BEACH VOLLEY – Mondiali di Norvegia, è andata male all’Italia

from www.gazzetta.it

Italia, Mondiale finito

Matteo Varnier e Paolo Nicolai eliminati dai canadesi Van Huizen-Redmann: ancora una volta l’Italia non arriva agli ottavi, traguardo che manca dal 1999. Out anche Daniela Gioria e Giulia Mormoli, battute dalle sorelle Schwaiger

STAVANGER (Norvegia), 2 luglio 2009 – Il Mondiale dell’Italia finisce qui, ai sedicesimi di finale. Quello di Matteo Varnier e Paolo Nicolai interrotto dai canadesi Van Huizen e Redmann. Quello di Daniela Gioria e Giulia Momoli invece ha sbattuto contro le sorelle austriache Doris e Stefanie Schwaiger. Con la differenza che mentre le ragazze escono con una prestazione nonostante tutto buona, la stessa cosa non la si può dire per i maschi.

Daniela Gioria e Giulia Momoli. Fivb
Daniela Gioria e Giulia Momoli. Fivb

GIORIA-MOMOLI — Cominciamo da Daniela e Giulia, allora. Le sorelle loro avversarie, avevano chiuso il 2008 da coppia numero 10 mondo. E nell’unico precedente si erano imposte 2-0: era accaduto un anno fa proprio qui in Norvegia, nell’altra sede di World Tour, Kristiansand, in quell’occasione le austriache furono terze, loro miglior piazzamento. Questo per dire che l’impegno, per le nostre, era parecchio duro. Ciò nonostante Gioria e Momoli hanno vinto bene il 1° set: solide in ricezione, attente in difesa, sprecone in contrattacco, ma capaci di 3 ace. Quanto è bastato per il 21-18. Combattutissimo il secondo, in cui entrambe le coppie hanno avuto grosse difficoltà al cambio palla. Quindi mille difese, e altrettanti colpi di scena. Le Schwaiger sono arrivate in vantaggio 20-17, quindi con tre set ball, due sul cambio palla: Gioria ha attaccato di seconda e ha fatto 18-20; ace di Momoli 19-20; difesa in corsa e attacco di Gioria e 20 pari. Sul 21-21 la battuta di Momoli ha sbattuto sul nastro, si è fermata per un attimo, ed è ricaduta nel campo italiano. Poi Doris ha indovinato la difesa e Stefi ha attaccato di seconda Nel tiebreak le austriache hanno martellato la Gioria in ricezione. Le nostre hanno inseguito (4-8, 9-13). Si è riproposta la stessa situazione del secondo: 10-14 Austria. Cambio palla di Momoli (11-14), attacco in rete di Doris (12-14), ace di Momoli (13-14). Quindi Doris riceve e attacca, Gioria sembra fermarla a muro, la palla resta sul nastro e quando scende l’”azzurra” non riesce a controllarla. E’ il 13-15 che manda a casa le italiane, al 17° posto.

VARNIER-NICCOLAI — Stesso piazzamento per i ragazzi. Van Huizen-Redmann, i canadesi che incontravano in questi sedicesimi, sono una coppia strana, in positivo e in negativo. Nel senso che questo è il loro secondo torneo insieme. E la scarsa conoscenza delle loro dinamiche, in un circuito dove tutti sanno tutto di ogni avversario, alla fine è stata senz’altro una delle cause della fuoriuscita degli azzurri dal torneo. Non la sola, ovviamente. Anzi, prima di tutto i nostri devono guardare a se stessi. Varnier evidentemente ancora non si fida a far roteare troppo la spalla destra a cui in inverno è stato operato. Questo però lo si sapeva fin dall’inizio. Non tira mai la battuta, per l’attacco si affida quasi sempre a tocchetti di fino e di giustezza. Non è una colpa, è un dato di fatto, ed è certamente un handicap per la coppia. Se a questo aggiungiamo che si è sciupato un set e un po’ concedendo il cambio palla in attacco al gigantesco Van Huizen, ecco che si cominciano a delineare le ragioni di una sconfitta evitabile. E se infine contiamo i nostri errori nel solo primo parziale e arriviamo a quota 10 ( 6 in battuta), tutto è purtroppo chiarissimo. Peccato, perché Redmann, poco più che uno sconosciuto, in tutto ha giocato solo 10 tappe di Swatch World Tour, senza mai andare oltre al 17° posto. Qui, nel torneo più importante della sua carriera, è già almeno nono. Ha dimostrato di essere un fulmine nelle difese in corsa, è vero. Ma tutto il resto sarebbe stato da testare un po’ meglio. Peccato che i nostri (Varnier) lo abbiano preso per la prima volta in difesa per il 12-14 del 2° set. E, guarda caso, subito dopo i canadesi hanno sbagliato tre attacchi di fila (15-14 Italia). Però quando regali così tanto, una volta che trovi quantomeno l’equilibrio, devi sperare di non avere sfortuna. Perché poi in pochi punti ti giochi tutto. Basta che l’arbitro ti fischi un’invasione aerea più che dubbia (a Nicolai, poteva essere 18-16 per noi, si è andati 17-17), e il più è fatto, per il Canada. A cui a quel punto è bastata una difesa di Redmann per andare agli ottavi. Ovvero dove l’Italia coi maschi non arriva da 5 Mondiali, da Marsiglia ’99 (Pimponi e Raffaelli furono noni). Ci riproveremo tra due anni, in casa, al Foro Italico di Roma.

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