RUGBY – A venti giorni dal terribile terremoto, il L’Aquila torna a giocare e a vincere

from www.gazzetta.it

A venti giorni dal terremoto, il club abruzzese è tornato in campo a San Donà (Venezia) con una maglia speciale e vince conquistando i playoff: “Siamo un simbolo”. Prima della gara un minuto di silenzio dedicato a Lorenzo Sebastiani, una delle trecento vittime del sisma

L'Aquila in posa prima della partita. Martelli

L’Aquila in posa prima della partita. Martelli
SAN DONA’ (Venezia), 26 aprile 2009 – Lo stadio del rugby di San Donà non era così gremito da tempo. Una stima di 1500 spettatori è forse per difetto. Nemmeno i derby richiamano tanta gente. E non è perché i padroni di casa sono all’ultima partita stagionale interna. E’ perché, a San Donà, c’è L’Aquila, alla “prima” dopo il terremoto. Tra le due squadre, cariche di storia, è la 63ª sfida. Ma, anche se ora si è in serie A, cioè in B, mai la sfida è stata così carica di significati. E la retorica del rugby non c’entra. I giocatori entrano scortati da “scoiattoli” con caschetto: sono i bimbi del settore giovanile. L’Aquila è guidata da capitan Zaffiri, un azzurro, una bandiera. Il silenzio del minuto di raccoglimento è assordante. I due gruppi si uniscono abbracciati in cerchio, le lacrime rigano il viso di molti. Lontano, un cane abbaia.
PER LORENZO – Solidarietà, vicinanza, accoglienza: il Comune veneziano ha adottato il club neroverde. Si sono mobilitati in tanti. L’amministrazione locale ha ospitato le 39 persone dello staff e ha devoluto alla popolazione colpita dal sisma una somma pari al doppio dell’incasso di giornata. Per l’occasione, sulle maglie biancoarancio aquilane, spicca il rosone della basilica di Collemaggio, danneggiata dalle scosse. I ragazzi, sette aquilani su quindici, al braccio sinistro portano un segno di lutto. Bocchini gioca col n. 23: la società, alla vigilia del match, ha ritirato il n. 1, quello del pilone sinistro, quello del 20enne Lorenzo Sebastiani, una delle trecento vittime della sciagura. Uno di loro. Per sempre. Il sindaco di San Donà, Francesca Zaccariotto, alla sua memoria, ha deciso di intitolare una via del quartiere che nascerà a ridosso dello stadio. Lorenzo, mentre pure il cielo si metterà a piangere, sarà nominato mvp della partita. “Dalle tendopoli a San Donà, solo una voce… skrocchià”, tener dritta la schiena. “L’Aquila torna a vivere”. “L’Aquila bella, me te vojio revedè”. Gli striscioni delle Brigate neroverdi valgono più di tanti discorsi. I tifosi ospiti, giunti anche in pullman, sono un centinaio. Con quelli di San Donà fanno a gara a chi grida più forte, ma il gemellaggio è spontaneo.
DOPPIA VITTORIA – L’Aquila vince due volte. In campo è in confusione solo nei primi minuti, poi con quattro mete (doppietta di Farmer) e 16 punti al piede di Sweeney, deborda. Finisce 36-8. C’è il punto di bonus, c’è la conquista dei playoff. C’è tanta commozione. C’è tutto l’orgoglio abruzzese. “Andiamo avanti — dice Zaffiri — perché siamo un simbolo della città che rinascerà”. “L’arbitro — racconta l’allenatore Lorenzo Cavallo — in spogliatoio, leggendo la lista-gara, ha citato per primo Sebastiani. Ci manca, continuiamo anche per lui”. “L’Aquila si riprenderà — aggiunge Carlo Pallotta, eroe per caso dei soccorsi — oggi noi apprezziamo anche le cose più banali”. La giornata si chiude al Plebiscito di Padova, dove L’Aquila nel 1994 conquistò l’ultimo dei suoi cinque scudetti. Al termine del Veneto Derby-Day, i giocatori di Treviso, Rovigo, Padova e Venezia fanno un lungo corridoio in mezzo al quale, con Massimo Mascioletti in testa, sfilano gli abruzzesi. Negli stessi minuti, a Bordeaux, i concittadini Festuccia, Masi e l’ex Lo Cicero celebrano il ritorno del Racing Parigi nel Super 14 francese. L’Aquila risorgerà.

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