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OLIMPIADI 2016 – Venerdi 02-10-09 la scelta

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Olimpiadi 2016
Si muove Obama

Il presidente degli Stati Uniti venerdì sarà a Copenaghen per sostenere la candidatura di Chicago, in corsa per ospitare i Giochi estivi tra sette anni. In corsa anche Tokio, Madrid (sostenuta da Re Juan Carlos) e Rio de Janeiro (dal presidente Lula)

Lula e Barack Obama. Reuters
Lula e Barack Obama. Reuters

MILANO, 28 settembre 2009 – La Casa Bianca ha annunciato che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama guiderà la delegazione statuniitense che venerdì 2 ottobre a Copenhagen sosterrà davanti al Cio la candidatura di Chicago all’organizzazione delle Olimpiadi estive del 2016. La Windy City, città di provenienza del presidente Usa, avrà come concorrenti le città di Rio de Janeiro, Madrid e Tokyo. Obama aveva inizialmente detto di non potersi recare a Copenhagen perché troppo impegnato nel delicato dibattito sulla riforma sanitaria. A Copenhagen sono attesi anche il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva e il Re di Spagna Juan Carlos. Le autorità giapponesi, invece, hanno reso noto che il premier Yukio Hatoyama accompagnerà la delegazione di Tokyo 2016. Obama, che raggiungerà la Danimarca con la moglie Michelle, sarà il primo presidente degli Stati Uniti a partecipare all’atto conclusivo dell’iter di assegnazione delle Olimpiadi. Le candidature delle 4 cittá finaliste verranno illustrate al Cio durante una presentazione di 70 minuti. Sarà il presidente del Comitato internazionale, Jacques Rogge, ad annunciare la sede scelta.

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CICLISMO – Evans vince il Mondiale, male l’Italia

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Evans campione del Mondo
A Mendrisio Cunego solo 8°

L’australiano scatta sull’ultima salita e taglia da solo il traguardo di Mendrisio: secondo il russo Aleksandr Kolobnev, terzo lo spagnolo Joaquim Rodriguez. Il neo iridato: “Questa giornata è una risposta a tutti i piazzamenti”. Cunego: “Non sempre si può vincere”

L'esultanza dei tifosi australiani
L’esultanza dei tifosi australiani

MENDRISIO (Svi), 27 settembre 2009 – Un bacio alle tribune, agli amici, alla sua gente: Cadel abita a Stabio, proprio uno sguardo dal percorso di Mendrisio. Un bacio, ancora più intenso, alla fede nuziale che portava al collo. E sul podio, in maglia iridata, ha pianto.

PRIMO AUSTRALIANO — Cadel Evans, 32 anni, è il primo australiano a vincere il Mondiale professionisti in 82 anni di storia e 76 edizioni. Ha attaccato nel falsopiano che portava alla salita di Novazzano, quando mancavano cinque chilometri alla conclusione. Nessuno degli altri otto che componevano il gruppetto in testa alla corsa, tra i quali Cunego, ha provato a replicare con la stessa intensità. E così l’australiano, cresciuto ciclisticamente in Italia prima alla Saeco e poi alla Mapei di Giorgio Squinzi sotto la direzione di Roberto Damiani e Aldo Sassi, ha vinto con 27″ sul russo Aleksander Kolobnev, già argento a Stoccarda 2007 dietro Bettini, e sullo spagnolo Joaquim Rodriguez; quarto Sanchez a 30″, quinto Cancellara e ottavo, a 53″, Damiano Cunego.

Il bacio alla moglie Chiara. Reuters
Il bacio alla moglie Chiara. Reuters

“RISPOSTA AI PIAZZAMENTI” — “Questa corsa era casa mia – ha detto Evans tra l’emozione e il pianto -, e questa maglia è una grande promozione per il Mondiale 2010 che si svolgerà in Australia, a Geelong, che è la mia città. La vittoria è una risposta alle critiche che mi erano arrivate in questi anni perché non vincevo. Ma io a casa ho sette medaglie conquistate ai Mondiali in mountain bike, anche se nessuna è d’oro. Questa giornata è una risposta a tutti i piazzamenti”. Soprattutto al Tour de France: 2° alle spalle di Alberto Contador nel 2007 e di Carlos Sastre nel 2008; 3° alla Vuelta che si è conclusa una settimana fa, battuto da Alejandro Valverde (e Samuel Sanchez) per una foratura nella tappa di Sierra Nevada, quando perse 1’15″.

Il pianto di gioia di Chiara, moglie italiana di Evans. Ap
Il pianto di gioia di Chiara, moglie italiana di Evans. Ap

ITALIA, POKER MANCATO — L’Italia di Ballerini ha mancato il poker consecutivo in una corsa molto strana, disputata a ritmo regolare e senza scossoni praticamente sino all’ultimo giro. Sono mancati soprattutto gli uomini che dovevano provare a fare selezione nell’ultima tornata, come Ivan Basso e Pippo Pozzato. Cunego è rimasto solo a fronteggiare gli attacchi di uno scatenato Cancellara sia sulla salita di Acquafresca sia in discesa, ma il veronese, pur ammirevole per la grinta che ha dimostrato, alla fine non aveva le gambe per rispondere agli avversari. “Non sempre si può vincere”, è stato il suo commento..

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PODISMO – Trincheri vince ancora in Spagna

subida al veleta

Un’altra straordinaria impresa per Lorenzo Trincheri. A soli sette giorni dal trionfo (con record della gara) nella 27esima edizione della “Ascesion su Col de la Bonette”, in Francia, il superman di Dolcedo domenica 2 agosto ha dominato in Spagna la 25esima “Subida al Pico Veleta“, appuntamento del calendario internazionale delle prove “ultra”, massacrante gara in salita di 50 km, con partenza ai 640 della Salida Granada e arrivo in vetta al Pico Veleta (Sierra Nevada), a 3.470 metri slm, per un dislivello complessivo di 2.840 metri.

Il portacolori dell’Associazione Oltre e della Us Maurina in Andalusia ha tagliato il traguardo in 3h53’35”, a poco più di un minuto dal primato della competizione (realizzato nel 2004 dall’argentino Oscar Alarcon con il tempo di 3h52’13”), dopo aver corso più di metà gara da solo ed aver dovuto fare i conti con il gran caldo nella prima parte del percorso e, nel finale, anche con un forte vento contrario. Trincheri ha preceduto di 15’08” lo spagnolo Josè Antonio Escudero e di 17’05” Ignacio Moron Gonzalez. Tra le donne affermazione di Esther Sanchez Perez in 5h52’32”. Ben 346 sono stati i partenti, cui vanno aggiunti i numerosissimi podisti che hanno preso parte alla “versione corta” di 11 km, la “Mini Subida Sierra Nevada”.

La Subida al Pico Veleta, nota anche come Granada-Pico Veleta, organizzata dal Club Atletismo Maracena, è nota in terra iberica quale la “carrera mas alta d’Europa” e la “mas dura del Mundo” tra quelle in salita.

Il campione nostrano, già grande protagonista quest’anno alla Marathon des Sables (chiuso al 6° posto) ed alla Zermatt Marathon, ha migliorato di circa 3 minuti il proprio personale, risalente al 2006, quando concluse la gara al 3° posto.

Partito (alle 7 della mattina) coi migliori e rimasto intorno alla terza-quarta posizione per qualche chilometro, Trincheri ha ben presto rotto gli indugi e imponendo il suo ritmo, indigesto agli avversari, al passaggio del 17° km, quando la strada doveva ancora iniziare a salire per davvero, era già in testa. A quel punto si è messo alle spalle anche Ricard Vergé, vincitore nel 2008, poi giunto settimo. Nei 20 km finali, che portavano da quota 2.100 in vetta, Lorenzo si è letteralmente scatenato, creando il vuoto dietro di sè.

“Una vittoria fantastica – ha commentato dalla Spagna il 39enne agente immobiliare di Dolcedo – che voglio dedicare a tutta la mia famiglia, a cominciare dalla mia compagna Marina, da Alessio e dal piccolo Ludovico, nato neanche due mesi fa. Un ringraziamento a tutti coloro che mi aiutano e mi sostengono in questa mia grande passione. Sto sfruttando l’esperienza e la forza, fisica e mentale, acquisite durante la Marathon des Sables.

Trattandosi anche dell’edizione del 25ennale, l’exploit di Trincheri, che oggi rientra in Italia, è stato celebrato in Spagna con molta enfasi da diversi organi di informazione.

Partner di Trincheri, che con questo trionfo entra a pieno titolo nel gotha degli ultramaratoneti estremi, sono Brooks, Comune di Dolcedo, Riviera Trasporti, TecarSanremo.it, Conad e Consorzio Valorizzazione Prodotti Tipici Liguria. 

I soci dell’Associazione Oltre stanno già valutando come festeggiare degnamente questa nuova impresa del loro vicepresidente.

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CICLISMO – Ecco il Mondiale di Mendrisio, il terrore dei ciclisti

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Mendrisio, il Mondiale
che fa già tremare

Ballan, Di Luca, Basso, Cunego, Garzelli, Pozzato, Nibali e Visconti, accompagnati dal c.t. Ballerini, hanno pedalato sul circuito che ospiterà la prova iridata il 27 settembre: la prima impressione è che sarà una gara durissima. Di Luca: “L’uomo da battere è uno solo, Valverde”. Ballerini: “Temibile anche Sanchez”. Tutti d’accordo invece: sarà sfida Italia-Spagna

MENDRISIO (Svizzera), 22 giugno 2009 – Il 27 settembre sarà un Mondiale durissimo. I numeri delle carte infatti parlano chiaro: 19 giri di un circuito di 13,8 km con un dislivello di 245 metri al giro, cioè 262,2 km e 4655 metri di ascesa totali. Partenza e arrivo nella zona degli impianti sportivi di Mendrisio.

L'altimetria del circuito delle prove in linea
L’altimetria del circuito delle prove in linea

PRIMA SALITA — Dopo i primi 1.930 m i corridori affrontano la prima asperità con una salita di 1.600 m che nei primi 820 m attraversa il centro di Mendrisio fino ai piedi della salita dell’Acqua Fresca, uno strappo di 780 m con una pendenza media superiore al 10% e punte al 12. Qui si raggiunge il punto più alto del circuito posto ai 438 metri di Castel San Pietro, dove inizia l’unica discesa: 4.580 m tecnicamente difficili che portano alla quota più bassa del tracciato, i 250 metri di Balerna.

SECONDA SALITA — Dopo solo 1.420 m pianeggianti ecco la seconda asperità del circuito: la salita della Torrazza di Novazzano, teatro della sfida Mondiale del 1971 tra Felice Gimondi ed Eddy Merckx: 1.750 m di lunghezza con tratti di pendenza attorno al 10% per raggiungere quota 376 metri. Da questo trampolino di lancio i corridori si tuffano verso il traguardo affrontando prima una facile discesa di 800 m e poi il tratto finale pianeggiante di 1.810 m che da Genestrerio conduce all’arrivo.

L'altimetria della cronometro uomini
L’altimetria della cronometro uomini

BURRASCA — Circuito iridato sul quale oggi ha pedalato una quasi Nazionale. Con il c.t. Franco Ballerini a visionare il percorso si sono trovati in otto: l’iridato Alessandro Ballan, Ivan Basso, Damiano Cunego, Danilo Di Luca, Stefano Garzelli, Filippo Pozzato, Vincenzo Nibali e Giovanni Visconti. Danilo Di Luca, che per caratteristiche e carisma potrebbe essere il capitano della squadra, punta subito al cuore del problema: “Qui c’è solo un uomo da battere: Alejandro. E basta”. Lo spagnolo Valverde, sempre che possa essere al via visto che è al centro di un controverso caso di doping, sarà “il” rivale. “Visto come è andata a finire negli ultimi anni mi auguro che sia ancora una sfida Italia-Spagna – spiega Ballerini -. Anche se c’è da dire che la burrasca di Varese potrebbe avere compattato gli spagnoli. Oltre a Valverde comunque dovremo fare attenzione a Samuel Sanchez che non a caso è campione olimpico”. Poi il c.t. indica in Andy Schleck la possibile alternativa. Ivan Basso, invece, fa il nome di Fabian Cancellara come avversario temibile.

L'altimetria della cronometro donne
L’altimetria della cronometro donne

INSIDIA VENTO — Per ora Ballerini non parla di possibili tattiche di gara (“Lo faremo tra un mese”) però s’informa bene sul vento perché “ad Hamilton stravolse la corsa. Sulla salita dura era contro, davanti si moriva e a ruota si chiacchierava. Il vento cambiò i valori in campo”. Marco Vitali, l’ex pro’ ticinese che fa da cicerone, gli racconta che “qui 80 giorni su cento c’è vento. ma contrariamente a oggi che tira da nord, di solito arriva da sud. Quindi dalla cima della seconda salita all’arrivo è a favore”.

NUOVO CAPITANO — Non ci sarà più la punta Bettini, ma neppure il regista Rebellin. “Il suo ruolo potrebbe essere ricoperto da Stefano Garzelli – spiega il c.t. – ma anche dallo stesso Bruseghin”. Boonen, che ieri nonostante il no ricevuto dagli organizzatori del Tour de France alla tv fiamminga ha dichiarato di essere pressoché certo di essere al via, lo ha definito adatto alle sue possibilità. “O non ha visto il percorso, o era molto distratto”, sibila Di Luca. “E anche per Freire la vedo molto difficile. Cosa posso fare io? Per essere al via devo essere al 110 per cento della condizione”, gli fa eco con onestà Pippo Pozzato.

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MOTOGP – La commozione di Valentino a Montmelò

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Vale si gode il trionfo
“Sono una bestia nera!”

Rossi quasi commosso per il sorpasso capolavoro con cui ha battuto Lorenzo a Montmelo’: “Lo sognavo da tempo. Jorge è fortissimo, ma per ora ho vinto io. Con me gli avversari non si possono mai sentire al sicuro. È una delle migliori 3 gare della carriera”

MONTMELO’ (Spagna), 14 giugno 2009 – “Non credevo di riuscire a passare in quel punto, ci avevo già provato con Stoner nel 2007 ma non mi era riuscito. È stata una gara spettacolare, una delle tre migliori della mia carriera. Per battere questo Lorenzo sono dovuto andare al mio 100%. Mi sono confermato bestia nera nel corpo a corpo e questo è importante sotto tanti punti di vista”. Valentino Rossi l’ha combinata grossa. Tutti sapevano che oggi il dottore avrebbe corso col coltello tra i denti, in quel modo tipico con cui ha costruito una carriera di otto mondiali. Voleva battere Lorenzo a tutti i costi, cominciava a serpeggiare la voce che Jorge fosse meglio. L’onta andava lavata. È stata lavata eccome, con un sorpasso indimenticabile.

L'arrivo al fotofinish con Rossi davanti. Afp
L’arrivo al fotofinish con Rossi davanti. Afp

che duello — “Un grande duello, è stato bellissimo – racconta il pesarese – un’emozione così forse non l’ho mai provata”. Era davvero emozionato, Valentino. Per tanti motivi. Non era mai capitato vederlo interrompersi in un’intervista per passarsi la mano la fronte come per dire “Mamma mia cos’ho fatto…”. “A Laguna Seca l’anno scorso è stata bella ma è finita otto giri prima – continua Rossi – sorpassare lì non è stato male. Che spettacolo… Lorenzo è stato fortissimo, una delle battaglie più dure. Certo sarà difficile batterlo in futuro, bisognerà essere sempre al 100% ma intanto ora siamo qui e l’ho battuto”.

Rossi si inginocchia sul podio di Montmelo'. Ap
Rossi si inginocchia sul podio di Montmelo’. Ap

breccia — La cosa che più gli dà felicità è sapere di aver probabilmente aperto una breccia nella convinzione di un pericoloso rivale. Proprio come con Stoner a Laguna Seca un anno fa. L’australiano non si è più ripreso. Chissà se e come Lorenzo reagirà. Rossi si è confermato un bruttissimo cliente per tutti: “I piloti che sono davanti devono sapere che quando ci sono dietro io posso superarli in qualsiasi punto – ha spiegato Vale – questo è stato un weekend perfetto e chi voleva la battaglia all’ultimo giro nella MotoGP è stato accontentato: non so se sia un caso, ma quando è così in mezzo ci sono sempre io”. Poi ancora sulla manovra: “È stato un sorpasso pulito, ma abbastanza al limite. La curva l’ho fatta benissimo ed è stato un super sorpasso. Rischi? È normale che lì si può sbagliare perché sei al limite, ma è il nostro sport, il nostro mestiere e mi è venuto bene. Oggi mi sono confermato bestia nera nel corpo a corpo”. Ora in testa sono in tre: “Sarà dura fino alla fine”.

jorge: titolo difficile — E Lorenzo come l’ha presa? Sportivamente. “Una grande gara, Valentino è stato più bravo di me”. Ma dentro di lui il suo cuore sarà un po’ in subbuglio, è dura mandar giù una sconfitta così. E forse la testa del Mondiale e la consapevolezza di aver costretto il campione italiano a una gara da leggenda non aiutano il morale: “Ho fatto una buona partenza – ha detto Jorge – poi sapevo che io e lui avremmo lottato fino alla fine perché i nostri ritmi erano praticamente uguali. Lui, però, è stato più bravo di me e più coraggioso anche perché non pensavo provasse a sorpassarmi all’ultima curva, credevo più in rettilineo. Ora siamo tre piloti a pari punti, mancano però ancora tante gare. Comunque il pubblico sarà soddisfatto perché ha visto una grande gara”. “I piloti vogliono sempre vincere – ha continuato Lorenzo – ma se non riesci il secondo posto è un grande risultato. Rossi è stato più bravo, io non sono stato capace di chiudere. Il titolo? Un giorno vorrei vincerlo. Già quest’anno? Sarà molto complicato”.

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MOTOGP – Incredibile Rossi, vince all’ultimo giro a Montmelò in Spagna

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Rossi, vittoria magica!

Nel GP di Catalogna fantastico trionfo del pesarese che sorpassa Lorenzo proprio sulla curva che immette sul rettilineo d’arrivo. Terzo Stoner con la Ducati

MONTMELO’ (Spagna), 14 giugno 2009 – Trionfo di Valentino Rossi nel GP di Catalogna. Il pesarese della Yamaha ha battuto Jorge Lorenzo dopo un epico duello conclusosi solo all’ultima curva. Terzo Stoner con la Ducati.

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CALCIO – Inter-Manchester-Barcellona, tris d’assi in Europa

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ROMA – Tris d’assi in Europa. Nello stesso giorno della conquista dello scudetto da parte dell’Inter, grazie alla sconfitta del Milan nell’anticipo di campionato a Udine, centrano l’obiettivo in Inghilterra anche i campioni d’Europa e del mondo del Manchester United e in Spagna il Barcellona. Come i nerazzurri anche i catalani festeggiano in anticipo il titolo di Liga, a tre giornate dalla fine del torneo, senza scendere in campo, grazie al ko dei rivali del Real Madrid sul campo del Villarreal. Per Guardiola un altro traguardo importante dopo la coppa del Re e la finale di Champions League di Roma proprio contro il Manchester. I “red devils” vincono il loro 18/a titolo di Premier League. La formazione di Alex Ferguson ha conquistato la certezza matematica del titolo grazie al pareggio per 0-0 con l’Arsenal. In questa stagione Lo United ha già vinto oltre al Mondiale per club anche la Coppa di Lega. Delle tre squadre quella più scudettata è il Barcellona, con 19 titoli di Liga, contro i 18 del Manchester e i 17 dell’Inter. Tutto ancora da decidere invece in Germania e in Francia: nella Bundesliga lo sprint è tra Wolfsburg, Bayern Monaco e Stoccarda. In Francia, tagliato fuori il Lione, il ballottaggio é tra Bordeaux e Marsiglia.

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