CICLISMO – Addio a Vandenbroucke

from www. gazzetta.it

Addio Vandenbroucke
L’ultima notte con una ragazza

Un amico corridore che era con lui in Senegal ha dichiarato che il ciclista ha passato le ultime ore con una ragazza del posto. “E’ arrivato all’una ed era ubriaco”, ha detto un inserviente dell’albergo. L’autopsia domani o giovedì a Dakar

MILANO, 13 ottobre 2009 – Frank Vandenbroucke è giunto domenica pomeriggio in Senegal. Poche ore prima di morire. Lo ha raccontato alla tv belga Rtbf un ciclista suo amico, Fabio Polazzi. Con il campione c’era la giovane donna che – secondo l’amico – avrebbe spiegato alla Polizia che l’ex vincitore della Liegi-Bastogne-Liegi era svenuto in seguito ad un malore. Polazzi ha spiegato che Vandenbroucke è stato trovato morto lunedì verso le 15.30 nell’albergo “Maison Bleue”. A detta dell’amico, che sostiene di avere visto Vandenbroucke per l’ultima volta attorno alla mezzanotte di domenica, il ciclista belga, al momento del ritrovamento del cadavere, era già morto da diverse ore. Polazzi è stato avvertito della morte del belga nel tardo pomeriggio di ieri dalle forze dell’ ordine.

UBRIACO — Emergono nuovi particolari dal personale della “Maison Blue”, l’albergo in cui è stato trovato morto il ciclista. “Quando è arrivato, alle due del mattino, era ubriaco – ha detto un inserviente che ha preferito mantenere l’anonimato -. Era insieme a una senegalese. Lui si era rifiutato di fornire le sue generalità e i documenti, la donna che lo accompagnava si è registrata al suo posto. Gli abbiamo servito una birra. Intorno alle 4 la sua compagna è venuta a chiederci uno strofinaccio, perchè lui aveva vomitato. Dalle 13 non è più uscito dalla camera. Poi alle 20 il titolare mi ha chiamato e mi ha detto che il cliente era morto”. Secondo l’emittente belga Radio 1 accanto al corpo senza vita di Frank Vandenbroucke sono stati trovati tranquillanti ed insulina. Lo riferisce l’edizione online del quotidiano Le Soir. I medicinali, si legge, erano sul comodino. La gendarmeria senegalese ha reso noto che l’autopsia della salma sarà eseguita domani o giovedì a Dakar.

COMMENTI — La morte del ciclista belga Frank Vandenbroucke ha sconvolto il mondo del ciclismo. “Ci ha lasciato un atleta che ha avuto una carriera brillante ma troppo breve”, ha detto Laurent De Backer, presidente della Federciclismo belga. “Quando ho saputo del suo tentato suicidio di due anni fa – ha detto Alain Deloeil, il suo ex direttore sportivo – mi sono detto ‘finirà come Marco Pantani’. Ma non pensavo che potesse succedere una cosa del genere. Negli ultimi tempi l’avevo trovato bene: aveva corso alcuni criterium in Belgio e si era comportato bene. L’ho visto sereno, so che il suo manager gli stava cercando una squadra per l’anno prossimo. Era una persona adorabile, un grande atleta. Ma una delle caratteristiche più importanti per un campione è la solidità mentale, e in questo lui ha sempre avuto problemi”.

L'ingresso dell'abergo dov'è stato ritrovato VDB. Afp
L’ingresso dell’abergo dov’è stato ritrovato VDB. Afp

JAMES DEAN DEL CICLISMO — La stampa belga ha parlato di lui come di una “stella maledetta”, del “James Dean del ciclismo”. “Poteva diventare più grande di Eddy Merckx – scrive la Dernière Heure – ma è finito in uno scenario alla Pantani”. “Sono amareggiato e sorpreso – ha detto Patrick Lefevere, general manager della Quick Step – Vidi Franck martedì scorso in occasione della presentazione di un libro. Mi disse che era molto deluso perchè non riusciva a trovare una squadra per la prossima stagione”. “L’annuncio della morte di Frank è davvero terribile – ha aggiunto – ma non voglio dire di più perchè non conosco le circostanze della sua morte”. “Una morte annunciata” secondo Ivano Fanini. Il patron dell’ Amore e Vita inoltre afferma ” avevo pensato di chiamarlo nella mia squadra, se alla fine fosse rimasto a piedi. Era un campione nato”.

Vandenbroucke nel 2003. Afp
Vandenbroucke nel 2003. Afp

I FAMILIARI — La madre, Chantal Vanruymbeke, aveva parlato con lui dopo il suo arrivo in Africa: “Era contento, alloggiava in un albergo molto bello in Senegal. Ero al settimo cielo perchè pensavo di avere recuperato nostro figlio dopo dieci anni durissimi e ora succede questo. Sono sconvolta”, ha detto la mamma di Vandenbroucke al quotidiano Het Nieuwsblad. “L’unica cosa di cui si può accusare il mondo del ciclismo è di averlo fatto passare professionista a 19 anni, prima di chiunque altro”, ha detto invece il padre, Jean-Jacques Vandenbroucke, in una dichiarazione riportata dal quotidiano francese L’Equipe. “Forse era ancora troppo fragile, ma nessuno di noi può mettere in discussione il suo talento. Lo abbiamo lasciato nelle mani dei direttori sportivi e dei manager, nei meccanismi del sistema-squadra. È stata la fine. Forse sarebbe stato meglio farlo diventare professionista a 22-23 anni come succede a molti, con un po’ di maturità in più. Ma non era nello sport che aveva problemi, ma nella sua vita privata in cui si è fatto molto male”. Per lo zio Jean-Luc Vandenbroucke, primo direttore sportivo di suo nipote ai tempi della Lotto, la sua tragica fine “non è che una mezza sorpresa. Sapevamo che Frank non stava bene, che aveva continui sbalzi d’umore. Temevo che potesse finire male, alla Pantani, perchè Frank ha avuto un percorso difficile”. Nei prossimi giorni dovrebbe essere effettuata l’autopsia sul corpo di Vandenbroucke per fare chiarezza sulle cause della sua morte.

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1 commento »

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