BOXE – Tragico schianto in auto, muore Parisi, oro a Seul ’88

from www.gazzetta.it

L’ex campione del mondo di pugilato e medaglia d’oro ai Giochi del 1988, 41 anni, è deceduto in seguito a un incidente stradale avvenuto sulla tangenziale di Voghera: l’auto sulla quale viaggiava si è scontrata frontalmente con un camion

Giovanni Parisi, medaglia d'oro ai Giochi di Seul '88. Omega

Giovanni Parisi, medaglia d’oro ai Giochi di Seul ’88. Omega
VOGHERA (Pavia), 25 marzo 2009 – Il mondo dello sport italiano è in lutto: Giovanni Parisi, 41 anni, ex campione del mondo di pugilato e campione olimpico a Seul nel 1988, è morto questa sera in un incidente stradale avvenuto sulla tangenziale di Voghera. L’auto sulla quale viaggiava, verso le 20 e 40, si è scontrata frontalmente con un camion. Parisi, originario di Vibo Valentia, ma da molti anni residente a Voghera, è morto sul colpo. Sposato con Silvia e padre di tre bambini, era da solo al volante della sua BMW coupè color amaranto e stava dirigendosi verso la propria abitazione, una villa nell’immediata periferia cittadina, a poche centinaia di metri dallo svincolo di Medassino della stessa superstrada. Per cause ancora in fase d’accertamento, la potente autovettura si è scontrata frontalmente con un furgone, un Iveco 35/10, che trasportava materiale elettrico, il cui conducente è ricoverato al pronto soccorso dell’ospedale civile di Voghera. L’urto è stato violentissimo ed entrambi i veicoli sono finiti fuori strada, in un fosso accanto alla tangenziale: la parte anteriore della BMW della medaglia d’oro olimpica di Seul, nell’impatto devastante col camioncino, “è come esplosa” hanno raccontato i primi soccorritori. L’auto si è letteralmente disintegrata, non lasciando scampo a Giovanni Parisi. Quando, sul posto, sono arrivati i sanitari del 118, l’equipaggio medicalizzato non ha potuto far altro che constatare il decesso dell’ex-campione. La tangenziale di Voghera è ancora chiusa al traffico, in entrambi i sensi di marcia, nel tratto teatro dell’incidente.
IL DOLORE DI FALCINELLI – “Per me è una perdita dolorosissima – ricorda Franco Falcinelli, presidente della Federpugilato e nell’88 commissario tecnico di quell’Italia di cui Parisi fu simbolo olimpico -. Ricordo ancora quando, finito il match, Giovanni alzò le braccia al cielo e dedicò la medaglia d’oro alla madre scomparsa da poco”.
TRISTE BENVENUTI – “È una brutta sera, perdere la vita a 41 anni è brutto per tutti”. Nino Benvenuti traccia il suo personale ricordo. “Ci lascia un grande vuoto – continua -. Era un campione, tra i grandi della storia. È un momento di tristezza e ne approfitto per fare le condoglianze alla famiglia e alle persone che gli volevano bene. Il pugilato perde uno dei suoi campioni, Parisi lascia un vuoto incolmabile, anche per le sue qualità di uomo. Aveva una bellissima tecnica pugilistica che esercitava in maniera chiara. Non aveva il pugno del ko ma i suoi colpi erano precisi e diretti e gli avversari spesso si trovavano per terra. Il suo era un pugilato piacevole. Purtroppo questa sera Giovanni è finito ko”.
IL RICORDO DI ROSI – E’ sconvolto Gianfranco Rosi nell’apprendere della morte di Giovanni. “In questo momento riesco solo a piangere, ed è difficile trovare le parole per esprimere il dolore che provo, pensando che ci eravamo visti meno di due settimane fa a Chianciano Terme, in occasione delle elezioni federali – dice l’ex campione del mondo ed ex rivale di Parisi all’Ansa – e ci saremmo risentiti nei prossimi giorni, perché anche lui sarebbe entrato a far parte della nostra nazionale di calcio dei pugili”. “In passato – aggiunge Rosi – tra di noi i rapporti non erano stati sempre ottimi, ma da qualche anno eravamo tornati a essere grandi amici, perché il pugilato è soprattutto amicizia e questo era lo spirito che c’era tra me e Giovanni. Mi legano a lui tanti ricordi splendidi e sono questi che mi resteranno dentro per sempre”.
LE LACRIME DI OLIVA – “Sono di quelle notizie che ti spezzano il cuore”. Così Patrizio Oliva commenta la scomparsa di Parisi. “Ho perso un amico, era un bravo ragazzo, una persona eccezionale. L’ho seguito a Seul quando è diventato campione olimpico e io dissi che la sua era una medaglia più bella di quella mia a Mosca, perché aveva lottato con i più forti avversari delle nazioni maggiormente competitive, mentre le mie olimpiade erano dimezzate per problemi politici. Fu una grande vittoria di Giovanni. Chi era Parisi? Il suo palmares parlava chiaro, ha vinto tutto, campione del mondo in due categorie, un grosso picchiatore con tutte e due le mani, un pugile completo. Lo avevo seguito fin da ragazzino e avrei scommesso che sarebbe diventato un grande campione. Quali erano i suoi progetti? Come tutti noi che amiamo questo sport voleva rimanere nell’ambito della boxe e voleva dedicarsi all’organizzazione. Sarebbe stata una gran bella cosa per tutto il movimento”.

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