TENNIS – Nadal vince ancora a Montecarlo

from www.gazzetta.it

Nella finale del Masters Series del Principato, il numero 1 del mondo conquista il torneo per la 5ª volta consecutiva battendo il serbo in finale per 6-3 2-6 6-1. Per lo spagnolo è il 34° titolo in carriera: “Ma posso e devo migliorare, soprattutto con la seconda di servizio”

Rafael Nadal esulta sulla terra rossa di Montecarlo. Reuters

Rafael Nadal esulta sulla terra rossa di Montecarlo. Reuters
MONTECARLO, 10 aprile 2009 – Il loro meglio non basta ancora. Questo dicono gli assalti di Andy Murray e di Novak Djokovic al re della terra rossa e della classifica mondiale, Rafa Nadal. Che firma il quinto Montecarlo consecutivo. La sensazione non nasce dal set perso per strada dal mancino di Maiorca, il primo dopo 31 vittoriosi consecutivi, ma dalla tattica e dalla tenuta dei due sfidanti: uno finora lontanissimo dai livelli alti, almeno sul rosso, l’altro comunque sempre battuto, e, ultimamente, in coppa Davis, in modo fin troppo netto. Ma stavolta sia lo scozzese che somiglia a Mecir, sia il serbo che ricorda Lendl, non solo sono riusciti a tener botta, fisicamente, al toro spagnolo, ma lo hanno anche messo nell’angolo con una strategia aggressiva, fatta di possenti fiondate e di varietà, con smorzate e discese a rete. Da cui il vero godimento per gli spettatori, perché spesso, altrimenti, il gioco sulla terra rossa si trasforma in una maratona. Mentre, ora che è stata segnata una strada, anche altri attaccheranno Nadal cercando di prendere l’iniziativa.
MINACCIA – “Come contro Federer, bisogna credere di poter vincere e non bisogna snaturare il proprio gioco, ma esaltarlo, accentuarlo, spingendo al massimo sull’acceleratore”, aveva minacciato Murray, che mai era arrivato alle semifinali di un Masters 1000 come Montecarlo, cioè di un torneo con 9 dei primi 10 del mondo. Non c’è riuscito finché non è stato sull’orlo del baratro, ma lì ha rovesciato il 5-2, e ha ceduto solo a tie-break e solo per due miracoli di Rafa. E ce l’ha fatta prendendosi molti rischi. Lo stesso è successo a Djokovic che, in partenza, aveva detto: “Bisogna crederci, altrimenti è inutile andare in campo. Io mi faccio coraggio con il match di Amburgo dell’anno scorso, che ho perso, ma giocando giusto”. Ce l’ha fatta, anche lui, tirando forte e negli angoli, scendendo a rete più che mai, sfoderando una smorzata dietro l’altra. Anche se poi ha pagato il prezzo dello sforzo psico-fisico, crollando nel finale.
FIDUCIA – Il problema è che, pur ancora non al meglio, al primo torneo stagionale sulla prediletta terra rossa, ma dopo il primo inizio anno davvero convincente sul cemento (trionfo agli Australian Open e a Indian Wells, partita probabilmente regalata a Del Potro a Miami), Rafa ha comunque vinto ancora, e alla grande, il Masters Series numero 14: “Per me è sempre importante cominciare la stagione sulla terra in questo modo, prendo fiducia. Anche se la cosa più importante è il titolo. E se dovessi scegliere il torneo Masters Series da vincere prima del Roland Garros sceglierei questo: la città, l’atmosfera, la storia del torneo, è tutto speciale. Mi sono emozionato”. Un unico neo, il servizio: “Con la seconda andavo a 120 all’ora, un disastro. Migliorerò giocando partite. Ma di certo dovrò migliorare”.

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