Posts Tagged armstrong

CICLISMO – Presentato il Tour de France 2010

from http://www.gazzetta.it

Ecco il Tour del 2010
Contador: “Gara per scalatori”

Presentata a Parigi la Grande Boucle: 3596 km da Rotterdam (partenza il 3 luglio) a Parigi, attraverso Alpi, Pirenei, Tourmalet (nel Centenario delle prime scalate) e il pavè della Roubaix. Armstrong: “Edizione molto più aperta delle precedenti”

PARIGI, 14 ottobre 2009 – PARIGI, 14 ottobre 2009 – Il via da Rotterdam (nell’Olanda che ospiterà anche la partenza del Giro d’Italia ), il 3 luglio, con un cronoprologo di 8 chilometri. L’arrivo tradizionale sui Campi Elisi di Parigi, il 25. In mezzo: il pavè della Roubaix, 4 settori e 13 degli ultimi 30 chilometri della terza tappa, che finisce vicino alla mitica Foresta di Arenberg; il primo arrivo (di tre) in salita a Morzine; la centralità dei Pirenei a 100 anni dalla loro prima apparizione al Tour, con il Tourmalet proposto due volte in due tappe (una con arrivo in cima); una cronometro di 51 km da Bordeaux a Pauillac, alla vigilia della conclusione. Il Tour de France 2010, presentato questa mattina al Palazzo dei Congressi di Parigi, a grandi linee è questo.

Armstrong e Contador si ignorano sul podio dell'ultimo Tour. Afp
Armstrong e Contador si ignorano sul podio dell’ultimo Tour. Afp

CONTADOR E ARMOSTRONG SI IGNORANO— – Ma naturalmente è anche tanto altro. In prima fila tutto il podio dell’edizione 2009: Contador, Andy Schleck, Armstrong: più Thor Hushovd, maglia verde, Mark Cavendish, re dello sprint con 6 centri nell’ultima edizione. Mentre non c’era Franco Pellizotti, la maglia a pois, che partiva oggi per le vacanze a New York. Per l’Italia ecco Filippo Pozzato, due tappe vinte nella Boucle (2004 e 2007), seduto a fianco di Cavendish. Contador e Armstrong, come previsto, si sono ignorati. E sulla recente inchiesta aperta dalla Procura di Parigi sul ritrovamento di siringhe sospette nella spazzatura delle squadre al Tour (e si era fatto il nome proprio dell’Astana) si sono entrambi detti estremamente tranquilli.

Lance Armstrong, 38 anni. Afp
Lance Armstrong, 38 anni. Afp

PIRENEI DECISIVI — La presentazione è stata aperta da Jean Etienne Amaury, presidente dell’Aso, società organizzatrice: ha fatto un forte appello alle garanzie di credibilità che il Tour deve assicurare, biasimando le divisione tra l’agenzia francese e l’Uci nella lotta al doping. Poi il direttore Christian Prudhomme: “Il Tour è ben più di un evento sportivo”, il saluto del sindaco di Rotterdam Ahmed Aboutaled e finalmente, alle 12.17, via il velo sul percorso. Il motto della 97ª edizione sarà: “L’eterna ricerca delle cime”, per un Tour che promette di decidersi sui Pirenei.

3.600 KM — Qualche numero: circa 3.600 chilometri, di cui appena 59 a cronometro (non ci sarà la cronosquadre). Nessun abbuono, a confermare la tendenza degli ultimi anni. I settori di pavè della Roubaix saranno 4 per complessivi 13 degli ultimi 30 chilometri della terza tappa. I colli da scalare sono 23, 3 in più che nel 2009: le città sede di tappa inedite sono 11. Il Tourmalet, indubbiamente il simbolo della prossima edizione, sarà scalato due volte: la prima nel tappone pirenaico del 20 luglio, che comprende anche Peyresourde, Aspin e Aubisque, la seconda il giorno dopo come arrivo di tappa (era successo solo un’altra volta, nel 1974, che il traguardo fosse posto in cima).

“TOUR PER SCALATORI” — “Mi piace perché è un Tour per scalatori”, ha detto Contador, che chiamato a scegliere un rivale tra Andy Schleck e Armstrong ha risposto: “Andy Schleck”. Armstrong, che poi ha pranzato con il presidente della Repubblica francese Sarkozy (“adora il ciclismo”), ha detto: “Sarà un’edizione molto più aperta della precedente anche perché non c’è la cronosquadre che quest’anno aveva tolto di mezzo molti. Il pavè è eccitante e anche scalare due volte la stessa montagna è qualcosa di unico. Solo 59 chilometri a cronometro? Beh, visto come sono andato quest’anno nelle crono, meglio così…”.

Lascia un commento

CICLISMO – Test privilegiati al tour 2009 per l’Astana?

from http://www.gazzetta.it

“Test privilegiati per Astana”
L’Uci: “Accuse senza fondamento”

Secondo il quotidiano, l’agenzia francese per la lotta al doping ha denunciato con un documento di 10 cartelle il trattamento privilegiato che avrebbe avuto l’Astana, squadra di Contador e Armstrong, all’ultimo Tour. Si attende la reazione dell’Uci e dell’Astana. L’Uci smentisce: “Non ci sono stati trattamenti di favore”

Armstrong e Contador. Afp
Armstrong e Contador. Afp

PARIGI, 5 ottobre 2009 – L’Astana avrebbe usufruito di un trattamento privilegiato da parte dell’Uci nei controlli antidoping durante il Tour de France 2009: questa almeno è l’accusa che – secondo Le Monde – l’agenzia francese per la lotta al doping (Afld) ha rivolto all’Uci. Nell’ultima edizione della Grande Boucle due uomini del team kazako sono saliti sul podio finale: Alberto Contador vincitore del Tour e Lance Armstrong giunto terzo. A rivelare i dettagli della denuncia dell’Afld è il quotidiano parigino, entrato in possesso di un documento spedito oggi dall’agenzia transalpina all’Uci e ai ministri francesi della salute e dello sport, rispettivamente Roselyne Bachelot e Rama Yade, oltre che agli organizzatori del Tour della Aso.

LE IRREGOLARITA’ — Nel documento di 10 pagine sono riportate le considerazioni che i due dottori dell’Afld incaricati di effettuare i controlli al Tour hanno scrupolosamente tenuto durante la corsa a tappe. La Afld, scrive Le Monde, denuncia una serie di irregolaritá nelle procedure antidoping: ritardi ingiustificati di almeno 45 minuti dei corridori in occasione dei controlli in albergo, porte chiuse agli accompagnatori dell’Afld incaricati di vigilare che fra il momento della notifica e il controllo non venissero effettuate manipolazioni, nomi dei corridori da controllare annunciati mezz’ora prima della fine di una tappa. In occasione della crono a squadre del 7 luglio, a un corridore sarebbe stato notificato l’avviso di un test addirittura dal direttore sportivo del suo team prima della partenza.

Armstrong e Contador sul podio. Afp
Armstrong e Contador sul podio. Afp

PRERITIRO NON COMUNICATO — Un’altra anomalia, scrive ancora Le Monde, è data dal fatto che l’Uci ha comunicato le sedi dei ritiri pre-Tour di tutte le squadre ad eccezione di quella dell’Astana. Il rapporto dell’Afld si sofferma anche su un episodio accaduto durante un test cui è stato sottoposto Armstrong il 24 luglio: la presenza di un fotografo non autorizzato avrebbe potuto invalidare l’intero procedimento. Inoltre gli ispettori dell’Uci non avrebbero preso tutte le precauzioni necessarie ad evitare che i corridori fossero informati in anticipo di eventuali test, al contrario ne avrebbero parlato ad alta voce nei ristoranti degli alberghi alla presenza degli atleti. Secondo i medici dell’agenzia transalpina, inoltre, evidenti irregolarità sono state rilevate anche nelle procedure di trasporto e conservazione dei campioni.

“NESSUN FAVORE” — Non si è fatta attendere la risposta dell’Uci, che definisce “inaccettabile” il comportamento dell’agenzia diretta da Pierre Bordry. In una nota il governo del ciclismo mondiale evidenzia come il fatto che il “rapporto sia stato inviato nello stesso momento ai media non costituisce certo un caso”. Le accuse sono definite “infondate e molto gravi” e inoltre l’Uci ricorda che “in seguito ai dubbi precedentemente espressi” aveva già condotto una “serie di controlli sull’Astana che aveva dimostrato come la squadra non era stata in alcun modo favorita”. Alla fine di agosto il presidente dell’Uci McQuaid aveva dichiarato di non aver notizie di positività, nè di riesami relativi all’ultimo Tour de France.

Comments (1)

TOUR DE FRANCE – A Cancellara la prima maglia gialla a Montecarlo

from www.gazzetta.it

Cancellara fulmine giallo
Contador meglio di Armstrong

Lo svizzero della Saxo Bank, grande specialista delle prove contro il tempo, vince la cronometro di Monaco e conquista la prima maglia gialla del Tour de France 2009. Battuti l’ottimo Contador (a 18″) e l’inglese Wiggins (a 19″). Discreta la prova di Armstrong, decimo a 40″ dal vincitore

MONTECARLO, 4 luglio 2009 – Si è mangiato il manubrio, ha inghiottito gli avversari, ha divorato l’asfalto. Fabian Cancellara ha fermato il tempo e si è impadronito della tappa e della maglia: per un giorno, è lui il principe di Monaco (e Alberto, l’altro principe, quello vero, l’aveva detto). E’ cominciato il Tour de France, e lo svizzero con radici italiane lo ha ricominciato alla sua maniera: Liegi 2004, prima tappa a crono, e lui primo; Londra 2007, prima tappa a crono, e lui primo; Monaco 2007, prima tappa a crono, 15 km, metà su, metà giù, e lui primo. Addirittura 18″ sul secondo. Che non è uno qualsiasi, ma Alberto Contador, il pretendente numero 1 alla classifica finale del Tour. Veniva dalla conquista del Giro di Svizzera, veniva anche da una dichiarazione che può suonare sorprendente: “Fra due anni sarò pronto a vincere il Tour”. Certo che sì, nonostante i suoi 82 kg non siano tipici da scalatore, soprattutto se gli organizzatori appiattiranno ancora di più Alpi e se spianeranno ancora di più i Pirenei.

IRRESISTIBILE — Gli 82 kg di ossa e muscoli, oggi, sono serviti a “Spartacus” per recuperare quelle pedalate lasciate sulla Cote de Beausoleil, un balcone di 205 metri, premiata con un gran premio della montagna (il Tour non nega un gpm di quarta categoria neanche a un cavalcavia). A quel punto il miglior tempo spettava ad Alberto Contador (11’22″) sul tedesco Tony Martin (11’27″), Cancellara e l’inglese Brad Wiggins (11’28″), l’australiano Cadel Evans (11’29″, attardato in partenza da un problema al cambio), l’americano Levi Leipheimer e il ceco Roman Kreuziger (11’30″), l’azzurro Vincenzo Nibali (11’31″). Più indietro il lussemburghese Andy Schleck, il russo Denis Menchov e lo spagnolo Carlos Sastre. Poi Cancellara ha stracciato tutti. Una crono restituisce – di solito – l’implacabile freddezza e la regolare solitudine di un orologio. Poi ci vogliono parole e immagini per regalarle brividi caldi. Ma la crono di Montecarlo è stata incandescente: per l’ordine di partenza (Armstrong è partito quasi tre ore prima di Contador), per la raffica finale di nuovi primati, per il percorso complicato da velocità e traiettorie, per il tracciato aperto anche ai recuperi e non solo ai cedimenti, per la densità di specialisti e sfidanti.

BATTUTI — A occhio, ha pagato chi è uscito dal Giro d’Italia: Menchov, Pellizotti e Sastre, rispettivamente primo, terzo e quarto, qui relegati nelle posizioni numero 53 (a 1’31″), 61 (a 1’33″) e 21 (a 1’06″). Gli altri sconfitti sono i fratelli Schleck: Andy 18° a 1’, Frank 67° a 1’36″. Invece bene Nibali, nono in classifica e primo degli italiani a 37″, soltanto 5″ in più del gemello Kreuziger. Così, le previsioni di sole quattro ore prima sono già state spazzate: un Tour tattico, giocato sui secondi. In 15 km i secondi sono già volati. Poi si passerà ai minuti.

Lascia un commento

CICLISMO – Parte il Tour de France da Montecarlo

from www.gazzetta.it

Il Tour invade Montecarlo
accolto dal principe Alberto

Grande festa nel Principato per la Grand Boucle che prenderà il via sabato. Invasione di biciclette tra grattacieli e yacht. Oggi la sfilata, domani si prova la crono

MONTECARLO (Monaco), 2 luglio 2009 – Il Tour de France invade anche il Principato di Monaco. Alle 18.15, un quarto d’ora dopo l’orario annunciato, accolto da Eddy Merckx e Bernard Hinault sul palcoscenico allestito al Port Hercule, il principe Alberto si consegna al mondo del ciclismo. Salutando, ringraziando, celebrando, officiando. Fra due giorni comincia il novantaseiesimo Tour della storia, ma il Principato lo accoglie ufficialmente due giorni prima, praticamente una settimana prima, sentimentalmente già un anno fa, quando partecipava e promuoveva “la grand depart” durante l’edizione che partì da Brest, in Bretagna.

GRANDEUR — Monaco riceve, accoglie, ospita il Tour: alla grande. Il palco è proiettato sul porto, davanti si erge una tribuna con 6500 persone che, all’arrivo di Merckx e Hinault scatta sull’attenti, e all’arrivo del principe Alberto su un’auto blu targata Monaco 1, si libera in un applauso. Ma c’è gente dappertutto: sui balconi, sulle terrazze, sui cavalcavia, sugli yacht attraccati alle banchine. E’ così che Montecarlo, nei suoi labirinti di grattacieli, sublima le due ruote, regalando loro quel “glamour” sempre negato dall’idea della fatica, del sacrificio, del sudore, della strada da conquistare a forza di gambe e cuore. Una pacifica invasione di bici e maglie, manifesti e mostre, campioni e glorie.

Lance Armstrong, 7 volte re, torna al Tour. Afp
Lance Armstrong, 7 volte re, torna al Tour. Afp

PIPPO AMBIZIOSO — Fino alla sfilata delle squadre, presentate con toni epici e maniere americane. La prima, ovviamente, è una formazione francese, la Bbox Bouygues Telecom. Poi la Katusha, con l’amato Pippo Pozzato, che qui è di casa sia per la residenza sia per la vanità. “Vincere una tappa – proclama – per mostrare la mia maglia tricolore”. In tutto 20 squadre, 180 corridori, 40 direttori sportivi. Una litania di brillanti carriere, un elenco di sogni vittoriosi, una collezione di infinite speranze. E l’ultimo è il primo: perché l’ultimo presentato è il primo classificato del Tour 2008, lo spagnolo Carlos Sastre.

DOMANI SI PROVA — Fra il primo e l’ultimo, fra l’ultimo e il primo, c’è posto per il mezzo tunisino Daid Haddou, per il basco Mikel Astarloza, per il siciliano Danilo Napolitano, per l’etrusco Daniele Righi, per il favorito Alberto Contador, per l’infinito Lance Armstrong. Tutti divi, per un istante i più modesti, per tre settimane i più forti. Domani i corridori possono studiare il percorso della prima tappa, una cronometro di 15,5 km. Sabato si comincia. E come ogni volta che comincia il Tour, comincia anche l’estate, la festa, il rito del ciclismo.

Lascia un commento

CICLISMO – Ecco il sistema doping

from www.gazzetta.it

Bernhard Kohl vuota il sacco

Il corridore austriaco, positivo al Cera al Tour 2008, racconta all’Equipe i retroscena del suo rapporto col doping e di come certe pratiche siano all’ordine del giorno

Bernhard Kohl è nato il 4 gennaio 1982. Ansa
Bernhard Kohl è nato il 4 gennaio 1982. Ansa

PARIGI (Fra), 9 giugno 2009 – Si chiamano procedure professionali di dopaggio. E le seguono solo i migliori corridori per vincere le grandi competizioni ciclistiche. A descriverle nel dettaglio in un’intervista-confessione all’Equipe, l’austriaco Bernhard Kohl che lo scorso ottobre fu pescato positivo al Cera, l’Epo di nuova generazione, per i controlli effettuati al Tour de France segnato dallo scandalo Riccò. L’austriaco, sospeso per due anni, ha deciso di ritirarsi lo scorso 25 maggio e di collaborare con la polizia.

“Ho corso Il Tour ’07 senza un vero protocollo di dopaggio. L’anno dopo ho deciso che meritavo il top del top”

PRELIEVI — Il protocollo di doping per un Tour de France inizia subito dopo la conclusione di quello precedente: “E’ la regola per ogni vero professionista – spiega Kohl -. Il Tour 2008 ho cominciato a prepararlo dal mese di agosto 2007”. Un circolo infernale: “Ho fatto tutto molto seriamente. Ad agosto ho fatto il primo prelievo del sangue destinato a essere poi utilizzato nel Tour dell’anno dopo. Un secondo prelievo a novembre. Ogni volta un litro. Il mio sangue poi è stato preparato, separando globuli rossi dal plasma, etichettato e congelato”. Dove? Di solito il laboratorio di appoggio era lo Humanplasma in Austria, poi coinvolto nello scandalo dei Giochi invernali di Torino. Scandalo che ha spinto il manager di Kohl, Stefan Matschiner, finito in carcere, a costituire un laboratorio fatto in casa: “Ho finanziato la mia parte con 20mila euro, altri atleti hanno fatto altrettanto. I macchinari sono arrivati agli inizi del 2007 e installati in un appartamento, il nostro quartier generale. Ma il Tour 2007 l’ho corso senza un vero protocollo di dopaggio. L’anno dopo però ho deciso che meritavo il top del top”.

“Le trasfusioni le facevo 48 ore prima delle tappe cruciali. Ci vogliono due giorni per ottenere effetti tangibili”

TRASFSIONI — Le trasfusioni le praticava direttamente Matschiner, formato dallo Humanplasma: “Non è difficile, basta non sbagliare etichette”. Matschiner acquistava anche i prodotti dopanti in cambio di una commissione del 10% sui guadagni di Kohl che per il Tour 2008 prepara quattro sacche del suo sangue: “Solo quelle, il resto ho lasciato perdere per via dei numerosi controlli aleatori. L’Epo, l’ormone della crescita e l’insulina li ho presi prima del Tour non durante”. L’austriaco è riuscito a farsi tre trasfusioni: “La prima dopo la sesta tappa, la seconda prima dei Pirenei, l’ultima prima delle Alpi”. I controlli della polizia negli hotel? Si evitano: “Facendo sempre attenzione. Il mio manager ha fatto tre viaggi dall’Austria, mettendo ogni volta le sacche di sangue nel bagaglio registrato, già scongelato. Le trasfusioni si facevano tra le 18 e le 20, per massimo 20 minuti e non dare nell’occhio. Dipendeva dagli appuntamenti con i giornalisti. Se ero libero, Marschiner mi inviava un sms e andavo nella sua stanza”. Inefficienti i controlli dell’Uci: “La trasfusione di mezzo litro di sangue non crea variazioni sospette dei parametri sanguigni. Il mio manager mi iniettava anche dell’albumina per diluire l’ematocrito. E poi le trasfusioni le facevo sempre 48 ore prima delle tappe cruciali. Ci vogliono due giorni per ottenere effetti tangibili”.

“Tutti i primi dieci del Tour avrebbero potuto essere positivi. Ma hanno preso me. Non ho chiesto un secondo test, la pagliacciata era finita”

EPO — Kohl però è stato pescato a causa del Cera, l’Epo di terza generazione: “Eravamo certi che non fosse rilevabile. Il prodotto l’ho ottenuto da un altro corridore e me lo sono iniettato da solo. Ero tranquillo. Anche quando hanno scoperto Riccò mi sono detto che aveva sbagliato le dosi. Quando invece ho saputo che i controlli li avrebbero fatti anche dopo il Tour allora mi sono preoccupato. Ma mi sono detto che se beccavano me, beccavano tutti. Sono persuaso che i primi dieci del Tour avrebbero potuto essere tutti positivi. Ma hanno preso me, è andata così. Non ho chiesto un secondo test, la pagliacciata era finita”. Anche il passaporto biologico, promosso dall’Uci, finirebbe per favorire chi imbroglia: “Al limite, aiuterebbe i corridori a restare vicini ai loro valori che gli sarebbero comunicati regolarmente dall’Uci”.

ARMSTRONG — Kohl descrive l’ambiente ciclistico come “una sorta di organizzazione sociale che fa in modo che questo genere di cosa siano accettate da tutti”, ma scagiona in parte i dirigenti del suo ex team Gerolsteiner: “Credo che il boss Hans Michael Holczer non sapesse nulla e nella squadra non c’era dopaggio sistematico, ma il dottore dubito che non avesse capito”. Intanto, in Francia, è appena uscito un nuovo libro che prende di mira Lance Armstrong che si appresta a tornare da protagonista al Tour. Eloquente il titolo: “Le Sale Tour”, lo sporco Tour (Ed. Seuil). Un libro che cerca di far luce sul sistema Armstrong e la strana alleanza con l’ex nemico, il gruppo Amaury che gestisce la Grande Boucle (ed è proprietario dell’Equipe) in nome delle nuove strategie nel mondo del marketing.

Comments (1)

CICLISMO – Giro d’Italia in terra ligure, ecco i risultati e dichiarazioni della Cronometro delle Cinque Terre

Lascia un commento

CICLISMO – Simeoni restituisce il Tricolore

from www.ansa.it

Giro: Simeoni, restituiro’ tricolore
Campione italiano escluso dalla gara accusa Armstrong
 (ANSA) – ROMA, 4 MAG – Simeoni vuole restituire la maglia tricolore vinta lo scorso anno per la sua esclusione dal Giro, dovuta a suo dire a Lance Armstrong. A rivelarlo al quotidiano francese l’Equipe e’ lo stesso ciclista lombardo. ‘E’ inaccettabile – ha dichiarato Simeoni – che il campione d’Italia non possa partecipare al piu’ grande evento del suo paese’. Secondo Simeoni dietro l’esclusione ci siano gli strascichi di una vecchia polemica sul doping con Lance Armstrong.

Lascia un commento

Older Posts »