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CICLISMO – Test privilegiati al tour 2009 per l’Astana?

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“Test privilegiati per Astana”
L’Uci: “Accuse senza fondamento”

Secondo il quotidiano, l’agenzia francese per la lotta al doping ha denunciato con un documento di 10 cartelle il trattamento privilegiato che avrebbe avuto l’Astana, squadra di Contador e Armstrong, all’ultimo Tour. Si attende la reazione dell’Uci e dell’Astana. L’Uci smentisce: “Non ci sono stati trattamenti di favore”

Armstrong e Contador. Afp
Armstrong e Contador. Afp

PARIGI, 5 ottobre 2009 – L’Astana avrebbe usufruito di un trattamento privilegiato da parte dell’Uci nei controlli antidoping durante il Tour de France 2009: questa almeno è l’accusa che – secondo Le Monde – l’agenzia francese per la lotta al doping (Afld) ha rivolto all’Uci. Nell’ultima edizione della Grande Boucle due uomini del team kazako sono saliti sul podio finale: Alberto Contador vincitore del Tour e Lance Armstrong giunto terzo. A rivelare i dettagli della denuncia dell’Afld è il quotidiano parigino, entrato in possesso di un documento spedito oggi dall’agenzia transalpina all’Uci e ai ministri francesi della salute e dello sport, rispettivamente Roselyne Bachelot e Rama Yade, oltre che agli organizzatori del Tour della Aso.

LE IRREGOLARITA’ — Nel documento di 10 pagine sono riportate le considerazioni che i due dottori dell’Afld incaricati di effettuare i controlli al Tour hanno scrupolosamente tenuto durante la corsa a tappe. La Afld, scrive Le Monde, denuncia una serie di irregolaritá nelle procedure antidoping: ritardi ingiustificati di almeno 45 minuti dei corridori in occasione dei controlli in albergo, porte chiuse agli accompagnatori dell’Afld incaricati di vigilare che fra il momento della notifica e il controllo non venissero effettuate manipolazioni, nomi dei corridori da controllare annunciati mezz’ora prima della fine di una tappa. In occasione della crono a squadre del 7 luglio, a un corridore sarebbe stato notificato l’avviso di un test addirittura dal direttore sportivo del suo team prima della partenza.

Armstrong e Contador sul podio. Afp
Armstrong e Contador sul podio. Afp

PRERITIRO NON COMUNICATO — Un’altra anomalia, scrive ancora Le Monde, è data dal fatto che l’Uci ha comunicato le sedi dei ritiri pre-Tour di tutte le squadre ad eccezione di quella dell’Astana. Il rapporto dell’Afld si sofferma anche su un episodio accaduto durante un test cui è stato sottoposto Armstrong il 24 luglio: la presenza di un fotografo non autorizzato avrebbe potuto invalidare l’intero procedimento. Inoltre gli ispettori dell’Uci non avrebbero preso tutte le precauzioni necessarie ad evitare che i corridori fossero informati in anticipo di eventuali test, al contrario ne avrebbero parlato ad alta voce nei ristoranti degli alberghi alla presenza degli atleti. Secondo i medici dell’agenzia transalpina, inoltre, evidenti irregolarità sono state rilevate anche nelle procedure di trasporto e conservazione dei campioni.

“NESSUN FAVORE” — Non si è fatta attendere la risposta dell’Uci, che definisce “inaccettabile” il comportamento dell’agenzia diretta da Pierre Bordry. In una nota il governo del ciclismo mondiale evidenzia come il fatto che il “rapporto sia stato inviato nello stesso momento ai media non costituisce certo un caso”. Le accuse sono definite “infondate e molto gravi” e inoltre l’Uci ricorda che “in seguito ai dubbi precedentemente espressi” aveva già condotto una “serie di controlli sull’Astana che aveva dimostrato come la squadra non era stata in alcun modo favorita”. Alla fine di agosto il presidente dell’Uci McQuaid aveva dichiarato di non aver notizie di positività, nè di riesami relativi all’ultimo Tour de France.

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DOPING – Di Luca positivo, le prime dichiarazioni

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Doping al Giro d’Italia
Di Luca positivo al Cera

L’abruzzese, vincitore dell’edizione 2007, trovato con tracce di Cera in due controlli del Giro del Centenario, il 20 maggio ad Arenzano e il 28 a Benevento. “Se le controanalisi confermassero, smetterò di correre”

Danilo Di Luca è nato il 2 gennaio 1976. Ansa
Danilo Di Luca è nato il 2 gennaio 1976. Ansa

MILANO, 22 luglio 2009 – Danilo Di Luca, secondo al Giro d’Italia del Centenario, è risultato positivo al Cera (Epo di terza generazione) in due controlli della corsa rosa: i test sono stati effettuati il 20 maggio a Moncalieri (Torino) alle ore 7.50 e il 28 a Silvi Marina (Pescara) alle 7.24. I controlli sono stati effettuati dall’Uci, nel laboratorio parigino di Chatenai-Malabry, che ha già sospeso l’atleta. L’atleta abruzzese, vincitore del Giro 2007, ha commentato laconicamente la notizia: “Se anche le controanalisi dovessero confermare la positività, smetterò di correre”. Al Giro Di Luca si era imposto in due frazioni: la quarta con arrivo a San Martino di Castrozza e la decima con arrivo a Pinerolo e aveva strappato la maglia ciclamino finale a Denis Menchov che a questo punto dovrebbe subentrargli nella graduatoria a punti.

IL SUO COMMENTO — “Ma sarei stato così stupido da prendere la Cera un anno dopo che è stata scoperta a Riccò, Sella, Rebellin, al Giro d’Italia poi?”. Danilo Di Luca risponde così al telefono, mentre sta rientrando a Pescara, sulla sua sospensione per doping che gli è stata comunicata oggi dall’Uci. La notizia della positività è stata comunicata stamattina al telefono da un medico Uci alla moglie Valentina, direttamente a Pescara. Valentina Giuliani, figlia dell’ex corridore Stefano, l’ha poi rivelata al marito dopo la fine della tappa del Brixia Tour. “Cado dalle nuvole – ha detto Di Luca – è davvero strano, tanto che non so neanche dire come sto in questo momento”.

DOPING — I test mirati hanno prodotto esiti che sono stati confrontati con le informazioni contenute nel passaporto biologico dell’abruzzese. La sospensione provvisoria di Di Luca rimarrà in vigore fino a quando la Federazione italiana (Fci) deciderà se l’atleta abbia violato l’articolo 21 del regolamento antidoping dell’Uci. Di Luca, evidenzia l’Unione ciclistica internazionale, “ha il diritto di chiedere e attendere i risultati delle controanalisi relative a entrambi i campioni”. Se Di Luca dovesse essere squalificato sul podio finale salirebbe lo spagnolo Carlos Sastre mentre la vittorie di tappa andrebbe rispettivamente a Garzelli e Pellizotti. Di Luca ha alle spalle una sospensione di 3 mesi per le frequentazioni con il controverso medico Carlo Santuccione. Il 27 febbraio 2008 la Procura antidoping del Coni aveva chiesto 2 anni di squalifica per l’atleta, in relazione ai livelli ormonali anomali evidenziati dal controllo antidoping effettuato il 30 maggio 2007 dopo la 17ª tappa del Giro d’Italia. Il 16 aprile 2008, il Giudice di ultima istanza del Coni ha assolto il corridore.

ZOMEGNAN — Duro Angelo Zomegna, direttore del Giro: “Il tam-tam dei sospetti delle ultime settimane trova drammaticamente conferma nella non negatività del corridore Danilo Di Luca in due momenti del Giro d’Italia del Centenario. Confidiamo nella celerità delle inchieste che le autorità della giustizia sportiva e della giustizia ordinaria sono sicuramente chiamate a completare per arrivare a una soluzione definitiva e inconfutabile del caso. Una volta di più il Giro d’Italia – che da sempre sta dalla parte della pulizia e che nel 2009 ha investito nella caccia al doping come mai era accaduto nei primi cento anni – si scopre vittima di vicende negative, che obbligano noi organizzatori a valutare azioni appropriate a tutela dell’evento nella sua sostanza e nella sua immagine”.

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DOPING – Incredibile, Di Luca positivo al Giro d’Italia

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Di Luca positivo al Giro

Il ciclista abruzzese sarebbe stato trovato con tracce di Cera in due controlli del Giro del Centenario

BRESCIA, 22 luglio 2009 – Un’incredibile anticipazione è emersa oggi all’ora di pranzo dal Brixia Tour, la corsa bresciana iniziata oggi. Danilo Di Luca, secondo al Giro d’Italia del Centenario, sarebbe stato trovato positivo al Cera (l’Epo di terza generazione) in due controlli della corsa rosa: il 20 maggio dopo la tappa di Arenzano e il 28 maggio dopo quella di Benevento. I controlli sono stati effettuati dall’Uci nel laboratorio parigino di Chatenai-Malabry.

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CICLISMO – Ecco il sistema doping

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Bernhard Kohl vuota il sacco

Il corridore austriaco, positivo al Cera al Tour 2008, racconta all’Equipe i retroscena del suo rapporto col doping e di come certe pratiche siano all’ordine del giorno

Bernhard Kohl è nato il 4 gennaio 1982. Ansa
Bernhard Kohl è nato il 4 gennaio 1982. Ansa

PARIGI (Fra), 9 giugno 2009 – Si chiamano procedure professionali di dopaggio. E le seguono solo i migliori corridori per vincere le grandi competizioni ciclistiche. A descriverle nel dettaglio in un’intervista-confessione all’Equipe, l’austriaco Bernhard Kohl che lo scorso ottobre fu pescato positivo al Cera, l’Epo di nuova generazione, per i controlli effettuati al Tour de France segnato dallo scandalo Riccò. L’austriaco, sospeso per due anni, ha deciso di ritirarsi lo scorso 25 maggio e di collaborare con la polizia.

“Ho corso Il Tour ’07 senza un vero protocollo di dopaggio. L’anno dopo ho deciso che meritavo il top del top”

PRELIEVI — Il protocollo di doping per un Tour de France inizia subito dopo la conclusione di quello precedente: “E’ la regola per ogni vero professionista – spiega Kohl -. Il Tour 2008 ho cominciato a prepararlo dal mese di agosto 2007”. Un circolo infernale: “Ho fatto tutto molto seriamente. Ad agosto ho fatto il primo prelievo del sangue destinato a essere poi utilizzato nel Tour dell’anno dopo. Un secondo prelievo a novembre. Ogni volta un litro. Il mio sangue poi è stato preparato, separando globuli rossi dal plasma, etichettato e congelato”. Dove? Di solito il laboratorio di appoggio era lo Humanplasma in Austria, poi coinvolto nello scandalo dei Giochi invernali di Torino. Scandalo che ha spinto il manager di Kohl, Stefan Matschiner, finito in carcere, a costituire un laboratorio fatto in casa: “Ho finanziato la mia parte con 20mila euro, altri atleti hanno fatto altrettanto. I macchinari sono arrivati agli inizi del 2007 e installati in un appartamento, il nostro quartier generale. Ma il Tour 2007 l’ho corso senza un vero protocollo di dopaggio. L’anno dopo però ho deciso che meritavo il top del top”.

“Le trasfusioni le facevo 48 ore prima delle tappe cruciali. Ci vogliono due giorni per ottenere effetti tangibili”

TRASFSIONI — Le trasfusioni le praticava direttamente Matschiner, formato dallo Humanplasma: “Non è difficile, basta non sbagliare etichette”. Matschiner acquistava anche i prodotti dopanti in cambio di una commissione del 10% sui guadagni di Kohl che per il Tour 2008 prepara quattro sacche del suo sangue: “Solo quelle, il resto ho lasciato perdere per via dei numerosi controlli aleatori. L’Epo, l’ormone della crescita e l’insulina li ho presi prima del Tour non durante”. L’austriaco è riuscito a farsi tre trasfusioni: “La prima dopo la sesta tappa, la seconda prima dei Pirenei, l’ultima prima delle Alpi”. I controlli della polizia negli hotel? Si evitano: “Facendo sempre attenzione. Il mio manager ha fatto tre viaggi dall’Austria, mettendo ogni volta le sacche di sangue nel bagaglio registrato, già scongelato. Le trasfusioni si facevano tra le 18 e le 20, per massimo 20 minuti e non dare nell’occhio. Dipendeva dagli appuntamenti con i giornalisti. Se ero libero, Marschiner mi inviava un sms e andavo nella sua stanza”. Inefficienti i controlli dell’Uci: “La trasfusione di mezzo litro di sangue non crea variazioni sospette dei parametri sanguigni. Il mio manager mi iniettava anche dell’albumina per diluire l’ematocrito. E poi le trasfusioni le facevo sempre 48 ore prima delle tappe cruciali. Ci vogliono due giorni per ottenere effetti tangibili”.

“Tutti i primi dieci del Tour avrebbero potuto essere positivi. Ma hanno preso me. Non ho chiesto un secondo test, la pagliacciata era finita”

EPO — Kohl però è stato pescato a causa del Cera, l’Epo di terza generazione: “Eravamo certi che non fosse rilevabile. Il prodotto l’ho ottenuto da un altro corridore e me lo sono iniettato da solo. Ero tranquillo. Anche quando hanno scoperto Riccò mi sono detto che aveva sbagliato le dosi. Quando invece ho saputo che i controlli li avrebbero fatti anche dopo il Tour allora mi sono preoccupato. Ma mi sono detto che se beccavano me, beccavano tutti. Sono persuaso che i primi dieci del Tour avrebbero potuto essere tutti positivi. Ma hanno preso me, è andata così. Non ho chiesto un secondo test, la pagliacciata era finita”. Anche il passaporto biologico, promosso dall’Uci, finirebbe per favorire chi imbroglia: “Al limite, aiuterebbe i corridori a restare vicini ai loro valori che gli sarebbero comunicati regolarmente dall’Uci”.

ARMSTRONG — Kohl descrive l’ambiente ciclistico come “una sorta di organizzazione sociale che fa in modo che questo genere di cosa siano accettate da tutti”, ma scagiona in parte i dirigenti del suo ex team Gerolsteiner: “Credo che il boss Hans Michael Holczer non sapesse nulla e nella squadra non c’era dopaggio sistematico, ma il dottore dubito che non avesse capito”. Intanto, in Francia, è appena uscito un nuovo libro che prende di mira Lance Armstrong che si appresta a tornare da protagonista al Tour. Eloquente il titolo: “Le Sale Tour”, lo sporco Tour (Ed. Seuil). Un libro che cerca di far luce sul sistema Armstrong e la strana alleanza con l’ex nemico, il gruppo Amaury che gestisce la Grande Boucle (ed è proprietario dell’Equipe) in nome delle nuove strategie nel mondo del marketing.

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TENNIS – Gasquet sospeso, udienza entro 60 giorni

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Dopo la positività alla cocaina, il giocatore francese è stato fermato provvisoriamente dalla Federazione internazionale. Apparirà davanti alla commissione antidoping. L’atleta dichiara di poter provare la sua innocenza

PARIGI – Richard Gasquet è stato provvisoriamente sospeso oggi dall’Itf, la federazione internazionale di tennis, per la positività alla cocaina emersa a margine del torneo di Miami, dal quale diede forfait. La sanzione è immediatamente esecutiva e resterà in vigore fino all’udienza di Gasquet dinnanzi alla commissione antidoping, la cui data non è ancora stata stabilita.

La Federtennis internazionale ha fatto sapere che entro 60 giorni si riunirà un tribunale antidoping che esaminerà il caso. Gasquet ha fatto sapere di voler continuare a raccogliere prove per dimostrare la sua innocenza anche se entrambi i test, campione a e b, sono risultati positivi alla cocaina. Tracce della sostanza sono state trovate nelle urine del 22 francese durante il torneo di Key Biscayne, Florida, a marzo. “Sarà sospeso fino alla termine dell’udienza”, ha spiegato il portavoce del’Itf Neil Robinson, “ora riuniremo un tribunale antidoping. Penso che ci vorranno almeno 60 giorni, considerando che i membri arriveranno da ogni parte del mondo appositamente per questo”.

In un breve comunicato, Gasquet si era difeso ieri rifiutando l’etichetta di cocainomane e sostenendo di poter esibire al momento opportune le prove della sua innocenza.

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DOPING – Rebellin “Impossibile, non ho fatto nulla”

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Selina, moglie e procuratrice, racconta lo stato d’animo di Davide, dopo la positività ai Giochi di Pechino 2008: “Cadiamo dalle nuvole, è assurdo. Abbiamo già chiesto le controanalisi”. Quelle voci prima dei Giochi…

Davide Rebellin, 37 anni, ha vinto la Freccia-Vallone 2008. Ap
Davide Rebellin, 37 anni, ha vinto la Freccia-Vallone 2008. Ap
MILANO, 29 aprile 2009 – “Cadiamo dalle nuvole. Davide è distrutto. E’ qui con me che aspetta la chiamata dal presidente del Coni. Assolutamente non è possibile. Non so cosa dire. E’ una cosa assurda, allucinante. Prima di farvi parlare con Davide vorrei capire cos’è successo”.
COSCIENZA – Chi risponde al telefono da Montecarlo è Selina Martinello, moglie e procuratrice di Davide Rebellin. “Abbiamo parlato con un direttore sportivo della Diquigiovanni (ma lo scorso anno Davide correva per la Gerolsteiner con Schumachere Kohl, ndr), con Ballerini e Di Rocco — prosegue la moglie —. Ora dobbiamo restare lucidi di fronte a questa cosa incredibile. Abbiamo spedito la richiesta delle analisi del campione B. Andremo fino in fondo”. Davide sa se e cosa ha fatto. La sua coscienza non gli impone, in caso di colpa, l’ammissione? “Davide non ha fatto nulla”, conclude la signora Rebellin. Ma filtrano anche alcune voci. Le convocazioni per Pechino sarebbero state abbastanza tribolate. Qualcuno, all’interno della Federciclo, avrebbe ricevuto segnali d’allarme su più corridori, e tra questi Rebellin.
NO COMMENT – “Non ho commenti da dare sul caso — afferma il c.t. Franco Ballerini —. Davide mi ha chiamato per avere informazioni ma al momento sono all’oscuro di tutto”. Danilo Di Luca, vicepresidente dell’Associazione corridori professionisti italiani, è allibito: “Non so cosa dire. Davide è un amico e mi spiace molto. Per me resta comunque un grande corridore per l’impegno che ha sempre messo nella professione”.
E INCREDULITA’ – Marzio Bruseghin è uno dei cinque azzurri che hanno corso l’Olimpiade. “Se Davide fosse stato un talento artificiale — dice — non avrebbe vinto prima e nemmeno dopo. Finchè tutto non sarà chiarito, mi avvalgo della facoltà di non crederci. Per me Davide è una persona di grande nobiltà, correttezza e intelligenza”. Riccardo Riccò ha la ferita della positività ancora fresca: “Vivrà un momento tremendo. Solo nella famiglia potrà trovare l’aiuto per venirne fuori”. Per ora le uniche parole di Davide Rebellin sono d’archivio. Rimbomba nelle orecchie la sua frase appena sceso dal podio: “Questa è la vittoria del ciclismo pulito”.

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DOPING – Ramzi, oro nei 1500 piani, positivo a Pechino

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Ramzi, oro nei 1500 accusato di doping

LOSANNA- Rashid Ramzi, oro olimpico nei 1500 maschili alle Olimpiadi di Pechino 2008, è risultato positivo al Cera, l’Epo di terza generazione, dopo i test supplementari disposti dal Comitato olimpico internazionale (Cio). La positività del mezzofondista del Bahrain è stata annunciata da Ahmad Ben Hamad Al El Khalifa, vicesegretario generale del Comitato olimpico nazionale, all’agenzia Dpa. Ramzi ha chiesto di poter presenziare all’esecuzione delle controanalisi.

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