CICLISMO – Ecco il Mondiale di Mendrisio, il terrore dei ciclisti

from www.gazzetta.it

Mendrisio, il Mondiale
che fa già tremare

Ballan, Di Luca, Basso, Cunego, Garzelli, Pozzato, Nibali e Visconti, accompagnati dal c.t. Ballerini, hanno pedalato sul circuito che ospiterà la prova iridata il 27 settembre: la prima impressione è che sarà una gara durissima. Di Luca: “L’uomo da battere è uno solo, Valverde”. Ballerini: “Temibile anche Sanchez”. Tutti d’accordo invece: sarà sfida Italia-Spagna

MENDRISIO (Svizzera), 22 giugno 2009 – Il 27 settembre sarà un Mondiale durissimo. I numeri delle carte infatti parlano chiaro: 19 giri di un circuito di 13,8 km con un dislivello di 245 metri al giro, cioè 262,2 km e 4655 metri di ascesa totali. Partenza e arrivo nella zona degli impianti sportivi di Mendrisio.

L'altimetria del circuito delle prove in linea
L’altimetria del circuito delle prove in linea

PRIMA SALITA — Dopo i primi 1.930 m i corridori affrontano la prima asperità con una salita di 1.600 m che nei primi 820 m attraversa il centro di Mendrisio fino ai piedi della salita dell’Acqua Fresca, uno strappo di 780 m con una pendenza media superiore al 10% e punte al 12. Qui si raggiunge il punto più alto del circuito posto ai 438 metri di Castel San Pietro, dove inizia l’unica discesa: 4.580 m tecnicamente difficili che portano alla quota più bassa del tracciato, i 250 metri di Balerna.

SECONDA SALITA — Dopo solo 1.420 m pianeggianti ecco la seconda asperità del circuito: la salita della Torrazza di Novazzano, teatro della sfida Mondiale del 1971 tra Felice Gimondi ed Eddy Merckx: 1.750 m di lunghezza con tratti di pendenza attorno al 10% per raggiungere quota 376 metri. Da questo trampolino di lancio i corridori si tuffano verso il traguardo affrontando prima una facile discesa di 800 m e poi il tratto finale pianeggiante di 1.810 m che da Genestrerio conduce all’arrivo.

L'altimetria della cronometro uomini
L’altimetria della cronometro uomini

BURRASCA — Circuito iridato sul quale oggi ha pedalato una quasi Nazionale. Con il c.t. Franco Ballerini a visionare il percorso si sono trovati in otto: l’iridato Alessandro Ballan, Ivan Basso, Damiano Cunego, Danilo Di Luca, Stefano Garzelli, Filippo Pozzato, Vincenzo Nibali e Giovanni Visconti. Danilo Di Luca, che per caratteristiche e carisma potrebbe essere il capitano della squadra, punta subito al cuore del problema: “Qui c’è solo un uomo da battere: Alejandro. E basta”. Lo spagnolo Valverde, sempre che possa essere al via visto che è al centro di un controverso caso di doping, sarà “il” rivale. “Visto come è andata a finire negli ultimi anni mi auguro che sia ancora una sfida Italia-Spagna – spiega Ballerini -. Anche se c’è da dire che la burrasca di Varese potrebbe avere compattato gli spagnoli. Oltre a Valverde comunque dovremo fare attenzione a Samuel Sanchez che non a caso è campione olimpico”. Poi il c.t. indica in Andy Schleck la possibile alternativa. Ivan Basso, invece, fa il nome di Fabian Cancellara come avversario temibile.

L'altimetria della cronometro donne
L’altimetria della cronometro donne

INSIDIA VENTO — Per ora Ballerini non parla di possibili tattiche di gara (“Lo faremo tra un mese”) però s’informa bene sul vento perché “ad Hamilton stravolse la corsa. Sulla salita dura era contro, davanti si moriva e a ruota si chiacchierava. Il vento cambiò i valori in campo”. Marco Vitali, l’ex pro’ ticinese che fa da cicerone, gli racconta che “qui 80 giorni su cento c’è vento. ma contrariamente a oggi che tira da nord, di solito arriva da sud. Quindi dalla cima della seconda salita all’arrivo è a favore”.

NUOVO CAPITANO — Non ci sarà più la punta Bettini, ma neppure il regista Rebellin. “Il suo ruolo potrebbe essere ricoperto da Stefano Garzelli – spiega il c.t. – ma anche dallo stesso Bruseghin”. Boonen, che ieri nonostante il no ricevuto dagli organizzatori del Tour de France alla tv fiamminga ha dichiarato di essere pressoché certo di essere al via, lo ha definito adatto alle sue possibilità. “O non ha visto il percorso, o era molto distratto”, sibila Di Luca. “E anche per Freire la vedo molto difficile. Cosa posso fare io? Per essere al via devo essere al 110 per cento della condizione”, gli fa eco con onestà Pippo Pozzato.

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