Archive for BASKET

NBA – Cambio di regolamento

from http://www.playitusa.it

Dopo averlo tollerato fino a questo momento, pur essendo una chiara infrazione di passi, la Nba ha deciso di legalizzare il terzo passo, vedi ad esempio ricezione in movimento e penetrazione stile Kobe o Lebren.
La Nba sul suo sito ufficiale, ha creato un pagina dedicata a questo cambiamento del regolamento (nella sezione videorulebook) dove si possono vedere alcuni esempi con spiegazione di casi dubbi e da chiarire. Su una sua comunicazione spiega meglio la regola: Un giocatore che riceve la palla durante la corsa o che sta per terminare l’azione di palleggio può effettuare 2 passi prima di tirare, passare o fermarsi.
Questo cambiamento si può spiegare con l’intenzione da parte della Nba di aumentare la fluidità e spettacolarità delle partite, anche se può avere delle controindicazioni quando la Nazionale Usa dovrà partecipare a Olimpiadi e Mondiali, in quanto in queste competizioni internazionali, viene utilizzato il regolamento FIBA dove non è concesso correre senza inziare il palleggio.

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BASKET – Partita di campionato di serie C per la Pallacanestro Imperia

Secondo appuntamento del campionato di serie C Regionale per i ragazzi della LINFA TV Pallacanestro Imperia del Presidente Bisbano che saranno impegnati sul campo casalingo Sabato 10 Ottobre ore 21:00 contro l’Aurora Basket Chiavari. Vi aspettiamo numerosi……

Fulvio Damonte
www.pallacanestroimperia.it

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BASKET NBA – Parte la stagione dei Toronto “International” Raptors

from http://www.gazzetta.it

Raptors, è l’anno della verità. “Faremo grandi cose”

Toronto si è ufficialmente radunata prima di trasferirsi ad Ottawa per i primi giorni del training camp: dodici i volti nuovi. Grande attesa per il duo italiano Bargnani-Belinelli.

Andrea: “Voglio essere un giocatore migliore”

TORONTO, 29 settembre 2009 – Media Day anche a Toronto dove la squadra si è ufficialmente radunata ieri pomeriggio prima di trasferirsi ad Ottawa per i primi giorni del training camp. Solo tre i giocatori reduci dal roster dell’ultima stagione, il nucleo portante Calderon-Bosh-Bargnani, ma moltissimi i volti nuovi (dodici per la precisione) tra cui quelli familiari di Belinelli, Turkoglu e Nesterovic, quelli di giocatori di supporto piuttosto affermati come Evans, Wright e Jack, per finire al rookie DeRozan e ai meno riconoscibili Amir Johnson e Sonny Weems. Il clima è un po’ da primo giorno di scuola, ognuno con la maglia di gara di un bianco candido perfetto per le foto ufficiali. Quella di Marco Belinelli con un bello zero stampato sul petto: “Oggi la indosso per la prima volta”, dice il Beli tutto fiero come un bravo scolaretto. La sua maglia non è ancora in vendita nel negozio dell’arena mentre si trova già la numero 26 di Hedo Turkoglu (a decidere è la Nba, non dipende dai Raptors ci spiega il pr della squadra), ma Marco si augura di vederla presto esposta. E si capisce che il neo-Raptor non sta più nella pelle per iniziare la stagione e provare a chi l’ha fortemente voluto, il presidente Bryan Colangelo, di essere all’altezza. Colangelo non ha dubbi in proposito e l’ha ribadito anche ieri: “Belinelli farà grandi cose. L’anno scorso è stato a tratti spettacolare con Golden State, e quest’anno avrà maggiori opportunità. Ci garantirà comunque punti. Credo che Belinelli sia un candidato per vincere il premio di Most Improved Player o di Sixth Man se dovesse partire dalla panchina”.

Belinelli e Bargnani: Toronto si aspetta grandi cose dai due italiani. Reuters
Belinelli e Bargnani: Toronto si aspetta grandi cose dai due italiani. Reuters

BIG MAN — Oltre a Belinelli, il nuovo giocatore più elogiato dal presidente è il big man tutto muscoli Reggie Evans, sul quale Colangelo svela un aneddoto dei giorni scorsi: “Durante un allenamento Evans ha reso la vita difficile a Bargnani con la sua fisicità, fino a creare una certa frustrazione in Andrea, che però il giorno seguente si è presentato con una marcia in più. Pronto mentalmente, e fisicamente a rispondere alla sfida. Credo che la presenza di Evans, con la sua aggressività, potrà solo rendere competitivi e intensi gli allenamenti, e avrà un grande impatto sulla squadra”. E Bargnani stesso lo ha già riconosciuto: “Evans è un ottimo acquisto che porterà alla squadra una certa durezza che ci mancava”.

MAGO — Il primo giocatore ad apparire per le interviste nella nuova area super tecnologica dell’Air Canada Centre, dove ha sede lo studio di Raptors Tv, è stato proprio Andrea Bargnani. Il Mago, in sintonia con il suo carattere, non ha voluto pronosticare la posizione finale di Toronto nella Eastern Conference (dove dopo le tre favorite Boston, Cleveland e Orlando è lotta aperta per il quarto posto), e si è limitato a dire che la squadra attuale è quella sulla carta più forte da quando gioca con i Raptors. Si è invece sbilanciato Colangelo con chiarezza: “L’obiettivo è ovviamente di ottenere più delle 33 vittorie dell’anno scorso, e anche se i playoff sono la prima tappa obbligata, l’ideale sarebbe arrivarci in condizione di giocarcela anche nel secondo turno, vale a dire finire la regular season in quarta posizione”. A parte le tre favorite ad Est, Colangelo vede come prima rivale Washington che “si è molto migliorata, pur cambiando poco. Anche il ritorno di Arenas la rende una squadra molto interessante. Poi ci sono sempre Atlanta e Miami”. Una reporter della tv locale chiede a Bargnani se quest’anno sarà più cattivo sul campo e Andrea risponde: “Vorrei essere un giocatore migliore. Non tanto essere più cattivo, voglio cercare di essere un giocatore migliore”. A Marco Belinelli chiediamo qualche anticipazione su DeRozan, visto che se la vedrà contro di lui in allenamento e per i minuti in campo: “Siamo giocatori diversi, io più tiratore e lui molto esplosivo che attacca il canestro. È comunque pronto per giocare, poi ripeto, per me quintetto o no cambia poco”. Mentre Calderon sponsorizza l’acquisto di Turkoglu, che per la sua abilità nel creare gioco per i compagni darà allo spagnolo ottime occasioni di tiro, il turco dichiara che la scelta di firmare per Toronto è stata facile, perché sa che questo è il posto giusto per continuare ad avere successo.

Hedo Turkoglu e Chris Bosh. Ap
Hedo Turkoglu e Chris Bosh. Ap

MUSCOLI — Intanto Chris Bosh, attorniato dai beatwriters (ossia i giornalisti che seguono anche le trasferte), mostra i muscoli aggiunti nella parte superiore del corpo e parla del suo primo tatuaggio, una specie di progetto segreto. CB4 non sembra turbato dal fatto che dovrà saltare la prima fase del training camp per un guaio muscolare alla gamba. Anche Turkoglu non è al massimo della condizione, logorato dalle fatiche dei playoff con Orlando e dagli Europei con la Turchia, per cui verrà utilizzato col contagocce nelle amichevoli precampionato, la prima delle quali in programma il 6 ottobre contro Philadelphia a London (Ontario). Gli altri, vecchi e nuovi, scalpitano per iniziare a sudare in palestra. Potenzialmente, Toronto è una squadra dalle infinite soluzioni in attacco e tanta gente in grado di far canestro. Sarà fondamentale trovare in fretta la coesione tra i giocatori. Belinelli dice che il gruppo è già buono, e bisogna vedere se l’intesa si tradurrà subito in campo. Gli scettici si domandano già se la difesa sarà sufficientemente valida per portare in alto Toronto, anche perché i migliori difensori della squadra, Jack, Wright ed Evans sono tutti dei comprimari. Se qualcuno dei grandi nomi sarà disposto a sacrificarsi un po’ anche nella metà campo difensiva, attenzione ai Toronto Raptors.

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BASKET NBA – Incredibile, schiaccia in testa e LeBron James e il video gli viene sequestrato

from www.gazzetta.it

Schiaccia in testa a LeBron
E il video viene sequestrato

A un camp per talenti organizzato dallo stesso James un universitario schiaccia a due mani sull’Mvp della Nba. E a fine partita due video con l'”impresa” vengono fatti sparire…

AKRON (OH, Usa), 10 luglio 2009 – Re James è diventato LeBron il tiranno, troppo preoccupato dai risvolti negativi per la sua immagine per lasciare che possa circolare su Internet un video in cui l’Mvp Nba 2008/2009 subisce una schiacciata contro un ragazzo del college. Così ha incaricato il suo sponsor di sequestrare le immagini incriminate, dando però un brutto colpo alla sua reputazione che negli Usa è in calo dalla sconfitta di Cleveland contro Orlando nella finale di Eastern Conference.

IL FATTACCIO — L’episodio è accaduto al LeBron James Skills Academy, camp per 80 giovani talenti di high school e college che la stella dei Cleveland Cavaliers ha organizzato per il quinto anno consecutivo assieme alla Nike, all’università di Akron, Ohio, la sua città natale. Il fattaccio risale a lunedì sera: LeBron sta giocando una partitella che chiude la giornata contro un team composto da atleti del college. Tra gli avversari c’è Jordan Crawford, al terzo anno all’università di Xavier: nei primi 20′ della sfida è lui a schiacciare in testa al padrone di casa. A bordo campo ci sono almeno due telecamere accese, che riprendono l’accaduto e il resto della partitella, durata altre due ore. Alla fine Re James si trasforma in tiranno: chiama a sé uno degli uomini della Nike, che poco dopo si avvicina ai due cameramen confiscando i video della schiacciata.

LeBron James, 24 anni, Mvp dell'Nba nel 2009.
LeBron James, 24 anni, Mvp dell’Nba nel 2009.

ATTACCO E DIFESA — “Un uomo mi si è avvicinato poco dopo aver parlato con LeBron – ha raccontato Ryan Miller, giornalista freelance, uno dei due che hanno assistito alla sfida con la telecamera – .Mi ha detto che doveva prendere il mio nastro, poi ha fatto lo stesso con l’altro tizio”. L’uomo è Lynn Merritt, direttore di Nike basketball, l’azienda sportiva che in occasione delle finali Nba ha trasformato LeBron (e Kobe Bryant) in un pupazzo per spot. La difesa in un comunicato: “Nike organizza questi camp a beneficio dei giovani atleti, e da anni ha una politica molto chiara su quello a cui i media possono o non possono assistere. Sfortunatamente, per la prima volta in quattro anni, due giornalisti non hanno rispettato questa politica, e abbiamo preso provvedimenti”. Miller però ha detto di aver filmato l’intera giornata senza mai ricevere nessuna richiesta di smettere, e che l’uomo Nike si è avvicinato a lui solo dopo aver parlato con LeBron.

NIENTE DI STRANO — Dell’accaduto ha parlato anche Crawford, che il prossimo anno vestirà per la prima volta la maglia di Xavier, dopo una stagione di stop seguita al suo addio a Indiana University: “Non è un problema per me se questo video non si potrà vedere, anche se vorrei che la mia famiglia potesse ammirarlo – ha commentato -.Non credo pensase che io volessi schiacciare, perché è saltato un po’ in ritardo. Ma dopo che l’ho fatto James non ha avuto alcuna reazione: ha semplicemente continuato a giocare. Per me è stato davvero eccitante trovarmelo di fronte”. Crawford ha raccontato di aver realizzato l’importanza della schiacciata (a due mani, approfittando di un passo lento di James, raccontano i testimoni) solo dopo la reazione scomposta degli atleti delle high school che stavano assistendo al match.

CALO D’IMMAGINE — La scelta di non rendere pubblico il video si è rivelata un boomerang per LeBron, la cui popolarità negli Usa è in calo dopo alcune uscite infelici. I tifosi gli imputano ancora l’uscita polemica dal campo dopo la sconfitta in gara-6 della finale di Eastern Conference dei suoi Cavaliers contro Orlando. Poi ci sono le magliette sfoggiate nei primi giorni della offseason, quelle tee-shirt con grandi scritte come “Sono l’Mvp” e “Controlla le mie statistiche” che poco sono piaciute a fan e critica. Ora quest’ultimo scivolone, che ha fatto di Re James un tiranno preso in giro su internet (c’è anche chi ha creato e messo in vendita la maglietta con la scritta: “Ho schiacciato su LeBron… ma mi ha rubato il nastro”): per dimenticare tutto ci vorrebbe forse qualche impresa sul campo, ma l’inizio dell’Nba è ancora lontano.

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BASKET – La pazza sfida di Shaq

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Shaq e il mago dei tiri
Che sfida al playground

Bruce Manley, il maestro dei “trick shot”, è un 25enne del New Jersey capace di numeri da circo col pallone. Ha chiesto a Shaquille O’Neal di affrontarlo sul campo e la stella della Nba ha accettato: in palio mille dollari

NEW YORK, 25 giugno 2009 – Shaquille O’Neal non sa dire no alle sfide. Così quando Bruce Manley, mago dei tiri impossibili, gli ha fatto vedere grazie ad un video su YouTube quello che sapeva fare su un playground, Shaq ha raccolto l’invito: lui e Manley uno contro l’altro su un campo da basket con mille dollari in palio.

SFIDA IMMINENTE  — La partita si farà molto probabilmente già la prossima settimana. A lanciare il guanto di sfida a Big Diesel è stato Thomas Litteer della Left Lane 6, una società di produzione con sede a Orlando e Los Angeles che si occupa di video musicali e filmati su internet e che ha realizzato il video di Manley che tanto ha impressionato O’Neal. “Ho contattato Shaq via Twitter – ha spiegato Litteer – e dopo che lui ha visto quello che Bruce sapeva fare gli ha lanciato la sfida da mille dollari. Ci stiamo muovendo per farla già la prossima settimana, e ci sono già alcuni network interessati a trasmetterla”. Via twitter Litteer ha fatto sapere a Shaq di voler dare all’iniziativa anche un carattere benefico.

IL MAESTRO DEL TRICK AND SHOT — Guardando su YouTube le prodezze di Manley non si può che rimanere impressionati da quello che sa fare con una palla da basket in mano. 25enne del nord New Jersey, Bruce si è appassionato al basket molto presto, anche se alla high school non faceva parte della squadra “perché l’allenatore non sapeva riconoscere il talento”. Il suo marchio di fabbrica, il tiro da dietro la schiena, è nato una decina di anni fa dopo un infortunio alla spalla destra, che gli impediva di lanciare per via del dolore. Da allora Manley si è allenato ogni giorno, e si sta già preparando per il rendez-vous con Shaq. “Bruce sta preparando alcuni movimenti inediti – ha spiegato Litteer -, ma gli ho chiesto di non svelarli per non rovinare la sorpresa”.

HORSE — “Voglio affrontare questo tizio a cavallo per mille dollari” ha scritto il centro in partenza da Phoenix sulla sua pagina di Twitter, dove ha quasi 1.400.000 seguaci e da cui si diverte a lanciare sfide ai grandi di altri sport (l’ultimo è stato Lance Armstrong, che Shaq dovrebbe affrontare in bicicletta il prossimo 25 ottobre a Austin). La Horse, il cavallo, è una variante del basket molto diffusa nei playground. Ci vogliono almeno due partecipanti: il giocatore che inizia può scegliere un qualsiasi tipo di tiro da qualsiasi punto del campo, e se lo mette a segno l’avversario deve ripeterlo esattamente. Se questo sbaglia si becca una H, la prima lettera della parola Horse: perde chi per primo completa la parola. Se a sbagliare il tiro è il primo giocatore, il secondo può allora tirare da qualsiasi parte del campo, e se fa canestro obbliga l’avversario a ripetere il tiro, pena una lettera. A giudicare dalle abilità al tiro di Shaq, uno che in 17 anni di carriera Nba ha messo a segno appena 1 tiro da tre su 21 tentativi, contro Manley avrà davvero vita dura. Ma a Big Diesel le sfide impossibili piacciono da matti.

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BASKET – Per chi crede che si gioca in 5…..

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Professione 12° uomo
Mbenga e gli altri campioni

Il centro dei Lakers è stato una semplice comparsa nella corsa al titolo di Los Angeles, ma anche lui riceverà l’anello e potrà dire: “Io c’ero”. E come lui, in passato, una sfilata di giocatori di culto

DJ Mbenga è nato il 30 dicembre 1980. Afp
DJ Mbenga è nato il 30 dicembre 1980. Afp

MILANO, 18 giugno 2009 – L’apporto di Didier Ilunga-Mbenga nei playoff 2009 è stato di 0.3 punti e 0.4 rimbalzi a partita. Nella serie finale contro i Magic, poi, il belga ha giocato un solo minuto, sbagliando un tiro e acchiapando un solo rimbalzo. In Gara-1, ovviamente, quella stravinta dai Lakers 100-75. Eppure anche lui avrà il suo bell’anello. Con questo non vogliamo denigrare il buon Didier (meglio conosciuto come D.J.), anzi: come il centrone ex Mavericks, tanti altri hanno vinto il titolo Nba praticamente senza giocare.

LAKERS — Merito, o colpa, dei roster a 12. Nei playoff, però, le rotazioni si accorciano parecchio: giocano i più forti, in poche parole. Sette-otto, con minutaggio robusto. Per gli altri, solo le briciole. Poche per il nono o il decimo, figurarsi il dodicesimo. I Lakers, che di titoli ne hanno vinti 15, hanno avuto anche diversi di questi “dodicesimi”. Ai tempi dello Showtime di Pat Riley nomi di culto erano Chuck Nevitt (pivot di 2.26), Mike Smrek (passato anche da Forlì) e Milt Wagner (papà di DaJuan Wagner). Oppure Eddie Jordan: sì, proprio l’allenatore dei 76ers, che nel 1982 vinse il campionato da stra-panchinaro.

GIOCATORI DI CULTO — Nomi e personaggi di culto, dicevamo. Giocatori che da altre parti non combinano niente o quasi, ma che nelle grandi squadre si mettono tranquilli aspettando, se arriverà, il loro turno. Ad esempio Jud Buechler e Mark Madsen: tre e due anelli a testa per loro, rispettivamente con i Bulls e i Lakers. Il primo, grande surfista, era la riserva della riserva della riserva a Chicago. Veniva dopo Jordan, Pippen, Harper, Kerr e persino Randy Brown. Madsen, invece, più che sul parquet, protagonista lo era durante le parate celebrative a Los Angeles con balli scatenati. Da qui il soprannome “Mad Dog”. – Dodicesimi giovani e meno giovani, ragazzi che devono farsi le ossa e vecchie glorie in cerca dell’ultimo grande acuto. Si trova di tutto: Robert Parish, che nei Celtics degli anni Ottanta era uno dei pilastri (tre volte campione Nba), ha chiuso la carriera nel 1997 conquistando l’anello con i Bulls da terzo centro dopo Longley e Wennington. E Tony Massenburg? Girovago del basket (visto anche a Reggio Emilia), a quasi 38 anni ha vinto il primo titolo a San Antonio. Gli Spurs, peraltro, erano la sua dodicesima squadra Nba, un record.

IO C’ERO — Darko Milicic, caso-limite, ha conquistato l’anello da rookie. Ma non esattamente da protagonista: eppure era stato scelto al numero 2 del draft 2003 dai Pistons, dopo LeBron James e prima di Carmelo Anthony. Non che ora stia dando spettacolo ai Grizzlies. Ha addirittura abbandonato il basket per darsi alla vita da predicatore Wayne Simien, ultimo nella rotazione degli Heat campioni Nba del 2006. L’importante, comunque, è esserci. Prendere il treno giusto al momento giusto. Per poter poi dire, a figli e nipoti, “Quell’anno ho vinto l’Nba”. Poco importa se dopo la carriera prende in seguito un versante meno luccicante. L’albo d’oro non fa distinzioni di minutaggi. Basta non chiudere con “zero tituli”, anche nell’Nba.

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BASKET – III° Memorial Luca Valle, Alfa Omega Ostia porta a casa il trofeo

 

 Un grande Memorial e una cornice di pubblico folta e calorosa. Anche quest’anno si riconferma il successo della manifestazione, ormai punto di riferimento del basket giovanile della provincia di Imperia.

Con le premiazioni di domenica 14 giugno si è concluso il 3° Memorial Luca Valle. Tre giorni intensi e spettacolari con partite di alta qualità e giocatori di livello superiore che si sono riuniti con un unico intento, onorare il ricordo di Luca.

Come consuetudine, il torneo si è aperto con il discorso iniziale del Presidente dell’Associazione Gli Amici di Luca, Luca Minghinelli, il Presidente dell’Olimpia Basket Luca Zanchi, l’assessore allo sport del Comune di Taggia Andrea Lanteri e terminato con la benedizione del Parroco di Arma di Taggia Don Benito.

Successivamente sono state presentate le squadre partecipanti al 3° Memorial.

Per quel che riguarda il campo, si è cominciato con la squadra di casa, l’Olimpia Basket che è stata sconfitta dalla compagine romana U S Tiber Roma, giunta alla sua 3° partecipazione consecutiva, per 81 a 51. Nella seconda partita si sono affrontate la Rappresentativa Ligure e il Loano Pool 2000 che ha visto prevalere quest’ultima per 103 a 81. 

Il sabato è stata una giornata ricca di buon basket, si è iniziato alle ore 9 con la prima partita in cui si sono affrontate Asd Torino – Fano Basket, match molto intenso e risoltosi nell’ultimo tempo a favore della  compagine marchigiana per 75 a 70. Alle ore 11, hanno esordito Alfa Omega Ostia e Venaria Basket School che ha visto prevalere la compagine laziale per 95 a 89.

Nel primo pomeriggio l’Olimpia Basket ha subito la seconda sconfitta, contro la Rappresentativa Ligure con il risultato di 106 a 81.  Alle 16:00 l’A.S.D. Torino ha avuto la meglio sul Venaria Basket School nel derby tutto piemontese per 75-72. Durante questo incontro, un simpaticissimo siparietto tra il pubblico torinese e lo staff, con balletti  sugli spalti.

A seguire, la prima delle due semifinali: in un clima di grande tensione agonistica ha inizio la “battaglia” tra Alfa Omega Ostia –  Fano Basket conclusasi con il risultato di 85 – 73.

L’ultima semifinale della giornata di sabato, l’incontro tra US Tiber Roma e Loano Pool 2000, che ha visto prevalere la compagine romana per 78 – 69. 

In serata, per colorire la manifestazione di quest’anno, l’Associazione “Gli Amici Di Luca” ha invitato presso la Darsena di Arma di Taggia, la UNO BAND, gruppo musicale locale, e i “DA MOVE”, cestisti acrobatici, ispirati ai notissimi “Harlem Globtrotters” che hanno deliziato la platea con schiacciate ed evoluzioni aeree coinvolgendo il numeroso pubblico presente.  

La domenica è stata dedicata alle finali,

FINALE 7° – 8° posto OLIMPIA BASKET – VENARIA BASKET SCHOOL 91 – 74

FINALE 5° – 6° posto RAPP LIGURE – ASD TORINO 91 – 68

FINALE 3° – 4° posto FANO BASKET –  LOANO POOL 2000 67 -74 

La Finalissima, derby tutto romano tra U.S Tiber Roma e Alfa Omega Ostia, è stata una partita mozzafiato: 
I primi due tempi caratterizzati da una superiorità fisico-tecnica dell’Alfa Omega che hanno prodotto un vantaggio di + 15. Nella seconda metà è venuto fuori il grande carattere della squadra romana, trasmesso dalla forte personalità del coach “ciccio” Santucci. Nonostante il cuore gettato oltre l’ostacolo, la rimonta della Us Tiber Roma si è infranta sul ferro, al suono della sirena, determinando la vittoria per i valorosi e pragmatici giocatori dell’ Alfa Omega Ostia con il punteggio di 77 – 75. In quanto squadra vincitrice Alfa Omega Ostia sarà ospitata a spese dell’associazione nella prossima edizione. Anche quest’anno per la terza volta consecutiva, i ragazzi romani si sono dovuti accontentare di un sempre più amaro secondo posto.

Il trofeo per il miglior realizzatore è andato a pari merito a Paolo Bussone della Rappresentativa Ligure e Luca Scala del Loano Pool 2000 con 82 punti mentre il trofeo per il miglior giocatore del torneo (decisione presa dai coach delle squadre partecipanti) è stato vinto da Carlo Bonifazi dell’Alfa Omega Ostia; il nuovo premio di quest’edizione come miglior coach è stato assegnato a Pierluigi Santucci della US Tiber Roma.

La famiglia Muzzioli ha istituito un premio speciale al miglior playmaker, Giorgio Donati della Tiber Roma, in memoria di Andrea Muzzioli che ricopriva appunto tale ruolo nelle file dell’Olimpia Basket, tragicamente e prematuramente scomparso.

Sono intervenuti per premiare i partecipanti: Federica Valle, Il sindaco Vincenzo Genduso, il fondatore storico dell’Olimpia Basket Salvatore Dante, il presidente dell’Olimpia Basket Luca Zanchi, i volontari della Croce Bianca di Imperia, il presidente FIP della Liguria Alberto Bennati e il rappresentante della provincia di Imperia Antonio Parisi, Salvatore D’Andrea che ha voluto regalare un trofeo in memoria di suo figlio Giorgio, il dott. Salvatore Taffari presidente dei Lions club Arma e Taggia e il dott.re Emanuelli, Davide Carretta in qualità di rappresentante della UNO BAND.

A chiudere il Memorial Luca Valle sono scese in campo due compagini: la squadra BLU e la squadra BIANCA formate da quanti hanno giocato insieme a Luca. 40 giocatori sono scesi in campo tutti con una maglietta commemorativa che sulla schiena aveva rigorosamente il NUMERO 9! In un simpatico intermezzo i compagni che hanno iniziato l’avventura cestistica con Luca sono state sfidati valorosamente dalle ragazze delle staff.

E’ stato un Torneo entusiasmante, con squadre di alto livello e con uno spessore tecnico di prima qualità. L’Associazione Gli Amici di Luca ringrazia le 8 compagini per aver dato maggior lustro alla manifestazione.

Lo Staff organizzatore dedica un ultimo e affettuoso abbraccio alla famiglia di Luca. Alla sorella Federica, alla mamma Patrizia ed al padre Fulvio per fargli capire ancora una volta che noi siamo e saremo sempre con loro e che Luca vivrà sempre con noi perche: “…NON ESISTE SEPARAZIONE DEFINITIVA FINCHE ESISTE IL RICORDO…”

Per tutte le informazioni, siete caldamente invitati a visitare il sito www.gliamicidiluca.it  e richiedere la nostra amicizia su facebook  cercando “GliAmicidiluca”. Per maggiori notizie tecniche relative a punteggi, risultati, statistiche ecc. www.olimpiabasket.org.     

Un Ringraziamento,  per la disponibilità, la pazienza e le qualità tecniche dimostrate in campo agli arbitri.

Ringraziamo tutti gli sponsor che ci hanno sostenuto, la ditta Biesse, la Fondazione Carige, i Lions Club Arma e Taggia che hanno sponsorizzato le coppe e la Provincia di Imperia; per il patrocinio il comune di Taggia, il comune di Santo Stefano per la concessione del pulmino, la F.i.p. Liguria e il Coni di Imperia. Un ringraziamento sentito va all’Olimpia Basket Arma – Taggia, per il fondamentale sostegno organizzativo.

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