PUGILATO – Risultati del Trofeo Rovereto

 PUGILISTICA FREDIANI IMPERIA : FRANCA AFFERMAZIONE NELTROFEO ROVERETO 

La pugilistica Frediani di Imperia ,presente sul territorio da oltre dieci anni ,ha  conseguito un importante alloro ,in una difficile categoria ed in un prestigioso torneo ove mai , dalla istituzione del “Trofeo di Rovereto” un pugile ligure si era saputo imporre. Cadrin Kerekes  ,21 anni appena compiuti , il regalo di compleanno ha saputo farselo da sé ed insieme lo ha fatto ai suoi allenatori e dirigenti che lo seguono dal 2004 quando ,cadetto , esordi nella prima manifestazione pugilistica che riportava ,finalmente , lo spettacolo della boxe ad Imperia dopo una lunga pausa di inattività.

Bruno Frediani ,maestro insegnante , forte della sua enorme esperienza sui quadrati di tutta Europa ,con l’aiuto di Paolo Frediani ,istruttore giovanile e del direttore sportivo Aron Kerekes ,padre di Cadrin ,ha costruito negli anni ,fisicamente e tecnicamente , un pugile evoluto ,forse già pronto per ambiziosi traguardi cui  ,la “Pugilistica Freudiani” aveva portato il superwelter Matteo Signani ,poi divenuto ,sotto altri colori ,campione d’Italia nei pesi medi professionisti .

Kerekes ha dimostrato in questa durissima competizione articolata su tre fasi che comportavano  pesanti trasferte a Rovereto ove si sono disputate le fasi eliminatorie del torneo, i quarti , la semifinale ,ed infine la finale del 28 marzo ,una maturità ed una preparazione che fanno di lui un sicuro talento per il futuro : capacità e varietà di colpi ,rapidità di esecuzione ,determinazione nell’occupare lo spazio del ring e imporre il proprio ritmo sono le sue doti ,emerse prepotentemente nelle varie fasi del torneo ma suggellate dalle prestazioni  rese contro due atleti di una palestra molto importante della Lombardia per il passato professionistico dei due fratelli Lauri che la conducono a Varese ,la “Panthers Lauri Boxing Team Varese” superati d’infilata in semifinale e finale ovvero Diego Rimoldi e Alessandro Marchetta . I suoi occhi da “tigre” non tradiscono emozione e ,a dispetto del mite carattere del ragazzo denotano una feroce determinazione sul ring che fa intendere immediatamente all’avversario chi condurrà l’incontro .In effetti ogni match si vince per metà prima di salire sul quadrato (preparazione psico-fisica) e per metà al suo centro (imponendo la propria boxe) ma entrambe le fasi dipendono altrettanto equamente , dal fisico e dal cervello dell’atleta . Questo secondo requisito spesso fa prevalere chi riesce ad ottimizzare le risorse atletiche con un’automatismo gestuale che deriva da una corretta  impostazione stilistica .

Questo è il caso di Cadrin cui tutto il movimento pugilistico ligure guarda con attenzione e stima.

Il 18 aprile sarà nuovamente di scena in Francia ,a Nizza ,per affrontare un avversario di grande spessore ,Hamdi Mira : sarà un’altru duro combattimento ma ora nulla potrà più essere facile per Cadrin Kerekes proiettato verso traguardi importanti.

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