CHAMPIONS LEAGUE – Polemiche a Roma sulle manifestazioni a corredo della Finale

from www.repubblica.it

La protesta degli archeologi alla proposta di trasformare il monumento di Roma in arena sportiva in occasione della finale di calcio

ROMA – Se il tiro non infila lo specchio della porta, potrebbe centrare quello del portale. E il pallone infrangersi sui rilievi dell’Arco di Costantino. Il monumento si trova nella traiettoria del campetto di calcio che sta per essere costruito a Roma. Accanto a quello che sarà steso poco distante, all’ombra del Colosseo. I due rettangoli verdi, con tanto di linee, porte e panchine, servono a far giocare i visitatori dello Uefa Champions Festival Colosseum. È previsto dal 23 al 27 maggio, giorno della finale all’Olimpico tra le vincenti di Barcellona-Chelsea e Arsenal-Manchester.

Ma, contro l’idea del Campidoglio di portare 200 mila tifosi (tanti furono i frequentatori del Festival a Mosca per la finale del 2008) a scontrarsi con le migliaia di turisti che ogni giorno visitano l’anfiteatro dei Flavi, si scagliano gli archeologi. “È una sciocchezza – taglia corto Adriano La Regina – peraltro portare nuovi visitatori in quell’area è un pericolo per la sicurezza”. E Andrea Carandini: “Spero che il sindaco Alemanno ci ripensi. Si tratta di una manifestazione neanche velatamente culturale, quindi impropria per una sede storica”.

Le porte dell’arena che ospitava belve e gladiatori si apriranno il 25 maggio. Ma per il concerto di Andrea Bocelli organizzato per finanziare i restauri dei monumenti colpiti dal sisma in Abruzzo. E il giorno dopo, sotto le volte della Basilica di Massenzio, Margaret Mazzantini aprirà il Festival delle Letterature 2009. Reading e note si confonderanno così con le urla dei tifosi. E i gabinetti chimici, gli stand, le tribune e le bandiere-sponsor del Festival Colosseum (innanzitutto la Sony), impatteranno con le verticali delle colonne classiche.

“Sul complesso monumentale – spiega la direttrice del Colosseo, Rossella Rea – gravano numerosi vincoli. Uno dei quali vieta qualunque forma di pubblicità. E nessuna deroga è mai stata concessa nella piazza”. Nemmeno la Banca di Roma poté reclamizzare il suo marchio quando contribuì al restauro della facciata.

Ma non è solo un problema di decoro. “Il Festival è talmente invasivo e pericoloso che equivale a dieci concerti della Nannini” ammette il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, che a dicembre si oppose allo show della cantautrice all’ombra del Colosseo. Ora Giro cerca di mediare. Ma l’ultima parola sullo “stadio” nella piazza di proprietà comunale spetta alle soprintendenze statali. E il braccio di ferro sul match di boxe del 2007 Cantatore-Gurov sotto all’Arco di Costantino vide il soprintendente Bottini avere la peggio.

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