favorite ad Est, Colangelo vede come prima rivale Washington che “si è molto migliorata, pur cambiando poco. Anche il ritorno di Arenas la rende una squadra molto interessante. Poi ci sono sempre Atlanta e Miami”. Una reporter della tv locale chiede a Bargnani se quest’anno sarà più cattivo sul campo e Andrea risponde: “Vorrei essere un giocatore migliore. Non tanto essere più cattivo, voglio cercare di essere un giocatore migliore”. A Marco Belinelli chiediamo qualche anticipazione su DeRozan, visto che se la vedrà contro di lui in allenamento e per i minuti in campo: “Siamo giocatori diversi, io più tiratore e lui molto esplosivo che attacca il canestro. È comunque pronto per giocare, poi ripeto, per me quintetto o no cambia poco”. Mentre Calderon sponsorizza l’acquisto di Turkoglu, che per la sua abilità nel creare gioco per i compagni darà allo spagnolo ottime occasioni di tiro, il turco dichiara che la scelta di firmare per Toronto è stata facile, perché sa che questo è il posto giusto per continuare ad avere successo.

Hedo Turkoglu e Chris Bosh. Ap
Hedo Turkoglu e Chris Bosh. Ap

MUSCOLI — Intanto Chris Bosh, attorniato dai beatwriters (ossia i giornalisti che seguono anche le trasferte), mostra i muscoli aggiunti nella parte superiore del corpo e parla del suo primo tatuaggio, una specie di progetto segreto. CB4 non sembra turbato dal fatto che dovrà saltare la prima fase del training camp per un guaio muscolare alla gamba. Anche Turkoglu non è al massimo della condizione, logorato dalle fatiche dei playoff con Orlando e dagli Europei con la Turchia, per cui verrà utilizzato col contagocce nelle amichevoli precampionato, la prima delle quali in programma il 6 ottobre contro Philadelphia a London (Ontario). Gli altri, vecchi e nuovi, scalpitano per iniziare a sudare in palestra. Potenzialmente, Toronto è una squadra dalle infinite soluzioni in attacco e tanta gente in grado di far canestro. Sarà fondamentale trovare in fretta la coesione tra i giocatori. Belinelli dice che il gruppo è già buono, e bisogna vedere se l’intesa si tradurrà subito in campo. Gli scettici si domandano già se la difesa sarà sufficientemente valida per portare in alto Toronto, anche perché i migliori difensori della squadra, Jack, Wright ed Evans sono tutti dei comprimari. Se qualcuno dei grandi nomi sarà disposto a sacrificarsi un po’ anche nella metà campo difensiva, attenzione ai Toronto Raptors.

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BASKET NBA – Incredibile, schiaccia in testa e LeBron James e il video gli viene sequestrato

from www.gazzetta.it

Schiaccia in testa a LeBron
E il video viene sequestrato

A un camp per talenti organizzato dallo stesso James un universitario schiaccia a due mani sull’Mvp della Nba. E a fine partita due video con l’”impresa” vengono fatti sparire…

AKRON (OH, Usa), 10 luglio 2009 – Re James è diventato LeBron il tiranno, troppo preoccupato dai risvolti negativi per la sua immagine per lasciare che possa circolare su Internet un video in cui l’Mvp Nba 2008/2009 subisce una schiacciata contro un ragazzo del college. Così ha incaricato il suo sponsor di sequestrare le immagini incriminate, dando però un brutto colpo alla sua reputazione che negli Usa è in calo dalla sconfitta di Cleveland contro Orlando nella finale di Eastern Conference.

IL FATTACCIO — L’episodio è accaduto al LeBron James Skills Academy, camp per 80 giovani talenti di high school e college che la stella dei Cleveland Cavaliers ha organizzato per il quinto anno consecutivo assieme alla Nike, all’università di Akron, Ohio, la sua città natale. Il fattaccio risale a lunedì sera: LeBron sta giocando una partitella che chiude la giornata contro un team composto da atleti del college. Tra gli avversari c’è Jordan Crawford, al terzo anno all’università di Xavier: nei primi 20′ della sfida è lui a schiacciare in testa al padrone di casa. A bordo campo ci sono almeno due telecamere accese, che riprendono l’accaduto e il resto della partitella, durata altre due ore. Alla fine Re James si trasforma in tiranno: chiama a sé uno degli uomini della Nike, che poco dopo si avvicina ai due cameramen confiscando i video della schiacciata.

LeBron James, 24 anni, Mvp dell'Nba nel 2009.
LeBron James, 24 anni, Mvp dell’Nba nel 2009.

ATTACCO E DIFESA — “Un uomo mi si è avvicinato poco dopo aver parlato con LeBron – ha raccontato Ryan Miller, giornalista freelance, uno dei due che hanno assistito alla sfida con la telecamera – .Mi ha detto che doveva prendere il mio nastro, poi ha fatto lo stesso con l’altro tizio”. L’uomo è Lynn Merritt, direttore di Nike basketball, l’azienda sportiva che in occasione delle finali Nba ha trasformato LeBron (e Kobe Bryant) in un pupazzo per spot. La difesa in un comunicato: “Nike organizza questi camp a beneficio dei giovani atleti, e da anni ha una politica molto chiara su quello a cui i media possono o non possono assistere. Sfortunatamente, per la prima volta in quattro anni, due giornalisti non hanno rispettato questa politica, e abbiamo preso provvedimenti”. Miller però ha detto di aver filmato l’intera giornata senza mai ricevere nessuna richiesta di smettere, e che l’uomo Nike si è avvicinato a lui solo dopo aver parlato con LeBron.

NIENTE DI STRANO — Dell’accaduto ha parlato anche Crawford, che il prossimo anno vestirà per la prima volta la maglia di Xavier, dopo una stagione di stop seguita al suo addio a Indiana University: “Non è un problema per me se questo video non si potrà vedere, anche se vorrei che la mia famiglia potesse ammirarlo – ha commentato -.Non credo pensase che io volessi schiacciare, perché è saltato un po’ in ritardo. Ma dopo che l’ho fatto James non ha avuto alcuna reazione: ha semplicemente continuato a giocare. Per me è stato davvero eccitante trovarmelo di fronte”. Crawford ha raccontato di aver realizzato l’importanza della schiacciata (a due mani, approfittando di un passo lento di James, raccontano i testimoni) solo dopo la reazione scomposta degli atleti delle high school che stavano assistendo al match.

CALO D’IMMAGINE — La scelta di non rendere pubblico il video si è rivelata un boomerang per LeBron, la cui popolarità negli Usa è in calo dopo alcune uscite infelici. I tifosi gli imputano ancora l’uscita polemica dal campo dopo la sconfitta in gara-6 della finale di Eastern Conference dei suoi Cavaliers contro Orlando. Poi ci sono le magliette sfoggiate nei primi giorni della offseason, quelle tee-shirt con grandi scritte come “Sono l’Mvp” e “Controlla le mie statistiche” che poco sono piaciute a fan e critica. Ora quest’ultimo scivolone, che ha fatto di Re James un tiranno preso in giro su internet (c’è anche chi ha creato e messo in vendita la maglietta con la scritta: “Ho schiacciato su LeBron… ma mi ha rubato il nastro”): per dimenticare tutto ci vorrebbe forse qualche impresa sul campo, ma l’inizio dell’Nba è ancora lontano.

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BASKET – La pazza sfida di Shaq

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Shaq e il mago dei tiri
Che sfida al playground

Bruce Manley, il maestro dei “trick shot”, è un 25enne del New Jersey capace di numeri da circo col pallone. Ha chiesto a Shaquille O’Neal di affrontarlo sul campo e la stella della Nba ha accettato: in palio mille dollari

NEW YORK, 25 giugno 2009 – Shaquille O’Neal non sa dire no alle sfide. Così quando Bruce Manley, mago dei tiri impossibili, gli ha fatto vedere grazie ad un video su YouTube quello che sapeva fare su un playground, Shaq ha raccolto l’invito: lui e Manley uno contro l’altro su un campo da basket con mille dollari in palio.

SFIDA IMMINENTE  — La partita si farà molto probabilmente già la prossima settimana. A lanciare il guanto di sfida a Big Diesel è stato Thomas Litteer della Left Lane 6, una società di produzione con sede a Orlando e Los Angeles che si occupa di video musicali e filmati su internet e che ha realizzato il video di Manley che tanto ha impressionato O’Neal. “Ho contattato Shaq via Twitter – ha spiegato Litteer – e dopo che lui ha visto quello che Bruce sapeva fare gli ha lanciato la sfida da mille dollari. Ci stiamo muovendo per farla già la prossima settimana, e ci sono già alcuni network interessati a trasmetterla”. Via twitter Litteer ha fatto sapere a Shaq di voler dare all’iniziativa anche un carattere benefico.

IL MAESTRO DEL TRICK AND SHOT — Guardando su YouTube le prodezze di Manley non si può che rimanere impressionati da quello che sa fare con una palla da basket in mano. 25enne del nord New Jersey, Bruce si è appassionato al basket molto presto, anche se alla high school non faceva parte della squadra “perché l’allenatore non sapeva riconoscere il talento”. Il suo marchio di fabbrica, il tiro da dietro la schiena, è nato una decina di anni fa dopo un infortunio alla spalla destra, che gli impediva di lanciare per via del dolore. Da allora Manley si è allenato ogni giorno, e si sta già preparando per il rendez-vous con Shaq. “Bruce sta preparando alcuni movimenti inediti – ha spiegato Litteer -, ma gli ho chiesto di non svelarli per non rovinare la sorpresa”.

HORSE — “Voglio affrontare questo tizio a cavallo per mille dollari” ha scritto il centro in partenza da Phoenix sulla sua pagina di Twitter, dove ha quasi 1.400.000 seguaci e da cui si diverte a lanciare sfide ai grandi di altri sport (l’ultimo è stato Lance Armstrong, che Shaq dovrebbe affrontare in bicicletta il prossimo 25 ottobre a Austin). La Horse, il cavallo, è una variante del basket molto diffusa nei playground. Ci vogliono almeno due partecipanti: il giocatore che inizia può scegliere un qualsiasi tipo di tiro da qualsiasi punto del campo, e se lo mette a segno l’avversario deve ripeterlo esattamente. Se questo sbaglia si becca una H, la prima lettera della parola Horse: perde chi per primo completa la parola. Se a sbagliare il tiro è il primo giocatore, il secondo può allora tirare da qualsiasi parte del campo, e se fa canestro obbliga l’avversario a ripetere il tiro, pena una lettera. A giudicare dalle abilità al tiro di Shaq, uno che in 17 anni di carriera Nba ha messo a segno appena 1 tiro da tre su 21 tentativi, contro Manley avrà davvero vita dura. Ma a Big Diesel le sfide impossibili piacciono da matti.

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BASKET – Per chi crede che si gioca in 5…..

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Professione 12° uomo
Mbenga e gli altri campioni

Il centro dei Lakers è stato una semplice comparsa nella corsa al titolo di Los Angeles, ma anche lui riceverà l’anello e potrà dire: “Io c’ero”. E come lui, in passato, una sfilata di giocatori di culto

DJ Mbenga è nato il 30 dicembre 1980. Afp
DJ Mbenga è nato il 30 dicembre 1980. Afp

MILANO, 18 giugno 2009 – L’apporto di Didier Ilunga-Mbenga nei playoff 2009 è stato di 0.3 punti e 0.4 rimbalzi a partita. Nella serie finale contro i Magic, poi, il belga ha giocato un solo minuto, sbagliando un tiro e acchiapando un solo rimbalzo. In Gara-1, ovviamente, quella stravinta dai Lakers 100-75. Eppure anche lui avrà il suo bell’anello. Con questo non vogliamo denigrare il buon Didier (meglio conosciuto come D.J.), anzi: come il centrone ex Mavericks, tanti altri hanno vinto il titolo Nba praticamente senza giocare.

LAKERS — Merito, o colpa, dei roster a 12. Nei playoff, però, le rotazioni si accorciano parecchio: giocano i più forti, in poche parole. Sette-otto, con minutaggio robusto. Per gli altri, solo le briciole. Poche per il nono o il decimo, figurarsi il dodicesimo. I Lakers, che di titoli ne hanno vinti 15, hanno avuto anche diversi di questi “dodicesimi”. Ai tempi dello Showtime di Pat Riley nomi di culto erano Chuck Nevitt (pivot di 2.26), Mike Smrek (passato anche da Forlì) e Milt Wagner (papà di DaJuan Wagner). Oppure Eddie Jordan: sì, proprio l’allenatore dei 76ers, che nel 1982 vinse il campionato da stra-panchinaro.

GIOCATORI DI CULTO — Nomi e personaggi di culto, dicevamo. Giocatori che da altre parti non combinano niente o quasi, ma che nelle grandi squadre si mettono tranquilli aspettando, se arriverà, il loro turno. Ad esempio Jud Buechler e Mark Madsen: tre e due anelli a testa per loro, rispettivamente con i Bulls e i Lakers. Il primo, grande surfista, era la riserva della riserva della riserva a Chicago. Veniva dopo Jordan, Pippen, Harper, Kerr e persino Randy Brown. Madsen, invece, più che sul parquet, protagonista lo era durante le parate celebrative a Los Angeles con balli scatenati. Da qui il soprannome “Mad Dog”. – Dodicesimi giovani e meno giovani, ragazzi che devono farsi le ossa e vecchie glorie in cerca dell’ultimo grande acuto. Si trova di tutto: Robert Parish, che nei Celtics degli anni Ottanta era uno dei pilastri (tre volte campione Nba), ha chiuso la carriera nel 1997 conquistando l’anello con i Bulls da terzo centro dopo Longley e Wennington. E Tony Massenburg? Girovago del basket (visto anche a Reggio Emilia), a quasi 38 anni ha vinto il primo titolo a San Antonio. Gli Spurs, peraltro, erano la sua dodicesima squadra Nba, un record.

IO C’ERO — Darko Milicic, caso-limite, ha conquistato l’anello da rookie. Ma non esattamente da protagonista: eppure era stato scelto al numero 2 del draft 2003 dai Pistons, dopo LeBron James e prima di Carmelo Anthony. Non che ora stia dando spettacolo ai Grizzlies. Ha addirittura abbandonato il basket per darsi alla vita da predicatore Wayne Simien, ultimo nella rotazione degli Heat campioni Nba del 2006. L’importante, comunque, è esserci. Prendere il treno giusto al momento giusto. Per poter poi dire, a figli e nipoti, “Quell’anno ho vinto l’Nba”. Poco importa se dopo la carriera prende in seguito un versante meno luccicante. L’albo d’oro non fa distinzioni di minutaggi. Basta non chiudere con “zero tituli”, anche nell’Nba.

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BASKET – III° Memorial Luca Valle, Alfa Omega Ostia porta a casa il trofeo

 

 Un grande Memorial e una cornice di pubblico folta e calorosa. Anche quest’anno si riconferma il successo della manifestazione, ormai punto di riferimento del basket giovanile della provincia di Imperia.

Con le premiazioni di domenica 14 giugno si è concluso il 3° Memorial Luca Valle. Tre giorni intensi e spettacolari con partite di alta qualità e giocatori di livello superiore che si sono riuniti con un unico intento, onorare il ricordo di Luca.

Come consuetudine, il torneo si è aperto con il discorso iniziale del Presidente dell’Associazione Gli Amici di Luca, Luca Minghinelli, il Presidente dell’Olimpia Basket Luca Zanchi, l’assessore allo sport del Comune di Taggia Andrea Lanteri e terminato con la benedizione del Parroco di Arma di Taggia Don Benito.

Successivamente sono state presentate le squadre partecipanti al 3° Memorial.

Per quel che riguarda il campo, si è cominciato con la squadra di casa, l’Olimpia Basket che è stata sconfitta dalla compagine romana U S Tiber Roma, giunta alla sua 3° partecipazione consecutiva, per 81 a 51. Nella seconda partita si sono affrontate la Rappresentativa Ligure e il Loano Pool 2000 che ha visto prevalere quest’ultima per 103 a 81. 

Il sabato è stata una giornata ricca di buon basket, si è iniziato alle ore 9 con la prima partita in cui si sono affrontate Asd Torino – Fano Basket, match molto intenso e risoltosi nell’ultimo tempo a favore della  compagine marchigiana per 75 a 70. Alle ore 11, hanno esordito Alfa Omega Ostia e Venaria Basket School che ha visto prevalere la compagine laziale per 95 a 89.

Nel primo pomeriggio l’Olimpia Basket ha subito la seconda sconfitta, contro la Rappresentativa Ligure con il risultato di 106 a 81.  Alle 16:00 l’A.S.D. Torino ha avuto la meglio sul Venaria Basket School nel derby tutto piemontese per 75-72. Durante questo incontro, un simpaticissimo siparietto tra il pubblico torinese e lo staff, con balletti  sugli spalti.

A seguire, la prima delle due semifinali: in un clima di grande tensione agonistica ha inizio la “battaglia” tra Alfa Omega Ostia -  Fano Basket conclusasi con il risultato di 85 – 73.

L’ultima semifinale della giornata di sabato, l’incontro tra US Tiber Roma e Loano Pool 2000, che ha visto prevalere la compagine romana per 78 – 69. 

In serata, per colorire la manifestazione di quest’anno, l’Associazione “Gli Amici Di Luca” ha invitato presso la Darsena di Arma di Taggia, la UNO BAND, gruppo musicale locale, e i “DA MOVE”, cestisti acrobatici, ispirati ai notissimi “Harlem Globtrotters” che hanno deliziato la platea con schiacciate ed evoluzioni aeree coinvolgendo il numeroso pubblico presente.  

La domenica è stata dedicata alle finali,

FINALE 7° – 8° posto OLIMPIA BASKET – VENARIA BASKET SCHOOL 91 – 74

FINALE 5° – 6° posto RAPP LIGURE – ASD TORINO 91 – 68

FINALE 3° – 4° posto FANO BASKET -  LOANO POOL 2000 67 -74 

La Finalissima, derby tutto romano tra U.S Tiber Roma e Alfa Omega Ostia, è stata una partita mozzafiato: 
I primi due tempi caratterizzati da una superiorità fisico-tecnica dell’Alfa Omega che hanno prodotto un vantaggio di + 15. Nella seconda metà è venuto fuori il grande carattere della squadra romana, trasmesso dalla forte personalità del coach “ciccio” Santucci. Nonostante il cuore gettato oltre l’ostacolo, la rimonta della Us Tiber Roma si è infranta sul ferro, al suono della sirena, determinando la vittoria per i valorosi e pragmatici giocatori dell’ Alfa Omega Ostia con il punteggio di 77 – 75. In quanto squadra vincitrice Alfa Omega Ostia sarà ospitata a spese dell’associazione nella prossima edizione. Anche quest’anno per la terza volta consecutiva, i ragazzi romani si sono dovuti accontentare di un sempre più amaro secondo posto.

Il trofeo per il miglior realizzatore è andato a pari merito a Paolo Bussone della Rappresentativa Ligure e Luca Scala del Loano Pool 2000 con 82 punti mentre il trofeo per il miglior giocatore del torneo (decisione presa dai coach delle squadre partecipanti) è stato vinto da Carlo Bonifazi dell’Alfa Omega Ostia; il nuovo premio di quest’edizione come miglior coach è stato assegnato a Pierluigi Santucci della US Tiber Roma.

La famiglia Muzzioli ha istituito un premio speciale al miglior playmaker, Giorgio Donati della Tiber Roma, in memoria di Andrea Muzzioli che ricopriva appunto tale ruolo nelle file dell’Olimpia Basket, tragicamente e prematuramente scomparso.

Sono intervenuti per premiare i partecipanti: Federica Valle, Il sindaco Vincenzo Genduso, il fondatore storico dell’Olimpia Basket Salvatore Dante, il presidente dell’Olimpia Basket Luca Zanchi, i volontari della Croce Bianca di Imperia, il presidente FIP della Liguria Alberto Bennati e il rappresentante della provincia di Imperia Antonio Parisi, Salvatore D’Andrea che ha voluto regalare un trofeo in memoria di suo figlio Giorgio, il dott. Salvatore Taffari presidente dei Lions club Arma e Taggia e il dott.re Emanuelli, Davide Carretta in qualità di rappresentante della UNO BAND.

A chiudere il Memorial Luca Valle sono scese in campo due compagini: la squadra BLU e la squadra BIANCA formate da quanti hanno giocato insieme a Luca. 40 giocatori sono scesi in campo tutti con una maglietta commemorativa che sulla schiena aveva rigorosamente il NUMERO 9! In un simpatico intermezzo i compagni che hanno iniziato l’avventura cestistica con Luca sono state sfidati valorosamente dalle ragazze delle staff.

E’ stato un Torneo entusiasmante, con squadre di alto livello e con uno spessore tecnico di prima qualità. L’Associazione Gli Amici di Luca ringrazia le 8 compagini per aver dato maggior lustro alla manifestazione.

Lo Staff organizzatore dedica un ultimo e affettuoso abbraccio alla famiglia di Luca. Alla sorella Federica, alla mamma Patrizia ed al padre Fulvio per fargli capire ancora una volta che noi siamo e saremo sempre con loro e che Luca vivrà sempre con noi perche: “…NON ESISTE SEPARAZIONE DEFINITIVA FINCHE ESISTE IL RICORDO…”

Per tutte le informazioni, siete caldamente invitati a visitare il sito www.gliamicidiluca.it  e richiedere la nostra amicizia su facebook  cercando “GliAmicidiluca”. Per maggiori notizie tecniche relative a punteggi, risultati, statistiche ecc. www.olimpiabasket.org.     

Un Ringraziamento,  per la disponibilità, la pazienza e le qualità tecniche dimostrate in campo agli arbitri.

Ringraziamo tutti gli sponsor che ci hanno sostenuto, la ditta Biesse, la Fondazione Carige, i Lions Club Arma e Taggia che hanno sponsorizzato le coppe e la Provincia di Imperia; per il patrocinio il comune di Taggia, il comune di Santo Stefano per la concessione del pulmino, la F.i.p. Liguria e il Coni di Imperia. Un ringraziamento sentito va all’Olimpia Basket Arma – Taggia, per il fondamentale sostegno organizzativo.

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BASKET NBA – Anello ai Lakers, a mente tiepida…..

from www.gazzetta.it

Lakers, vittoria di gruppo
Oltre a Kobe c’è di più

Mentre Bryant si gode il titolo di Mvp della finali, si sprecano le lodi per il cast di supporto. Da Gasol (“Odiavo perdere a Memphis”) a Odom, da Ariza a Fisher (“Merito del lavoro giorno dopo giorno”)

Quindicesimo titolo della storia per i Lakers. Afp
Quindicesimo titolo della storia per i Lakers. Afp

 ORLANDO (Florida), 15 giugno 2009 – Kobe Bryant si coccola il trofeo di Mvp delle finali, il primo in carriera. Negli altri tre titoli, se l’era portato a casa Shaquille O’Neal. Un altro sassolino che si è tolto dalla scarpa. Il volto dei Lakers campioni è ovviamente lui, assieme a Phil Jackson, il tecnico dei 10 anelli, irraggiungibile in vetta all’Olimpo degli allenatori più titolati di sempre. Ma se i californiani si apprestano a celebrare il trionfo sfilando per le strade di Los Angeles, lo devono anche a quello che molti amano definire “gruppo di supporto”. In realtà è riduttivo affiancargli la parola “supporto”, anche se giocare accanto al numero uno al mondo non può che renderti gregario, pur nobilissimo.

“Gasol: A Memphis le sconfitte mi stavano cambiando anche come persona”

A TUTTO GASOL  — Senza Lamar Odom, Pau Gasol, Trevor Ariza e Derek Fisher, i Lakers non sarebbero campioni. I primi due si sono presentati insieme in conferenza stampa dopo la vittoria in gara-5 a Orlando. Stesso sorriso, stessi occhi che brillavano. “Da bambino sognavo che un giorno sarei stato campione Nba – diceva Odom – Bene, quel giorno è arrivato e il sogno si è realizzato”. Gasol andava oltre: “Gli anni passati a Memphis sono stati durissimi, come giocatore e come uomo. Sono uno che non prende molto bene le sconfitte, e visto che perdevamo spesso, non riuscivo a staccare una volta finita la partita e tornato a casa. Mi stavano cambiando anche come persona. Il giorno che sono stato ceduto ai Lakers è stato bellissimo. E penso che anche loro siano stati contenti di avermi…”. Lo spagnolo si alzava per andare a posare per le classiche foto con il Larry O’Brien Trophy, che va alla squadra campione. Nel corridoio abbracciava il padre Agusti e il fratellino minore, Adria, che gli passavano una telefonata di congratulazioni dalla Spagna. Timido, riservato, il catalano non si lasciava mai andare a gesti di esultanza scomposti. Come in campo. Dove ha dominato l’area, limitato Superman Howard, molto più pesante e potente di lui, con l’eleganza di un ballerino. Ed è stata infatti proprio la rapidità di piedi di Pau a mettere in difficoltà il centro ei Magic.

Derek Fisher è nato il 9 agosto 1974. Afp
Derek Fisher è nato il 9 agosto 1974. Afp

MILORD FISHER — Anche Derek Fisher pare un milord inglese. Forse il fatto di aver vinto il titolo in trasferta, lontano dai loro tifosi, fa sembrare la festa dei gialloviola meno gioiosa di quanto sia in realtà. Con accanto la moglie Candace, il playmaker abbraccia i compagni, e poi racconta: “Quella che vedete è quasi sorpresa sui nostri volti. Festeggiamo non qualcosa che eravamo certi di ottenere, ma che ci siamo conquistati lavorando giorno dopo giorno, non dando mai per scontato che avremmo vinto”. I suoi canestri in gara-4 hanno deciso la serie. “L’esperienza accumulata in finale l’anno scorso ci è servita tantissimo – prosegue Fish – Con Ariza e Gasol arrivati a stagione in corso, non ci conoscevamo così a fondo. Stavolta eravamo insieme sin dal primo giorno di training camp e la differenza nei momenti cruciali si è vista”. Il bus che riporta i Lakers in hotel, dove la festa sarebbe proseguita sino all’alba, è pronto per partire. L’ex udinese Sasha Vujacic è l’ultimo a salire, ancora in tenuta da gioco. Un abbraccio ad Alessandro Del Piero e alla moglie Sonia, suoi ospiti a gara-5, e poi via, verso la gloria. Anche lui è campione Nba.

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BASKET NBA – Lakers Campioni del Mondo, Phil Jackson diventa il coach più vincente di sempre

from www.gazzetta.it

Lakers campioni Nba
E’ il 15° titolo gialloviola

In gara-5, Los Angeles passa ancora a Orlando, vince 99-86 e chiude sul 4-1 la serie coi Magic. Kobe Bryant ne fa 30 ed è l’Mvp delle finali, Phil Jackson riporta il titolo a L.A. dopo 7 anni e diventa il coach più vincente di sempre con 10 anelli conquistati

I Lakers felici con i loro trofei. Afp
I Lakers felici con i loro trofei. Afp

  ORLANDO (Florida, Usa), 14 giugno 2009 – Ora non chiederanno più a KobeBryant perché non ha mai vinto un titolo senza Shaq. Ora non chiederanno più a Lamar Odom perché gioca bene una volta sì e cinque no. Ora non diranno più a Pau Gasol che è molle. I Los Angeles Lakers sono campioni Nba per la 15ª volta, dopo la vittoria 99-86 in gara-5 a Orlando che vale il 4-1 nella serie. Dopo un digiuno durato 7 anni, è strameritato e nettissimo, al di là delle due grosse occasioni sprecate dai Magic in gara-2 e 4. Per coach Phil Jackson è il 10° titolo, uno in più di Red Auerbach. Il Maestro Zen ora è solo in vetta alla classifica dei tecnici più vincenti di sempre. Kobe (30 punti, 5 assist, 6 rimbalzi e 4 stoppate in gara-5) stringe al petto il trofeo di miglior giocatore delle finali, il primo in carriera, e chiude con medie straordinarie: 32.4 punti e 7.4 assist a partita. Zittisce i critici, forse per sempre. E idealmente respinge l’assalto di LeBron James. Il numero uno, almeno per un’altra stagione, rimane lui. Gara-5 è durata 10’, il tempo per Orlando di sfogarsi. Ma, inevitabilmente, appena i Lakers hanno reagito, i Magic si sono sciolti. E il secondo tempo è stato poco più di una passeggiata in attesa dell’incoronazione.

PRIMO TEMPO — Avvio fulminante di Orlando che si porta sul 15-6 sbagliando anche due facili contropiede. I Lakers perdono 3 palloni nei primi 5’, Bynum sbaglia i primi 6 tiri, mentre per i Magic tutto il quintetto è già a segno. I rimbalzi offensivi (5 nei primi 6’) e un 5-0 tutto di Bryant, permettono a L.A. di tornare a -4 (19-15), con l’energia dei Magic (0/5 da 3) che pare già esaurita. Alla fine del 1° quarto è 28-26, con i Lakers che tirano male (36%) ma sono lì grazie ai 7 rimbalzi d’attacco. Kobe è già a quota 11. Orlando prova ad allungare nuovamente (34-28 con Howard che però sbaglia l’aggiuntivo), ma Odom replica (34-31 a -8’32″) mentre Bynum è già a 10 tiri tentati (3 a segno). Passata l’onda emotiva con cui i Magic avevano iniziato la gara, i valori emergono e Ariza da tre firma il primo sorpasso (40-42 a 5’ dall’intervallo). Il break si dilata con un altro trepunti di Ariza e un layup di Fisher: 40-49 a -3’30″ con break di 13-0 e con Van Gundy costretto a chiamare 3 timeout. Ma l’onda gialloviola non si ferma e il massimo vantaggio arriva sul 40-52 a -3’05″ con il 16-0 chiuso solo da Alston dopo 5’ di digiuno. Alla pausa è 46-56 con 15 punti di Kobe e 12 di Ariza. Orlando non ha nessuno in doppia cifra. Il solco è frutto dell’1/9 da tre dei padroni di casa, mentre L.A. ha 5/8.

RIPRESA  — Alston prova a innescare la rimonta (tripla del -5, 53-58), ma Odom è micidiale: due triple in fila per il nuovo +11 Lakers sul 53-64 a 6’46″ dalla fine del 3°. Orlando tocca il 2/15 (con i californiani a 7/11) da oltre l’arco e L.A. vola a +16 (55-71 a -3’39″) dopo uno spettacolare canestro con doppia esitazione di Kobe, il più bello delle finali. Howard commette il 5° fallo a -1’13″ ma ormai conta poco. Il 61-76 a fine periodo è già una sentenza. La tripla che vale il 26° punto a Kobe respinge l’ultimo fuocherello di Orlando (67-83 a -8’13″). Poi è solo tempo di abbracci, pugni al cielo e di alzare il trofeo che un anno fa i Lakers avevano solo visto da vicino, senza riuscire a toccare. La Missione iniziata più di sette mesi fa è compiuta.

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BASKET – Arriva il III° Memorial Luca Valle, ospiti sabato sera i Da-Move!!!

Locandina III° Memorial Luca Valle

 

Inoltre, sabato 13/06 dalle ore 21:00, alla darsena di Arma di Taggia, si esibiranno gli Harlem Globetrotters italiani, i mitici Da-Move…

Ecco alcuni video..DA NON PERDERE, vi aspettiamo!!!!!

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BASKET – Alcuni risultati degli esordienti regionali

Tornano a casa con un terzo posto i giovani cestisti allenati dal Coach Fulvio Damonte dalle finali regionali caregoria Esordienti (‘97-’98) che si sono svolte a La Spezia domenica 07 Giugno 2009. Dopo aver perso in mattinata la semifinale regionale contro l’Alcione Rapallo (vincente della provincia di Genova) con l’amaro risultato di 67 a 36, nel pomeriggio i ragazzi di Damonte si sono conquistati, vincendo la finalina 3° e 4° posto, il podio contro l’altra sconfitta della semifinale il Loano E. Garassini (vincente della provincia di Savona) con il punteggio di 63 a 51.
Commento di Fulvio Damonte: Sono contento nel complesso della prova dei ragazzi che hanno dato il massimo sia contro il Rapallo che contro il Loano. Il nostro primo avversario il Rapallo era nettamente al di fuori delle nostre possibilità sotto il profilo fisico e, ad inizio match la cosa ci ha condizionato psicologicamente e ci hanno portato a giocare 2 brutti quarti, dopo l’intervallo lungo era tardi per provare a recuperare contro una squadra come detto al di fuori delle nostre possibilità. Contro il Loano avversario al nostro livello abbiamo tirato fuori tutta la voglia di vincere ed abbiamo strappato la vittoria in una partita molto combattuta. Faccio tanti complimenti a tutti i ragazzi per l’impegno che ci hanno messo durate tutto l’anno e sono molto contento del risultato ottenuto che corona i duri sforzi di ogni allenamento. Il merito di questo risultato a livello di staff va al grande lavoro di collaborazione che c’è stato durante l’anno tra Alessandro Taverna (Coach dell’Under 13), Mauro Saglietto (preparatore atletico) e me. Ringrazio: la società che per l’occasione ha organizzato la trasferta con il pulman che ha dato la possibilità ai ragazzi di stare insieme tutto il giorno e di vivere un’esperienza indimenticabile, Danilo Pionetti istruttore minibasket che ci ha dato una grossa mano durante l’anno e i genitori per la grande partecipazione dimostrata durante tutta la stagione.
 
Pall. Imperia: Cerisara, Spinelli, Calvi, Moraglia, Giordano, Fossati, Mancuso, Corigliano, Finocchiaro, Tamietto, Garibbo, Ferrari. Coach: Fulvio Damonte

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BASKET – Domani cominciano le finali NBA

from www.gazzetta.it

Domani notte iniziano le finali più attese dell’anno. Los Angeles è favorita ma Orlando può sorprendere. E sembra certo il recupero di Nelson, il play che in stagione regolare ha guidato i Magic alle due vittorie sui californiani

LOS ANGELES (Usa), 3 giugno 2009 – Impossibile non entrare subito nel clima di finale. Basta accendere la radio e la maggioranza dei canali AM parlano solo di quello. C’è chi regala merchandising, chi intervista Luke Walton, chi annuncia 7 ore e 10 minuti di prepartita per domani (la frequenza è, ovviamente, 710…), chi giura che farà un tifo sfegatato per Kobe, “così almeno metterà a tacere i critici una volta per tutte”. Non ci potrà essere la tensione di 12 mesi fa, quando in Southern California sbarcarono gli odiati Boston Celtics e rovinarono la festa ai gialloviola. Superman Howard e gli Orlando Magic non hanno la tradizione e il nome dei campioni uscenti, ma saranno degni avversari, in grado di regalare agli appassionati una finale vera.

Kobe Bryant (LA) in allenamento. Ap
Kobe Bryant (LA) in allenamento. Ap

la calma dei magic — Per quanto sia difficile pronosticare il colpo dei ragazzi di Stan Van Gundy, i motivi per credere in una serie lunga ci sono. Lo strapotere di Howard sottocanestro, l’incredibile calma dei Magic, che sopra o sotto di 20 non cambiano di una virgola il loro modo di giocare, tornando spesso in partita quando sembrano spacciati, la pioggia di triple che prima o poi si abbatterà sui Lakers. C’è da dire però, che i californiani si accoppiano meglio con Orlando rispetto ai Cavs. Per limitare Rashard Lewis, un’ala pivot molto perimetrale, c’è Lamar Odom, più alto, più fisico, ma altrettanto rapido di piedi. Per Hedo Turkoglu, c’è Trevor Ariza, che ha ben figurato contro Carmelo Anthony in finale Ovest. E poi, quasi superfluo ricordarlo, c’è Kobe Bryant. Che dovrà vedersela con il fisicaccio del francese Mickael Pietrus.

La festa dei Magic dopo la vittoria con Cleveland. Epa
La festa dei Magic dopo la vittoria con Cleveland. Epa

l’anti lakers c’è — A sorpresa, pare che i Magic possano anche contare, almeno per pochi minuti, su Jameer Nelson, il play fuori da febbraio per un infortunio a una spalla, e l’uomo decisivo in entrambe le vittorie dei Magic in stagione regolare contro i Lakers. Sul suo utilizzo, coach Van Gundy deciderà solo poco prima della palla a due di domani notte (le ore 3 in Italia), ma qualche compagno all’allenamento di ieri si è sbilanciato. Anche solo per l’aspetto psicologico, sarebbe un’ulteriore iniezione di fiducia per un gruppo che pare non temere niente e nessuno. E visti i problemi dei Lakers a marcare i play avversari in questi playoff, anche un Nelson a mezzo servizio, farebbe molto comodo ai Magic.

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BASKET – III° Edizione del Memorial Luca Valle

Parte il 12 giugno e proseguirà fino al 14 giugno, la 3a edizione del trofeo di pallacanestro maschile ‘Memorial Luca Valle, riservato alla categoria Under 17. L’evento, dedicato al giovane atleta che militava nella squadra locale di pallacanestro scomparso prematuramente in circostanze tragiche, è organizzato dall’Ass. senza scopo di lucro Gli Amici di Luca’ di Taggia, in collaborazione con la società sportiva dilettanti Olimipia Basket di Arma-Taggia. Il Memorial si disputerà presso il palazzetto comunale in parquet di Via Anfossi a Taggia.

Saranno 8 le squadre, che partecipano al campionato Under 17 maschile delle rispettive regioni. (Stella Maris Pesaro, U.s.Tiber Roma, Venaria BasketBall School, A.s.d.Torino, Rapp.Ligure, Olimpia Basket selez. IM, Alfa Omega Ostia, Fano Basket. Il programma prevede l’arrivo delle squadre sul territorio nel primo pomeriggio di venerdì 12 con presentazione e inaugurazione del torneo presieduto da autorità comunali locali e dalla F.I.P. Liguria. Sabato 13 proseguirà il torneo. Domenica 14 ci sarà la chiusura del torneo con le finali e le rispettive premiazioni presiedute sempre dalle autorità suddette. A tutte le squadre verranno consegnati gadget ricordo.

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BASKET – Ecco il concentramento femminile under 15 e il trofeo delle Province

CONCENTRAMENTO UNDER 15 FEMMINILE

La Città di Imperia è stata scelta per ospitare uno dei concentramenti inter-regionali validi per la qualificazione alle finali italiane per la categoria Under 15 Femminile. La manifestazione resa possibile grazie alla collaborazione tra la Pallacanestro Imperia nella figura del Presidente Carmelo Bisbano e l’amministrazione comunale nella figura dell’Assessore allo Sport dott. Marco Scajola, si svolgerà presso il Palazzetto dello Sport della Città di Imperia situato in Regione San Lazzaro nei giorni 31 Maggio, 1-2 Giugno 2009 con i seguenti orari:
 31 Maggio 2009
           Gara 1 – Ore 18.00
           Gara 2 – Ore 20.00
 01 Giugno 2009
           Gara 3 – Ore 17.00
           Gara 4 – Ore 19.00
 02 Giugno 2009
           Gara 5 – Ore 10.00
           Gara 6 – Ore 12.00     
 Le 4 squadre partecipanti sono:
GEAS SESTO SAN GIOVANNI (MI)
SPORT BASKET DUEVILLE (VI)
PALLACANESTRO TORINO (TO)
ASTRO CAGLIARI (CA)
 
La formula del torneo prevede che tutte le squadre si incontrino una volta (giorne all’italiana).
La Pallacanestro Imperia in qualità di società ospitante sarà la società referente durante lo svolgimento di tutta la manifestazione.

TROFEO DELLE PROVINCE 2009

Di seguito il programma definitivo di domenica 24 maggio 2009 ad Albenga presso il Palazzetto dello Sport e l’adiacente tensostruttura del Trofeo delle Province riservato all’annata 1996 categoria maschile:
  
Domenica 24 maggio 2009:
 
- ore 9,30 Sel. Maschile Genova ‘96 – Sel. Maschile Tigullio ‘96; Sel. Maschile Savona ‘96 – Sel. Maschile Imperia ‘96; Riposa  Sel. Maschile La Spezia ‘96
 
- ore 10,45 Sel. Maschile Savona ‘96 – Sel. Maschile Genova ‘96; Sel. Maschile Imperia ‘96 – Sel. Maschile La Spezia ‘96; Riposa  Sel. Maschile Tigullio ‘96
 
- ore 12,00 Sel. Maschile Genova ‘96 – Sel. Maschile La Spezia ‘96; Sel. Maschile Tigullio ‘96 – Sel. Maschile Savona ‘96; Riposa  Sel. Maschile Imperia ‘96
 
- ore 15,30 Sel. Maschile Imperia ‘96 – Sel. Maschile Tigullio ‘96; Sel. Maschile Savona ‘96 – Sel. Maschile La Spezia ‘96; Riposa  Sel. Maschile Genova ‘96
 
- ore 16,45 Sel. Maschile Tigullio ‘96 – Sel. Maschile La Spezia ‘96; Sel. Maschile  Genova ‘96 – Sel. Maschile Imperia ‘96; Riposa  Sel. Maschile  Savona ‘96

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BASKET – Tributo ad Obradovic

from www.gazzetta.it

Il tecnico serbo ha conquistato il settimo titolo continentale: nessuno ha vinto quanto lui. Appese le scarpe al chiodo nel 1991 a 31 anni e da allora è stato un susseguirsi di trionfi

Zelimir Obradovic è nato il 7 marzo 1960. Afp

Zelimir Obradovic è nato il 7 marzo 1960. Afp
BERLINO (Germania), 4 maggio 2009 – Nella primavera del 1991, Zelimir Obradovic allora 31enne, ricevette una telefonata da Dragan Kicanovic mentre era il ritiro con la nazionale jugoslava grazie alle sue qualità di regista solido e con un ottimo tiro da tre: “Zeliko, vuoi allenare il Partizan?”. “Fammi finire l’Europeo tranquillo, poi prenderemo una decisione”. “Non hai capito: devi rispondere subito o chiamo un altro”. Obradovic disse sì, lasciò il raduno della Nazionale che avrebbe vinto l’oro a Roma, l’ultimo della Jugoslavia unita, ed è diventato l’allenatore più vincente della storia del basket europeo. Domenica a Berlino, alla guida del Panathinaikos, ha vinto il settimo titolo continentale: i più diretti inseguitori (Ettore Messina, Pedro Ferrandiz, il colonello Gomelski) sono fermi a quattro. Nel calcio, solo Robert Paisley del Liverpool, è riuscito ad arrivare a tre. In più, Obradovic è l’unico ad aver portato sul tetto d’Europa 4 squadre differenti, il Partizan Belgrado, la Joventut Badalona, il Real Madrid e il Panathinaikos Atene, che allena da 10 anni, col quale ha vinto quattro volte.
TREVISO – Carriera miracolosa, considerando che ha conquistato l’Europeo, il titolo Mondiale e l’argento olimpico con la Jugoslavia ridotta a Serbia e Montenegro (ha vinto l’oro iridato sia da giocatore che da allenatore). L’unica squadra che non ha portato al titolo è stata la Benetton Treviso che ha guidato dal 1997 al 1999, vincendo “solo” una coppa Saporta e disputando la Final Four del ’98. Tecnicamente figlio di Aza Nikolic, il creatore della grande Ignis degli Anni 70, è passato dal gioco lento ed estremamente controllato dei primi anni al diventare il più D’Antoniano dei tecnici europei, anche se per lui la difesa è la base di ogni successo. La sua filosofia è semplice: “Una stella deve esserlo sul campo, se arriva 10’ in ritardo all’allenamento è solo una persona che ha mancato di rispetto ai compagni e all’allenatore”.
IO ED ETTORE – Dopo il trionfo contro il Cska di Ettore Messina, il quarto su quattro finali disputate contro il tecnico italiano, ha raccontato: “Cosa potrei dirvi dopo una partita così? La mia prima impressione e’ che abbiamo meritato di vincere prima dell’ultimo tiro sbagliato da Siskauskas allo scadere. La cosa importante è che il Panathinaikos abbia vinto la quinta Eurolega della sua storia e che nei miei 10 anni ad Atene abbiamo disputato 21 finali, vincendone 18. Dei miei trofei, non mi interesso”. “I miei giocatori sanno che tipo di allenatore e di persona sono: dico chiaramente quello che sento. Così come ho sempre ripetuto che sono felice in Europa e al Panathinaikos e di allenare nella Nba non ci ho mai pensato: non mi mancano mai gli stimoli per cercare di migliorare e vincere ancora. Penso che la Nba sia una competizione che piace agli spettatori, con grandi tecnici e giocatori, ma io la penso diversamente: là, durante la stagione regolare, si gioca per lo show, noi sempre per vincere. E’ questo quello per cui viviamo. Ma se Ettore Messina deciderà di allenare in America, farò il tifo per lui. Sono felice del rapporto di amicizia che c’è tra noi”.

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BASKET – In Grecia l’Eurolega, Messina perde dalla bestia nera Obradovic

from www.gazzetta.it

I greci si impongono 73-71 nell’atto conclusivo sul Cska Mosca del tecnico italiano, ancora una volta beffato dalla sua bestia nera Obradovic. Siskauskas allo scadere ha in mano la tripla del sorpasso ma la spedisce sul ferro

Il Panathinaikos si prende l'Eurolega. Ciam/Cast
Il Panathinaikos si prende l’Eurolega. Ciam/Cast
BERLINO (Germania), 3 maggio 2009 – Il Panathinaikos Atene batte il Cska Mosca 73-71 nella finale di Eurolega (guarda gli highlight) e conquista per la quinta volta il titolo europeo, due in meno di Zelimir Obradovic, l’allenatore che ha riscritto tutti i record del basket continentale e ha quasi doppiato gli inseguitori fermi a quattro trionfi, come Ettore Messina che per la quarta volta nella sua straordinaria carriera si è trovato di fronte in finale l’ex allenatore della Benetton, e per la quarta volta ha perso, come 2 anni fa di soli 2 punti. Sotto di 20 punti all’intervallo, il Cska ha avuto con Siskauskas allo scadere il tiro della vittoria, ma è finito sul ferro.
FUGA GRECA – Parte bene il Cska, cercando Lorbek in area proprio dove il Panathinaikos è superiore (7-12). Ma il lavoro di Pekovic è comunque utile, Lorbek commette il 2° fallo dopo 5’, e la sfida è troppo grande per Kaun, anche se l’anno scorso ha vinto il campionato universitario con Kansas. Anche l’ingresso di Siskauskas, eroe della semifinale, produce solo disastri: arriva il primo 10-0 dei greci (17-12), ma il crollo per Messina arriva a inizio del 2° quarto, con il secondo 10-0 del Panathinaikos (33-21). Preoccupato di fermare lo strapotere avversario in area e sui pick and roll, il Cska si scopre sul tiro da tre degli avversari, fino a quel momento gelato. Jasikevicius e Diamantidis rompono il ghiaccio, il greco, per l’ennesima volta miglior difensore dell’Eurolega, produce 8 punti in 7’ e la sua squadra scappa mentre l’attacco dei campioni in carica è annichilito dalla difesa e dalle indecisioni. L’ultima selva di triple del Panathinaikos prima del riposo, che porta a 7/10 il totale del quarto, dà l’idea di una partita senza ritorno già all’intervallo (48-28): nel Cska attacca solo Holden (12 punti), dall’altra parte Spanuolis è già a 10 ma sono i 4 assist di Jasikevicius a far girare il Panathinaikos come un orologio. Mosca prova ad essere più aggressiva anche in attacco con Langdon, ma il Panathinaikos continua a tirare da 3 meravigliosamente (56-33) per permettere a Messina di rimontare davvero.
REAZIONE CSKA – Ma, dal 24’, anche l’attacco greco si inceppa e non segna più per 8’ mentre Langdon da solo fa 11 punti in 7’, compresa la prima tripla segnata dal Cska dopo lo 0/7 iniziale (56-43). Che non capitalizza, però, al meglio la sfilza di palloni che recupera, riuscendo comunque grazie alla difesa a produrre un 13-0 per il 56-46 dell’ultimo riposo. La secca del Panathinaikos continua anche nei primi 2’ del 4° quarto e al 32’, il Cska è a -6 (56-50) quando anche Planinic e Smodis entrano in gara. Fotsis, da tre, segna il primo canestro del Panathinaikos dopo 8’, poi, tra tanti campioni miliardari in campo, i punti più pesanti della finali li segna Stratos Perperoglou, 25enne di Ilisiakos, che riporta a +13 i greci. Che, però, non sono più padroni assoluti della gara: al 37’, il Cska è -5, Spanoulis realizza da 3, ma a 40″ dal verdetto, il punteggio è 70-66 e c’è Khryapa in lunetta. L’ex Bulls sbaglia i due liberi e sembra finita. No, il Pana perde palla per infrazione di 8″ e Siskauskas segna da tre: 70-69. Mancano 10″, Diamantidis fa 2/2 dalla lunetta, dopo 1″ Siskauskas lo eguaglia e a 5″ dalla fine tocca a Jasikevicius che sbaglia il primo tiro (73-71): Siskauskas, che segna 9 punti nell’ultimo quarto, ha in mano il tiro della vittoria, ma il miracolo non si compie e Spanoulis viene eletto mvp della Final Four.
Atene: Spanoulis, Fotsis 13, Diamantidis, Jasikevicus 10
Mosca: Holden 14, Siskauskas, Langdon 13
BARCELLONA TERZO – Nella finale per il 3° posto, il Barcellona ha battuto l’Olympiacos 95-79 (Andersen 20, Basile 3 punti) mentre il torneo juniores è stato vinto ancora dall’Fmp Belgrado. Segnatevi questo nome: Nenad Miljenovic, classe 1993 (due in meno del limite), fisico e viso ancora da bambino, che ha realizzato 17 punti nella finale col Lyetuvos con 10 rimbalzi e 8 assist. Se ne parlerà di nuovo.

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BASKET – Arrivano in Italia gli Harlem Globetrotters

from www.gazzetta.it

La più famosa squadra del mondo sbarca per il quarto anno consecutivo nello stivale con sei esibizioni dal 29 aprile al 4 maggio. Appuntamenti a Cuneo, Bologna, Bolzano, Verona, Porto San Giorgio e Roma

Gli Harlem Globetrotters entrano in campo sulle note di Sweet Georgia Brown

Gli Harlem Globetrotters entrano in campo sulle note di Sweet Georgia Brown
MILANO, 24 aprile 2009 – Rieccoli, sono tornati. Sono gli Harlem Globetrotters, la più famosa squadra di basket del mondo. Passano gli anni, anche i decenni, ma i giocolieri della pallacanestro restano il più famoso gruppo di cestisti del pianeta: non c’è gialloviola Lakers o biancoverde Celtics che tenga, i più riconoscibili sono gli Harlem e le loro casacche bianche, rosse e blu che ricalcano i colori della bandiera statunitense.Per il quarto anno consecutivo saranno in Italia, questa volta tra il 29 aprile e il 4 maggio, per sei partite-esibizione che uniranno, come tradizione, agonismo e spettacolo in un mix, ormai storico di gag e giocate spettacolari.
Nati nel 1926, dal genio di un promoter chiamato Abe Saperstein, divennero in breve tempo l’esempio vivente di come si possa coniugare sport e allegria: nei decenni hanno giocato di fronte a papi e dittatori, sono passati da avere squadre ricche di campioni (Wilt Chamberlain iniziò la sua carriera da pro con gli Harlem) fino a essere più intrattenitori che altro, ma la magia di sketch e numeri di alta classe non è mai svanita. Nella loro storia hanno giocato più di 23.000 partite, vincendo quasi sempre anche grazie alla “compiacenza” di storici sparing partner come i Washington Generals e i New York Nationals.
Il programma del tour italiano prevede fermate a Cuneo (29 aprile), Bologna (30 aprile), Bolzano (1 maggio), Verona (2 maggio), Porto San Giorgio (3 maggio) e Roma (4 maggio). La prevendita dei biglietti è in corso attraverso www.ticketweb.it.

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BASKET – Bene l’Olio Carli, in difficoltà l’Olimpia

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BASKET NBA – Primi risultati dei playoff

from www.gazzetta.it

Prima sorpresa dei playoff: i Bulls, trascinati da una monumentale prestazione (36 punti e 11 rimbalzi) del rookie Derrick Rose, si impongono 105-103 al supplementare in casa dei campioni. I Cavs non hanno problemi a superare i Pistons: James firma 38 punti

Derrick Rose, 36 punti e 11 assist, la chiave della vittoria di Chicago a Boston. Ap

Derrick Rose, 36 punti e 11 assist, la chiave della vittoria di Chicago a Boston. Ap
NEW YORK, 18 aprile 2009 – I playoff Nba non poteva iniziare in maniera più scoppiettante. Una fenomenale prestazione del rookie Derrick Rose (36 punti e 11 assist) lancia i Chicago Bulls a una clamorosa conquista del campo di Boston in gara-1. Nell’altra sfida nessun problema per Cleveland, che si sbarazza di Detroit anche grazie ai 38 punti di James
Boston Celtics-Chicago Bulls 103-105 (dts)
Benvenuto nei playoff Nba Mister Derrick Rose! La prima scelta dell’ultimo draft debutta nella postseason con 36 punti, gli stessi di Kareem Abdul Jabbar e uno in più di Chris Paul nella loro prima partita di playoff. Il rookie spinge subito con grande personalità, Noah lo segue portando grinta e dominando a rimbalzo, mentre Salmons è rallentato da un problema all’inguine. Rajon Rondo non è da meno di Rose con 12 punti (6/8) nel primo scintillante quarto (28-28), seguito da Perkins (4/4 per 8 punti). I due Big Threes rimasti di Boston, Allen e Pierce, sono quasi invisibili nel primo tempo. Allen sbaglia addirittura una schiacciata verso la fine del secondo quarto, quando una brillante Chicago conduce 49-42. All’intervallo Doc Rivers deve correggere la transizione difensiva, troppo lenta per fermare le incursioni di Rose e risvegliare Pierce (1/4) e Allen (1/7). Kevin Garnett non riesce a stare in panchina e guarda la ripresa dagli spogliatoi. Rose ricomincia con 10 punti in 5’, ma Pierce trova due triple che danno carica ai Celtics. Gli arbitri chiamano due falli consecutivi ai Bulls e mettono alla prova la forza mentale di Chicago. C’è poi una rara tripla di Rondo per il sorpasso Celtics (68-67), poi con un parziale di 10-4 e un concreto Glen Davis, Boston torna in testa (72-71). L’ultimo quarto è una battaglia: tre punti di House pareggiano sul 75, ma Rose da solo tiene a galla Chicago. Una tripla di Gordon (12 punti negli ultimi 10′) dà il +5 ai Bulls con 4’33” da giocare, ma Pierce e Rondo riportano avanti Boston. Pierce regala il +1 a Boston con 2/2 ai liberi a 37″ dalla fine, ma ancora Rose sorpassa a 31″ dalla sirena. Ray Allen sbaglia da tre, ma Rondo realizza in acrobazia (96-95 a 22″ dalla fine). Due liberi di Rose riportano sopra Chicago, poi Pierce sbaglia il secondo tiro libero negli ultimi due secondi, costringendo Boston all’overtime, dove Tyrus Thomas fa la differenza con 6 degli 8 punti dei Bulls. I Celtics vengono traditi da Allen, che sbaglia l’ultimo tiro dall’angolo condannando Boston: la guardia, un anno fa inconcludente nei primi due turni di playoff, inizia con 4 punti e 1/12 dal campo (0/6 da tre), ma stavolta, senza Garnett, i Celtics non possono permettersi di aspettare l’ex Seattle. L’eroe del giorno Derrick Rose: “Siamo entrambi molto competitivi in campo – dice sulla sfida con Rondo -. Ho cercato di attaccarlo sempre. È stato divertente”.
Boston: Rondo 29 (12/21), Pierce 23 (8/21), Davis 18, Perkins 14. Rimbalzi: Rondo 9. Assist: Rondo 7.
Chicago: Rose 36 (12/19, 12/12 tl), Gordon 20, Thomas 16, Salmons 12, Noah 11. Rimbalzi: Noah 17. Assist: Rose 11.
Cleveland Cavaliers-Detroit Pistons 102-84
Dopo una regular season da record, i Cleveland Cavaliers di LeBron James si fanno trovare pronti anche nella prima gara dei playoff e non lasciano scampo a Detroit, giocando una solida gara con lo stesso grande spirito di squadra che li ha contraddistinti nel corso del campionato. L’approccio è quello giusto e non c’è da meravigliarsi con King James in missione speciale alla ricerca del suo primo anello. All’intervallo i Cavs hanno 12 punti di vantaggio: il Prescelto ne segna 22 punti con 8/10, e delizia il pubblico con giocate che vanno dalle potenti schiacciate a due mani, al passaggio smarcante con la mano sinistra che taglia la difesa avversaria, alla tripla da metà campo sul suono della sirena. I Pistons che hanno un buon contributo da Stuckey, ma i padroni di casa mantengono il controllo nel secondo tempo, tranne per un breve momento all’inizio del quarto periodo (con James in panchina a prendere fiato) e Detroit torna a -8 con 7-2 di parziale. I Pistons però non danno mai l’impressione di poter girare la partita, e non sono in grado di opporre un’adeguata resistenza a James. Cleveland vola sul +20 nel finale e si assicura il meritato successo. Gara-1 ha confermato la supremazia dei Cavs sui Pistons attuali, lontani parenti della grande squadra di qualche tempo fa. Detroit concede il 53% dal campo. L’analisi di James a fine gara è lucidissima: “Detroit difende bene se l’attacco ristagna. Abbiamo mosso bene il pallone, trovando varchi e conquistando viaggi in lunetta. Quando loro hanno iniziato ad aiutare meglio, noi abbiamo servito i tiratori liberi”.
Cleveland: James 38 (13/20, 11/14 tl), Smith 13, Williams, Ilgauskas e West 12. Rimbalzi: Ilgauskas 10. Assist: James 7.
Detroit: Stuckey 20 (7/21), Hamilton 15, Wallace 13, McDyess 10. Rimbalzi: Wallace e Brown 9. Assist: Stuckey e Hamilton 4.

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BASKET – Scatta l’ora play-out

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Ora si fa sul serio. Finita la lunga pletora di partite che han caratterizzato la stagione regolare e la successiva fase di classificazione, da oggi scattano, per C regionale e D maschile, playoff e playout. Per la categoria maggiore le sfide salvezza vedono di scena le due ponentine, reduci da un’annata non esaltante ma comunque in piena corsa per restare in categoria.
A dare il via alle ostilità, oggi alle 21 al Centro Acquarone di Chiavari, è l’Olio Carli Imperia che, chiuso al primo posto il girone salvezza, disputa gara-1 in casa del Villaggio Chiavari, secondo. Domani alle 21 al PalaRuffini toccherà invece all’Olimpia Taggia, terza, ricevere il Cffs Cogoleto, ultimo nella poule promozione. Gli incontri di ritorno, a campi invertiti, mercoledì alle 21, con le eventuali belle sabato prossimo sui campi di Imperia e Cogoleto. Le vincenti saranno salve mentre le sconfitte si dovranno giocare la permanenza con Pro Recco e Junior Rapallo. Già retrocesso il Pegli.
Iniziano domani alle 19 anche i playoff di D, per i quali si è qualificato il Bc Ospedaletti, dopo l’ottima poule di classificazione. Per i quarti di finale gli orange sono ospiti dell’Ardita Juventus nella palestra di via Cagliari a Genova. Si chiude la stagione regolare di Promozione, col Ventimiglia che oggi alle 20,30 fa visita all’Amatori Savona mentre il Bordighera ospita domani alle 18 il Finale.

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