CICLISMO – Cavendish, l’inglese che ama l’americana

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Il trionfatore della Sanremo è in Polonia per i Mondiali su pista, che l’hanno visto solo settimo nello scratch. Stasera ci riprova nella staffetta a coppie, che lo vide trionfare 4 anni fa, diciannovenne, a Los Angeles con Hayles

Mark Cavendish (primo asinistra), 23 anni, in pista. Reuters

Mark Cavendish (primo asinistra), 23 anni, in pista. Reuters
PRUSZKOW (Polonia), 28 marzo 2009 – Caccia al tris, sette giorni dopo il trionfo di Sanremo che lo ha catapultato in un nuovo pianeta. Mark Cavendish ha assorbito in fretta il settimo posto di giovedì nello scratch, lui che aveva tutti gli occhi puntati addosso e invece è stato messo nel sacco dai califfi della pista. “Sono dispiaciuto perché io vorrei vincere sempre e non ci sono riuscito, ma lo scratch mi doveva servire per rompere il ghiaccio in vista dell’americana”: così si era giustificato “Cannonball” a fine prova, consapevole che spesso non basta essere il più forte e il più gettonato per vincere una gara che è tutto fuorché scontata come lo scratch.
I PRECEDENTI – Ma oggi si fa sul serio. E l’americana (diretta Eurosport dalle 19, differita RaiSport Più dalle 22.45) è la specialità che sta più a cuore al campioncino del Team Columbia. Perché quattro anni fa a Los Angeles, diciannovenne sconosciuto, ha conquistato il primo titolo iridato, in coppia con Hayles. Perché dodici mesi fa ha vinto nel Mondiale di casa, a Manchester, insieme a Bradley Wiggins. E soprattutto perché ai Giochi di Pechino, sempre con Wiggins, con l’8° posto finale ha dovuto incassare la prima grande delusione della carriera, così cocente da dichiarare che “in pista non ci sarebbe più tornato”. Invece, sette mesi dopo, eccolo di nuovo sul parquet: “E’ eccitante essere tornato”. E la gara di stasera porterà con sé la suggestione di una coppia che ha più di un denominatore comune.
IL COMPAGNO – Anche il compagno del re di Sanremo – Peter Kennaugh, classe ’89 – viene dall’Isola di Man. E come fu a suo tempo per Cavendish, anche lui fa parte dell’Olympic Academy, il gruppo di under 23 britannici seguiti da Maximilian Sciandri che fa base per buona parte dell’anno a Quarrata, in Toscana. Mark, poi, ci tiene ad aggiungere che “Peter ha la stessa età che avevo io quando vinsi il mio primo titolo. Lo conosco da quando ha 4 anni, ho visto i suoi progressi: è forte, sono certo che questa esperienza sarà importante per la sua carriera”. Gli inizi, del resto, parlano da soli: Kennaugh nel 2006 ha vinto l’oro iridato juniores nello scratch e l’anno scorso si è fatto conoscere anche in Italia, vincendo il Gp Capodarco e il Trofeo Bastianelli, due delle classiche dilettantistiche più importanti del calendario su strada. Di certo l’Isola di Man pregusta un oro dal sapore speciale, per la soddisfazione dello stesso Sciandri, a cui già spettano molti meriti dell’esplosione di Cavendish. “Non dovete stupirvi se Mark è venuto a questi Mondiali subito dopo aver vinto la Sanremo – dice al riguardo l’ex pro’ anglo-toscano -: lui la pista ce l’ha nel Dna e la farà sempre. Sta bene, la sconfitta nello scratch l’ha digerita, l’americana è la sua gara, anche se non l’ha mai provata in coppia con Kennaugh. Sono sicuro che quei due faranno il botto”.

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