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CIO – Grandi novità: Pescante vice presidente, rugby e golf ammesse alle Olimpiadi 2016

from http://www.gazzetta.it

Golf e rugby a 7 ai Giochi
Pescante vice di Rogge

Il Cio, riunito a Copenaghen, ha eletto l’italiano alla vicepresidenza. Inoltre è arrivato il si alle due specialità nel programma di Rio 2016. La gioia di Chimenti, presidente Federgolf: “Ora il nostro sport cambierà passo”. Manassero: “Da oggi un giovane golfista può sognare l’oro”

COPENAGHEN, 9 ottobre 2009 – Jacques Rogge è stato confermato a Copenaghen presidente del Cio. Rimarrà alla guida del Comitato olimpico internazionale per gli ultimi quattro anni, dopo avere ottenuto 88 dei 92 voti disponibili; tre sono stati gli astenuti, uno il voto contrario. Chirurgo belga, Jacques Rogge venne eletto per la prima volta presidente del Cio nel 2001, a Mosca, al posto dello spagnolo Juan Antonio Samaranch, che lasciò la massima carica dopo 21 anni. Jacques Rogge è nato a Gand il 2 maggio 1942 ed è membro del Comitato olimpico nazionale dal 1991. È un medico chirurgo specialista in medicina dello sport, è sposato con Anne Bovijn e ha due figli. Ha praticato vela e rugby. Come velista ha partecipato alle Olimpiadi di Messico ’68, Monaco ’72 e Montreal ’76.

Mario Pescante e Jacques Rogge. Ap
Mario Pescante e Jacques Rogge. Ap

L’ORA DI PESCANTE — Mario Pescante è stato eletto invece vicepresidente. Ha ottenuto 53 voti, superando Ching Kuo Wu di Taipei, presidente mondiale della boxe. I primi a congratularsi con il neovicepresidente sono stati il presidente del Coni, Gianni Petrucci, e il segretario generale Raffaele Pagnozzi, giunto ieri sera a Copenaghen proprio per seguire da vicino l’assemblea elettiva “È un grande successo per Pescante e per tutto lo sport italiano – ha detto Petrucci -. Siamo qui proprio per testimoniare la nostra vicinanza a Mario, nel momento più importante della sua carriera sportiva. Ha dedicato la sua vita al mondo olimpico nazionale e internazionale, quindi lo sport italiano gli deve dire grazie”. Pagnozzi ha aggiunto: “Ho lavorato tanto tempo al fianco di Pescante, non solo al Coni, ma anche negli organismi internazionali. Questa elezione è il giusto riconoscimento a una vita intera dedicata al Cio e agli ideali del movimento olimpico”. Una conferma per Franco Carraro che, con altri 23 membri tra cui l’ex presidente Juan Antonio Samaranch, è stato rieletto membro del Cio. Rimarrà in carica fino al 2017. I votanti sono stati 95: 88 i si, 2 no e 5 astenuti. Nell’esecutivo, invece, sono entrati l’inglese Craig Reedie (eletto in prima votazione con 52 preferenze) e l’australiano John Coates (48 voti in seconda sessione).

Tom Watson e la giovane promessa italiana Matteo Manassero. Ap
Tom Watson e la giovane promessa italiana Matteo Manassero. Ap

A RIO GOLF E RUGBY — Il Cio ha inoltre approvato, con 81 voti a favore e solo 9 contrari, l’inserimento del golf e del rugby a 7 nel programma dei Giochi 2016. “È una notizia veramente stupenda – ha commentato a caldo il presidente della Fir Giancarlo Dondi -. Ed è comprensibile che il nostro sport sia stato privilegiato nella versione a sette, molto più spettacolare e facile da capire, altrimenti ci sarebbe stato il predominio delle solite squadre, perché più di un secolo di egemonia non si modifica in sette anni. Così invece potranno emergere realtà nuove, e per il rugby ci sarà un nuovo boom. Spero – ha aggiunto Dondi – che alla fine riescano a fare un torneo a 24 squadre, come si usa spesso e si conclude in pochi giorni, invece che di 12 come ha detto il presidente del Cio Rogge”. Intanto i brasiliani hanno già fatto sapere che al rugby a 7 riserveranno uno stadio, quello del Vasco da Gama, e promettono di cominciare a impratichirsi anche loro con la palla ovale. “Questa ammissione del golf ai Giochi Olimpici permette ai giocatori della mia generazione di coltivare quel sogno che finora potevano inseguire soltanto i coetanei di altri sport”, ha detto Matteo Manassero, il teen-ager promessa del golf azzurro, testimonial al congresso del Cio a Copenaghen. “Da oggi un giovane può sognare di vincere la medaglia giocando a golf – prosegue – e questo apre al mio sport una nuova fase. Ero molto emozionato e orgoglioso di essere stato scelto dalla Federazione Internazionale per i risultati ottenuti quest’anno, come giovane promettente e in rappresentanza degli altri atleti”. E fa festa anche il presidente della Federgolf, Franco Chimenti: “È stato un grande successo del golf mondiale, che per la prima volta ha saputo presentarsi compatto ad un appuntamento importante. Il nostro Manassero ha ben rappresentato i suoi colleghi più esperti e con questo risultato il nostro sport ora cambierà passo. Non si potrà più obiettare che la nostra non è una disciplina olimpica e mi piace pensare che il traguardo sia arrivato in un momento straordinario in cui stiamo esprimendo valori tecnici molto alti attraverso atleti come i fratelli Francesco ed Edoardo Molinari, Matteo Manassero e le ragazze Diana Luna e Veronica Zorzi, così come Giulia Sergas e Silvia Cavalleri”.

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OLIMPIADI – Ecco le future “nuove discipline”

from www.repubblica.it

Olimpiade, boxe femminile ok
Rugby a 7 e golf: sì dal 2016?
E’ sicuro, e presto diventerà anche ufficiale: la boxe femminile entra all’Olimpiade. Una decisione storica. Succederà a Londra, nel 2012. Il Cio ha dato il via libera, se n’è parlato anche nell’ultima riunione: per non aumentare il numero dei partecipanti olimpici, è stato deciso però di cancellare la categoria minimosca maschile, che ha 40 partecipanti. Al posto dei minimosca, ecco cinque categorie femminili, 8 atlete per categoria, totale 40. Chissà se ci saranno italiane? Forza ragazze. Chi vuole andare all’Olimpiade, da oggi sa che può iniziare a prepararsi.

La boxe femminile è uno sport molto discusso: in alcune Nazioni anche osteggiato. Intanto in agosto il Cio darà la “short list”, cioè l’elenco delle due discipline che possono entrare a fare parte dell’Olimpiade del 2016: la scelta dovrebbe cadere su rugby a 7 e golf. In terza posizione il karate. Niente da fare per baseball e softball (che escono di scena a Londra), squash e roller (pattinaggio di velocità). In ottobre a Copenaghen la scelta definitiva: pare che anche al numero 1 del Cio, Rogge, stiano bene rugby a 7 e golf (che ha garantito i professionisti). Nella votazione deve prevalere il 50% più uno. Non si sa ancora intanto dove si terrà l’Olimpiade 2016: Chicago favorita su Tokyo, Madrid e Rio.

Sapete perché Chicago è favorita? Perché si è impegnato personalmente il presidente Usa, Barack Obama, e potrebbe essere presente in Danimarca alla stretta finale. Intanto il Cio ha respinto la richiesta della Fina, federazione internazionale nuoto: niente 50 dorso, rana e farfalla ai Giochi olimpici di Londra 2012. Solo i 50 stile libero, che già ci sono. Non si vogliono inflazionare le gare. Il nuoto dovrà ripassare.

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TUTTI IN SPIAGGIA 2009 – II° Edizione

A pochi giorni dal termine della II° rassegna “TUTTI IN SPIAGGIA”…….

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RUGBY – A venti giorni dal terribile terremoto, il L’Aquila torna a giocare e a vincere

from www.gazzetta.it

A venti giorni dal terremoto, il club abruzzese è tornato in campo a San Donà (Venezia) con una maglia speciale e vince conquistando i playoff: “Siamo un simbolo”. Prima della gara un minuto di silenzio dedicato a Lorenzo Sebastiani, una delle trecento vittime del sisma

L'Aquila in posa prima della partita. Martelli

L’Aquila in posa prima della partita. Martelli
SAN DONA’ (Venezia), 26 aprile 2009 – Lo stadio del rugby di San Donà non era così gremito da tempo. Una stima di 1500 spettatori è forse per difetto. Nemmeno i derby richiamano tanta gente. E non è perché i padroni di casa sono all’ultima partita stagionale interna. E’ perché, a San Donà, c’è L’Aquila, alla “prima” dopo il terremoto. Tra le due squadre, cariche di storia, è la 63ª sfida. Ma, anche se ora si è in serie A, cioè in B, mai la sfida è stata così carica di significati. E la retorica del rugby non c’entra. I giocatori entrano scortati da “scoiattoli” con caschetto: sono i bimbi del settore giovanile. L’Aquila è guidata da capitan Zaffiri, un azzurro, una bandiera. Il silenzio del minuto di raccoglimento è assordante. I due gruppi si uniscono abbracciati in cerchio, le lacrime rigano il viso di molti. Lontano, un cane abbaia.
PER LORENZO – Solidarietà, vicinanza, accoglienza: il Comune veneziano ha adottato il club neroverde. Si sono mobilitati in tanti. L’amministrazione locale ha ospitato le 39 persone dello staff e ha devoluto alla popolazione colpita dal sisma una somma pari al doppio dell’incasso di giornata. Per l’occasione, sulle maglie biancoarancio aquilane, spicca il rosone della basilica di Collemaggio, danneggiata dalle scosse. I ragazzi, sette aquilani su quindici, al braccio sinistro portano un segno di lutto. Bocchini gioca col n. 23: la società, alla vigilia del match, ha ritirato il n. 1, quello del pilone sinistro, quello del 20enne Lorenzo Sebastiani, una delle trecento vittime della sciagura. Uno di loro. Per sempre. Il sindaco di San Donà, Francesca Zaccariotto, alla sua memoria, ha deciso di intitolare una via del quartiere che nascerà a ridosso dello stadio. Lorenzo, mentre pure il cielo si metterà a piangere, sarà nominato mvp della partita. “Dalle tendopoli a San Donà, solo una voce… skrocchià”, tener dritta la schiena. “L’Aquila torna a vivere”. “L’Aquila bella, me te vojio revedè”. Gli striscioni delle Brigate neroverdi valgono più di tanti discorsi. I tifosi ospiti, giunti anche in pullman, sono un centinaio. Con quelli di San Donà fanno a gara a chi grida più forte, ma il gemellaggio è spontaneo.
DOPPIA VITTORIA – L’Aquila vince due volte. In campo è in confusione solo nei primi minuti, poi con quattro mete (doppietta di Farmer) e 16 punti al piede di Sweeney, deborda. Finisce 36-8. C’è il punto di bonus, c’è la conquista dei playoff. C’è tanta commozione. C’è tutto l’orgoglio abruzzese. “Andiamo avanti — dice Zaffiri — perché siamo un simbolo della città che rinascerà”. “L’arbitro — racconta l’allenatore Lorenzo Cavallo — in spogliatoio, leggendo la lista-gara, ha citato per primo Sebastiani. Ci manca, continuiamo anche per lui”. “L’Aquila si riprenderà — aggiunge Carlo Pallotta, eroe per caso dei soccorsi — oggi noi apprezziamo anche le cose più banali”. La giornata si chiude al Plebiscito di Padova, dove L’Aquila nel 1994 conquistò l’ultimo dei suoi cinque scudetti. Al termine del Veneto Derby-Day, i giocatori di Treviso, Rovigo, Padova e Venezia fanno un lungo corridoio in mezzo al quale, con Massimo Mascioletti in testa, sfilano gli abruzzesi. Negli stessi minuti, a Bordeaux, i concittadini Festuccia, Masi e l’ex Lo Cicero celebrano il ritorno del Racing Parigi nel Super 14 francese. L’Aquila risorgerà.

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CURIOSITA’ – Arrivano i tifosi gonfiabili

from www.gazzetta.it

MILANO, 21 aprile 2009 – Per anni il rugby italiano si è chiesto come riempire gli stadi del Super 10. Ora dall’Inghilterra arriva la soluzione. Mille bambolotti gonfiabili, con tanto di vestiti, maschere e parrucche, hanno “assistito” a Nottingham-Exeter di National One, occupando una tribuna che di solito rimane vuota.
POLMONI – L’idea è venuta a Lee Harris, direttore della Airheads, una ditta cittadina che produce scenografie per i film e la televisione. Così, un po’ per creare curiosità attorno al club, un po’ per strizzare l’occhio alle tv, che di certo non amano inquadrare gli spalti vuoti, fatto sta che decine di persone hanno passato il sabato pomeriggio a gonfiare bambolotti e a mettergli addosso un vestito. “Vogliamo incoraggiare la gente a sostenere la nostra squadra — ha tentato di spiegare Harris —, giocare in uno stadio che sembra pieno è meglio che giocare davanti a tribune vuote”.
NIENTE BIRRA – E così, il giorno dopo 1305 spettatori veri si sono trovati di fronte a una tribuna insolitamente piena. I più hanno strabuzzato gli occhi e si sono fatti una risata, ma sembra che il colpo d’occhio da metà campo fosse tutto sommato realistico. Anzi, pare che qualcuno si sia accorto che quelle in fondo non fossero persone in carne e ossa solo all’intervallo, quando un vero tifoso di rugby si alza e va a prendersi una pinta di birra… Di certo, dopo il 14-15 finale, i tifosi dell’Exeter hanno potuto cantare You’re not singing anymore, che più o meno corrisponde al nostro “E Nottingham non canta più…”. Per forza, quando mai l’hanno fatto?

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TERREMOTO ABRUZZO – Lo sport piange le sue vittime

Lo sport continua a pagare un tragico tributo al sisma che ha colpito l’Abruzzo. Oltre alla scomparsa e probabile morte del rugbista dell’Aquila rugby Lorenzo Sebastiani, che risulta purtroppo tra i dispersi, si danno per certe le morti del calciatore 24enne del Loreto Aprutino (Eccellenza) Giuseppe Chiavaroli, deceduto tra lunedì e martedì all’ospedale di Teramo a causa delle ferite riportate durante il crollo e del pallavolista Lorenzo Cini, 23 anni, di Montorio al Vomano (Teramo). Lorenzo Cini, che ricopriva il ruolo di palleggiatore nella squadra del suo paese, che milita in serie B, era anche un eccellente studente universitario, ed è rimasto vittima delle macerie della casa che divideva con la fidanzata all’Aquila.

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TERREMOTO ABRUZZO – Il rugbista eroe: “E’ stato terribile!”

from www.eurosport.it

Ha salvato due vite umane, ma non si sente un eroe. “Lo avrebbe fatto chiunque”, dice sminuendo il gesto valoroso

Dario Pallotta si racconta dopo l’incubo che nella giornata di lunedì ha scosso l’Abruzzo. Ventiquattro anni ancora da compiere, 96 chili e 186 centimetri in altezza, l’ala dell’Aquila Rugby si è resa protagonista di un coraggioso intervento che gli ha consentito di salvare due vite. Pallotta si trovava nel centro storico del capoluogo abruzzese quando ha udito il grido di aiuto di una donna che chiedeva soccorso per i genitori. Corso verso il punto da cui provenivano le urla, il giovane si è trovato davanti a un’abitazione completamente distrutta.

“Ho messo il naso dentro l’androne dell’immobile e ho visto che la tromba delle scale non c’era più. Ho sentito delle urla, ma era un’alluvione per via dei tubi dell’acqua rotta”, racconta il ventiquattrenne. “Ero spaventato – confessa – ma sono andato avanti e ho notato due figure, tutte bianche di polvere. Credevo fossero due donne. Uno, che poi ho capito essere il marito, sotto a una pietra e ai tubi dell’acqua, e ho dovuto sollevare tutto”. Alle prese con un’ulteriore scossa mentre si trovava ancora all’interno di quel che restava della casa, il rugbista rivela di essersi sinceramente preoccupato, ma il coraggio ha avuto il sopravvento tanto da consentirgli di portare in salvo anche la signora anziana, caricata sulle spalle con la bombola d’ossigeno indispensabile per la respirazione. “Non sono un eroe – ha sottolineato – non pensavo che il mio gesto facesse tanto clamore. Ho fatto quello che ognuno di noi avrebbe fatto se si fosse trovato in una situazione simile. È stato terribile, ma in quei momenti non pensi”.

Il terremoto ha distrutto anche la sua abitazione, ma il rugbista dal cuore grande non ha esitato a rendersi utile, cosi come i suoi compagni di squadra. “Ci fanno fare i lavori di forza, carichiamo materassi e gente in sedia a rotelle, tutto ciò che possiamo, perché vogliamo assolutamente aiutare la nostra gente”. Dario Pallotta non si sente un eroe, ma ha dato prova di esserlo, in campo come fuori dal campo

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