CALCIO – Pelè, nemmeno mille euro al mese

from www.eurosport.it

O Rei confessa di guadagnare meno di mille euro al mese di pensione

Tremila reais al mese, ovvero 995 euro al cambio ufficiale di oggi. E’ l’ammontare della pensione da ex calciatore, pagatagli dall’Inss (in pratica l’Inps brasiliano) che Pelé ha rivelato di percepire già da qualche mese.

Lo ha fatto nel corso di una lunga intervista pubblicata dal settimanale brasiliano ‘Veja’ in cui il 68enne ‘O Rei’ ha precisato di essere un pensionato dall’ottobre dell’anno scorso. “E non è tutto perché, come pensionato, al cinema pago metà del prezzo del biglietto e ho diritto a non pagare sui mezzi pubblici”.

O Rei ha poi spiegato che in realtà vive molto bene, “al punto che se sapranno amministrare il patrimonio neppure i miei nipoti avranno bisogno di lavorare”. Ma non tanto grazie ai guadagni ottenuti da calciatore, ma per quanto ha fatto, come ‘conferenziere’ e grazie agli sponsor, al di fuori del campo. “Non sono diventato ricco grazie al pallone – ha rivelato Pelé – perché ai miei tempi non si guadagnava come oggi. La maggior parte dei soldi li ho fatti dopo che ho smesso di giocare”.

Visto l’ammontare della sua pensione, non è quindi un caso che alcuni colleghi di nazionale di Pelé nei tre Mondiali vinti (’58, ’62 e ’70), meno abili nelle pubbliche relazioni e con a disposizione solo i guadagni ‘del campo’, si trovino ora in condizioni di miseria, come ad esempio due difensori del Brasile di Messico ’70 costretti a vendere tutti i cimeli delle loro carriere, compresa la riproduzione della Coppa Rimet che la federcalcio brasiliana regalo’ ad ognuno dei componenti della spedizione di quel Mondiale, per commemorare la conquista definitiva del trofeo.

Pelé non ha di questi problemi, al punto da aver rifiutato proposte molto ‘generose’. “Ai tempi di Usa ’94 – ha spiegato – un’impresa che produce whisky sarebbe stata disposta a darmi qualsiasi cifra pur di poter riprodurre il mio viso sulla loro etichetta. Ma io ho rifiutato, perché non ho mai fatto pubblicità a bevande alcoliche, anche se non posso dire che non mi sono mai divertito grazie a certi drink”.

Dopo aver ribadito di considerarsi più bravo di Maradona, concetto espresso più volte anche in passato, (“tutti lo sanno: lui aveva solo il piede sinistro, io anche il destro e segnavo tanti gol anche di testa”), ‘O Rei’ ha rivelato di sentirsi ancora molto amato negli Stati Uniti (dove ha giocato nei New York Cosmos della defunta Nasl) e di essere stato invitato alla cerimonia d’insediamento del Presidente Barack Obama. “Non mi è stato possibile andare – ha detto Pelé – perché in quei giorni avevo degli impegni pubblicitari. Però gli ho mandato un messaggio di auguri, e Obama mi ha risposto con una e-mail in cui mi dice che ha bisogno del Brasile, e che il suo ed il mio paese devono lavorare assieme. Quando Barack avrà un momento di calma, lo andrò a trovare per prendere un caffé insieme, come ho già fatto con Kennedy, Nixon e Clinton. Scherzando, ho detto a Obama che in questi quattro anni può diventare più famoso di me, però il Re rimango sempre io”.

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