OLIMPIADI – Piscinopoli inguaierà la candidatura Olimpica dell’Italia??

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Scandalo nuoto, un guaio
per la candidatura olimpica

Lo scandalo del nuoto, ormai, corre sul Web: anche al Cio, comitato olimpico internazionale, sono stati subito informati. I dirigenti dello sport mondiale sono radunati a Copenghen: domani verrà confermato Jacques Rogge alla presidenza, come vice dovrebbe essere votato Mario Pescante (un riconoscimento prestigioso), inoltre golf e rugby a sette entreranno a far parte della famiglia olimpica da Rio 2016. L’Italia, come noto, vuole candidarsi per l’edizione olimpica del 2020, e non dovrebbe avere avversari terribili anche perché molte Nazioni (fra queste Australia, Russia, Spagna, Olanda, Giappone e Usa) sono candidate per ospitare i Mondiali di calcio del 2018. Ma certo lo scandalo del nuoto non aiuta affatto e dà un’immagine negativa sui dirigenti sportivi italiani. L’Italia, come noto, è anche in corsa per gli Europei 2016 e visto che non manca molto tempo (entro metà febbraio va presentata la candidatura) il premier Silvio Berlusconi dovrà uscire allo scoperto e decidere se appoggiare gli Europei di calcio (con gli stadi che abbiano non ci sono molte chances) oppure l’Olimpiade. Sperando che le polemiche Roma-Venezia possano esaurirsi presto. E che qualcuno si informa sui criteri necessari per poterla spuntare nella corsa elettorale. I dirigenti del Cio di solito fanno così: prendono la mappa della città candidata per l’Olimpiade e fanno un cerchio (olimpico). Gli impianti, Villaggio compreso, devono stare tutti lì, racchiusi in un raggio di 8 chilometri. Forse questo chi propone di gareggiare a Venezia-Treviso-Padova o, peggio ancora , a Venezia-Roma non lo sa. Sono undici i punti su cui si basano le valutazioni del Comitato olimpico internazionale. Eccoli: 1) supporto governo, aspetti legali, opinione pubblica; 2) infrastrutture generali; 3) impianti sportivi; 4) Villaggio olimpico; 5) impatto e condizioni ambientali; 6) alloggi; 7) sistema trasporti; 8 ) sicurezza; 9) esperienza di eventi sportivi già organizzati; 10) finanze; 11) valutazione generale progetto ed eredità. Ogni punto ha un suo peso: in occasione dell’assegnazione dei Giochi 2016, il report del Cio aveva messo al primo posto Rio (che poi ha vinto), seguita da Tokyo, Chicago e Madrid. Una curiosità: nel 2004, Rio era stata scartata perché non aveva i requisiti e nella volata finale Londra riuscì a spuntarla su Parigi, New York, Madrid e Mosca aggiudicandosi così l’edizione 2012. Ora ci prova l’Italia: con più speranze forse di quanto sostiene Franco Carraro (“abbiamo un venti, massimo un venticinque per cento di probabilità di farcela”), che consiglia però silenzio e massima discrezione. In questi casi, le polemiche politiche non giovano mai. Gli scandali ancora meno. Peccato perché, al momento, l’Italia è la quinta potenza al mondo nello sport, un risultato clamoroso. Sono stati tenuti conto i risultati ottenuti ai Mondiali di qualsiasi disciplina (ultima la scherma) dopo Pechino 2008. Un sogno poterci confermare a Londra 2012 come quinta potenza, lasciando alle spalle Nazioni importanti come la stessa Gran Bretagna. Petrucci e Pagnozzi sanno comunque che ci sono “sacche” di crisi: l’atletica leggera, alcuni sport di squadra. Il basket e il volley, per fare un esempio, non hanno mai vinto un oro olimpico. Il calcio una sola volta. La pallanuoto è naufragata. Martedì 13 ottobre intanto si svolgerà al salone d’onore del Coni un convegno internazionale sullo sport femminile. Parteciperanno molti ct, italiani (fra cui Barbolini, neo campione europeo) e stranieri. Il seminario avrà inizio alle ore 9.

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